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Centrale Brindisi Nord, il Consiglio dice no al progetto A2A

Il sindaco: “Se qualcuno crede che con Rossi si possa bruciare carbone, si sbaglia”. Contrarietà trasversale all’impianto di trattamento rifiuti: maggioranza e opposizione chiedono dismissione e smantellamento di tutti i gruppi. Applauso finale

BRINDISI – No trasversale al progetto della società A2A dalla sinistra a trazione Pd, alla destra declinata con Fi e Lega, al centro. Con applauso degli stessi consiglieri e del pubblico. Tutti contrari all’impianto di trattamento dei rifiuti nel sito della vecchia centrale di Brindisi Nord. Con il sindaco, più battagliero che mai: “Chi pensa che con l’Amministrazione Rossi si possa bruciare carbone, si sbaglia. Diciamo no, no a tutte le attività che pregiudicano la salute, l’ambiente e la retroportualità. Vogliamo uno sviluppo ecosostenibile”.

CONSIGLIO COMUNALE I OTTOBRE 2018-2

Il sindaco

Più chiaro di così non poteva essere il primo cittadino di Brindisi, al quale il Consiglio comunale – senza scontri da uno scranno all’altro (praticamente un’eccezione alla regola della litigiosità), all’inizio della seduta di oggi (lunedì primo ottobre 2018) ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di “contrarietà rispetto all’ipotesi di trattamento dei rifiuti nel sito della ex centrale di Brindisi Nord”, si legge nel testo posto in discussione dal presidente delle Assise, Giuseppe Cellie, di Brindisi Bene Comune, il movimento che  sulla tutela di salute e ambiente ha imbastito la propria storia.

Assente, Roberto Cavalera, Forza Italia, per impegni professionali. L’ordine è stato emendato su richiesta del consigliere Massimiliano Oggiano di Fratelli d’Italia, anche vice presidente, per domandare in modo specifico anche la bonifica della zona, sottosuolo compreso. Tutti d’accordo anche in questo caso.

Il Consiglio comunale

I consiglieri, quindi, con l’ordine del giorno hanno chiesto “alla società A2A di completare la dimissione e lo smantellamento dei gruppi 1 e 2 e avviare la dismissione e bonifica per consentire la restituzione di quelle aree allo sviluppo della retroportualità”. Infine, il mandato consegnato al primo cittadino: Rossi dovrà “rappresentare queste posizioni al ministero dell’Ambiente, al presidente della Regione Puglia e al presidente della Provincia di Brindisi”.

BANCHI OPPOSIZIONE AMMINISTRAZIONE ROSSI-2

Il decennio di battaglie

“Con questo ordine c’è il riconoscimento di dieci anni di battaglie condivise con cittadini e associazioni”, ha detto Rossi. “Si conclude in questo modo la storia di Brindisi Nord: siamo indisponibili ad attività che hanno conseguenze sulla salute e sull’ambiente e che possono anche pregiudicare gli sviluppi di attività retroportuali”, ha proseguito il sindaco. “Abbiamo incontrato i vertici di Enel e Versalis perché intendiamo, con in fatti, cambiare rotta. Lo abbiamo detto. Lo stiamo facendo”.

Sindaco e Consiglio, in definitiva, hanno rispedito al mittente la proposta di A2A che, tra l’altro, è ufficiosa, vale a dire presentata alla politica ma non agli uffici competenti in materia di autorizzazioni. Fine della storia che va avanti dal ’96, anno nel quale avrebbero dovuto esserci le convenzioni con le società elettriche a Brindisi. E per il sito a nord, venne disposta la riconversione con successiva dismissione nel 2004. Ma il sito venne salvato nel ’98 e poi privatizzato.

Altro capitolo, nel 2011, quando l’allora Amministrazione di centrodestra, guidata da Domenico Mennitti, nell’ultima seduta del Consiglio deliberò il Dpp (documento di programmazione preliminare): “Qui si parlava di futura dismissione di Brindisi Nord, ma nel 2012 venne autorizzato l’esercizio a carbone con prescrizioni e poiché divenne anti-economico investire, allora si è deciso di bruciare carbone e rifiuti. Lo hanno detto loro”, ha precisato Rossi. “Lo hanno pensato e nel 2016, periodo della Giunta di Angela Carluccio, in conferenza dei capigruppo, si sono presentati i signori di A2A. A loro, noi, oggi, diciamo no”. Fine.

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