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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

Musso voleva salvare Hercules

BRINDISI - Che nel PDL ci fosse una certa attenzione per le leggi ad personam era cosa notoria, ma fino a ieri si pensava che la persona interessata fosse Berlusconi. Evidentemente non è più così. Il senatore Salvatore Tomaselli (Pd), infatti, ha scoperto che nel decreto sviluppo all'esame di Palazzo Madama era stato inserito un emendamento all'articolo 37 delle legge che disciplina le Autorità portuali, in particolar modo la nomina dei presidenti. Il testo dell'emendamento era chiarissimo: «Possono essere nominati anche cittadini di paesi dell'Unione Europea in possesso dei medesimi requisiti». Lo aveva presentato il senatore Enrico Musso, collega, amico e (si dice) sostenitore del greco Hercules Haralambides, l'ex presidente dell'Autorità portuale di Brindisi, defenestrato dal Tar proprio per non essere un cittadino italiano.

BRINDISI - Che nel PDL ci fosse una certa attenzione per le leggi ad personam era cosa notoria, ma fino a ieri si pensava che la persona interessata fosse Berlusconi. Evidentemente non è più così. Il senatore Salvatore Tomaselli (Pd), infatti, ha scoperto che nel decreto sviluppo all'esame di Palazzo Madama era stato inserito un emendamento all'articolo 37 delle legge che disciplina le Autorità portuali, in particolar modo la nomina dei presidenti. Il testo dell'emendamento era chiarissimo: «Possono essere nominati anche cittadini di paesi dell'Unione Europea in possesso dei medesimi requisiti». Lo aveva presentato il senatore Enrico Musso, collega, amico e (si dice) sostenitore del greco Hercules Haralambides, l'ex presidente dell'Autorità portuale di Brindisi, defenestrato dal Tar proprio per non essere un cittadino italiano.

«L'emendamento di Musso era uno dei circa 1600 emendamenti che stiamo esaminando in Commissione. Aveva avuto anche il parere positivo del governo. Ho chiesto che il parere fosse rivisto alla luce del fatto che era evidentemente un cavillo riconducibile all'Autorità portuale di Brindisi», dice Tomaselli: «Se non me ne fossi accorto, l'emendamento sarebbe passato inopinatamente».

L'emendamento, tra l'altro, non teneva conto del parere del Tar, che nei mesi scorsi si era espresso positivamente sul ricorso presentato dall'ingegnere Calogero Casilli contro la nomina di Haralambides (che ora spera nel Consiglio di Stato). Grazie all'iniziativa di Tomaselli, il governo ha deciso di rivedere la sua posizione: l'emendamento Musso è decaduto. Musso, che stando alle cronache suggerì all'ex sindaco Domenico Mennitti il nome del professore greco, suo collega e amico, ha dovuto incassare il colpo.

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