La Cgil apre il fronte degli appalti nel settore chimico ed energia

Riunione a Brindisi dei metalmeccanici Fiom di Brindisi e Taranto. Denunciati gli effetti nefasti del massimo ribasso su lavoro e sicurezza

Una delle recenti vertenze al petrolchimico nel settore appalti (foto repertorio)

BRINDISI – Se la politica non dà l’impressione di essere adeguatamente concentrata sul problema del lavoro legato alle condizioni attuali degli appalti nel polo industriale di Brindisi, ma soprattutto alle prospettive delle produzioni petrolchimiche ed energetiche (ad occhio, circa duemila addetti diretti e almeno altri mille nell’indotto), il sindacato ci pensa, eccome.

La Cgil riporta i riflettori sulla questione con una nota della Camera del Lavoro territoriale, mentre la segreteria nazionale della Fiom settore energia e il Coordinamento nazionale petrolchimici della Cgil convocano per domani mattina presso la sede del sindacato metalmeccanici di Brindisi un vertice con le strutture  e i delegati delle aree brindisine e tarantina sul tema degli effetti della strategia energetica nazionale sui settori chimico e petrolchimico, a partire dalle ricadute sulle aziende degli appalti.

Descrivono lo scenario il segretario generale della Cgil brindisina, Antonio Macchia, e il segretario territoriale della Fiom, Angelo Leo: “In questi mesi, la Fiom Cgil di Brindisi, di concerto con la Camera del  lavoro Territoriale, è impegnata nel verificare le condizioni di lavoro degli operai metalmeccanici che operano in appalto nei poli industriali, in relazione ad una pluralità di criticità esistenti i cui effetti ledono le legittime aspettative degli stessi”, dicono.

“Non è più tollerabile che ad ogni cambio d’appalto il committente di turno faccia ricorso ad alchimie burocratiche, che nascondono debolezze sostanziali, per avere appalti al massimo ribasso, colpendo duramente i diritti dei lavoratori”, dichiarano Macchia e Leo.

Il picchetto a Cerano

“Nell’ultimo periodo, ad esempio, si è assistito ad una forte escalation di infortuni sul lavoro. Questo perché la sicurezza nei cantieri ha un costo ingente che porta le aziende affidatarie degli appalti a risparmiare sulla vita dei propri operai e, quindi, la legge 81/08 viene applicata poco e male”, è la denuncia della Cgil.

“A questo si aggiunga che le gare non contengono quasi mai clausole di salvaguardia del personale e questo perché le grandi committenti sino ad oggi, sebbene le parti sociali lo abbiano chiesto a più voci, non hanno avuto la sensibilità di tutelare il personale storico. Allo stato, migliaia di operai, incardinati negli appalti dei grandi poli Industriali, tutti dipendenti dall’indotto che si occupa della manutenzione degli impianti, sono in attesa di conoscere se, con le nuove gare, saranno assunti, e se sì, a quali condizioni”.

“Tutto questo personale, altamente specializzato, è periodicamente sottoposto all’alea del rinnovo contrattuale, perché – sostiene la Cgil brindisina - non si è mai inteso addivenire ad una accordo territoriale che tuteli le maestranze dell’intero indotto. Dunque, ancora una volta, la Fiom Cgil chiede un intervento che tenga a cuore le sorti di oltre mille famiglie che non possono avere la dignità di un posto di lavoro fisso, perché le gare vengono svolte senza il rispetto di quei criteri minimi di sicurezza ed al massimo ribasso”.

La clausola sociale per questi lavoratori, conclude la Cgil chiamando in causa i grandi gruppi industriali, “deve essere una presa di responsabilità ed un atto di civiltà per tutte quelle multinazionali che affidano la manutenzione alle varie aziende del settore, oltre ad evitare il peggioramento delle condizioni di lavoro degli stessi dovuto al passaggio a contratti collettivi meno onerosi per le aziende che intendono sfruttare i lavoratori”

La richiesta finale: “E’ giunto il momento che le Parti interessate attivino un tavolo permanente sul lavoro in appalto, con il potere di verificare le condizioni di lavoro di chi opera in appalto e per la contrattazione di quanto necessario alla tutela dei lavoratori nei capitolati e nelle gare”. Inutile richiamare casi specifici: a Brindisi i cittadini sono stati spesso al cospetto negli ultimi mesi e negli ultimi anni di una serie di vertenze aziendali che coinvolgono soprattutto piccole imprese dell’appalto.

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