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Manifesti sull'Enel, procedure regolari

BRINDISI - Per finanziare l’affissione dei manifesti (che sono anonimi ma non abusivi) è stata spesa una cifra consistente, si tratta di almeno 20mila euro. Il committente della campagna di protesta contro Enel che ha suscitato curiosità a Brindisi è senz’altro qualcuno che può permettersi di acquistare spazi su cartelloni sei per tre e che lo ha fatto versando le imposte dovute e scegliendo l’anonimato.

BRINDISI - Per finanziare l?affissione dei manifesti (che sono anonimi ma non abusivi) è stata spesa una cifra consistente, si tratta di almeno 20mila euro. Il committente della campagna di protesta contro Enel che ha suscitato curiosità a Brindisi è senz?altro qualcuno che può permettersi di acquistare spazi su cartelloni sei per tre e che lo ha fatto versando le imposte dovute e scegliendo l?anonimato.

Il monitoraggio della Digos, ad ogni modo, prosegue: è stato accertato che la società Enel è estranea all?iniziativa e che lo sono anche gli ambientalisti locali. I ?No al carbone? hanno infatti diffuso un altro manifesto sui cui è riportata la data del 12 dicembre 2012, quando inizierà a Brindisi il processo a carico di 13 dirigenti Enel e due imprenditori di Brindisi per la dispersione di polveri di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale ?Federico II? di Cerano.

Quanto alle immagini dell?impianto di Brindisi su cui è impressa una scritta a caratteri cubitali ?Sono in arrivo nuovi filtri per le centrali a carbone della tua città?, apparse in diversi angoli del centro urbano, la Digos ha tutto sotto controllo. Non v?è il rischio al momento di azioni eclatanti. Potrebbe essere una campagna volutamente anonima dei soliti attivisti, non lo si esclude. Ma si tratta al momento soltanto di una delle ipotesi vagliate dagli investigatori che non hanno ragione di temere nulla.

Gli agenti della Digos hanno effettuato accertamenti e hanno verificato che gli spazi utilizzati non sono gestiti direttamente dal Comune ma dati in concessioni a società private. Dal punto di vista contributivo, quanto ad autorizzazioni e imposte, sembrerebbe tutto in regola. In vista dell?apertura del dibattimento dinanzi al giudice monocratico di Brindisi, considerato l?invito fatto dalle associazioni ai cittadini tutti, per una costituzione di parte civile in massa, l?attenzione resta alta. Greenpeace, di casa a Brindisi, potrebbe progettarne una delle sue.

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