I delegati Edipower, sì al piano A2A

BRINDISI - Sul progetto di revamping della centrale Edipower di Brindisi illustrato oggia a Brindisi da A2A e dalla stessa Edipower, prende posizione anche la rappresentanza sindacale unitaria della termoelettrica di Brindisi Nord, che considera utile il piano, e chiede al sindaco di considerare anche la volontà dei lavoratori.

La centrale Edipower di Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI - Sul progetto di revamping della centrale Edipower di Brindisi illustrato oggia a Brindisi da A2A e dalla stessa Edipower, prende posizione anche la rappresentanza sindacale unitaria della termoelettrica di Brindisi Nord, che considera utile il piano, e chiede al sindaco di considerare anche la volontà dei lavoratori e di convocare i tavoli tecnici. Ecco il documento integrale della Rsu Edipower Brindisi.

Abbiamo partecipato all’incontro promosso dall’Amministrazione Comunale, presso Palazzo Nervegna, in cui la Società A2A ha presentato il dettaglio del piano industriale necessario al rilancio della centrale Edipower di Brindisi. Una valutazione di quanto emerso dall’incontro, non può prescindere da una attenta riflessione sull’attuale situazione in cui versa l’intera produzione termoelettrica nazionale.

La multinazionale e principale produttore nazionale Enel, concorda in questi giorni con le organizzazioni sindacali la gestione di un esubero di 3.500 lavoratori, tutti gli investimenti nel settore sono fermi, decine di centrali termoelettriche improduttive con personale in cassa integrazione tra cui centrali di Edipower e A2A nel Nord del Paese.

In questo scenario si inserisce la problematica della centrale termoelettrica di Brindisi Nord, incapace ad oggi di produrre a causa del drastico calo della domanda di energia, causato dalla crisi economica che si protrae dal 2009, e del contemporaneo sensibile incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, particolarmente sviluppate nel nostro territorio. Territorio, che non ha saputo adeguare in tempo utile le infrastrutture delle reti di trasporto alla nuova esigenza produttiva.

Tali condizioni determinano alti costi di gestione e bassa remunerazione che rendono antieconomico il mantenimento in servizio. Tenendo ben in evidenza le problematiche sia ambientali che occupazionali, a cui diamo medesima valenza, tentiamo di elaborare la proposta che A2A ha illustrato ai partecipanti all’incontro. Premesso che, le attuali condizioni autorizzative della centrale Edipower consentono la produzione di energia con 2 gruppi a carbone per un totale di 640 MW, Il nuovo Piano Industriale proposto prevede:

• un solo gruppo di produzione, dimezzando di fatto l’installato.

• L’introduzione di una quota di combustibile alternativo rinnovabile nella misura del 10% del totale.

• L’immediato smantellamento dei gruppi di produzione 1-2, oggi inutilizzati.

• Il revamping dei gruppi da utilizzare attraverso lo smantellamento degli attuali elettrofiltri e l’introduzione di nuovi filtri a maniche.

Tornando all’evidenza delle problematiche in premessa, ambientale ed occupazionale, sulla base di questo piano industriale, i riflessi sarebbero; dal punto di vista ambientale:

• Drastica riduzione delle emissioni massiche in atmosfera

• Importante contributo al ciclo ambiente regionale. L’utilizzo del combustibile alternativo rinnovabile sottrae alle discariche pugliesi le stesse quantità utilizzate

Dal punto di vista occupazionale:

• L’immediato cantiere di smantellamento dei gruppi 1 e 2 vedrebbe uno sbocco occupazionale per tutti quei lavoratori delle ditte appaltatrici fino ad oggi erano occupati in Edipower ed ora in mobilità o in cassa integrazione.

• Il mantenimento degli attuali livelli occupazionali diretti

• Nuova occupazione riferita ai nuovi insediamenti produttivi previsti per il trattamento del combustibile alternativo rinnovabile.

Chi ha partecipato all’incontro, sa bene quale è stato il grado di dettaglio della proposta illustrata, ed è evidente quale sia la differenza intollerabile per l’occupazione a Brindisi se a tale proposta non si da la giusta e doverosa attenzione. Consideriamo il piano industriale proposto un ottimo compromesso tra occupazione e compatibilità ambientale. Con tutto il rispetto per l’associazionismo nella sua forma più democratica, la politica dei no è disastrosa e non può essere considerata quale guida per lo sviluppo sostenibile di un territorio.

Il Sindaco, ha chiesto ed ottenuto che nessuno dei partecipanti si esprimesse politicamente sulla proposta rimandando tali valutazione a sedi più opportune, in chiusura dell’incontro si è riservato di convocare i capigruppo consiliari prima e il Consiglio Comunale poi per una valutazione politica della proposta.

Le dichiarazione del Sindaco rese alla stampa, a valle dell’incontro, contraddicono di fatto tali impostazioni anticipando di fatto la sua posizione politica sulla bontà dell’investimento Edipower. Il sindaco è di tutti, sia della parte associativa della Città che dei lavoratori, degli imprenditori degli artigiani e del tessuto produttivo della Città. Accolga la disponibilità dell’azienda ad attivare da subito tavoli tecnici di approfondimento al fine di dare sviluppo sostenibile alla gente e ai lavoratori di questa città. (Rsu Centrale Edipower)

 

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