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Economia

La Uil: "Sarà un Primo Maggio di mobilitazione, perché c'è poco da festeggiare"

La riflessione: "Ricordiamo quanto sia fondamentale il lavoro e riflettiamo sulle sfide che ci attendono in ogni angolo del Paese e del nostro territorio"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Fabrizio Caliolo, coordinatore provinciale Uil Brindisi.

"Sarà un Primo Maggio di mobilitazione, perché non ci sono le condizioni per festeggiare se troppi giovani non trovano lavoro, se troppi lavoratori sono precari o poveri e se i pensionati vivono con assegni da fame". Le dichiarazioni del nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri in preparazione alla giornata restituiscono la giusta dimensione ad una ricorrenza nella quale, più di ogni altra, ricordiamo quanto sia fondamentale il lavoro - non solo per l’articolo 1 della nostra Costituzione ma concretamente e nella vita di ogni giorno - e riflettiamo sulle sfide che lo attendono in ogni angolo del Paese e del nostro territorio.

Brindisi non è meno esposta di altre realtà alle scelte che i vari Governi nazionali hanno adottato in questi anni in tema di lotta alla disoccupazione e tutela dei diritti nel lavoro; cosi come medesime sono le grandi sfide e crisi che qui si vivono: da quella economica e finanziaria fino all’inflazione e all’aumento del costo della vita. Fenomeni che rendono difficile affrontare con le stesse entrate di sempre le necessità quotidiane, anche di base. Lo sanno bene i lavoratori ed i nostri pensionati che ogni mese scoprono sempre più insufficienti i loro assegni per rispondere all’aumento generalizzato dei costi di beni e servizi primari.

Cosa fare? Come aiutare le nuove generazioni che faticosamente ricercano un impiego qui, nella propria terra, non accettando di dover migrare per poter sopravvivere? Sono assilli che da sempre caratterizzano la vita e la missione del sindacato, ancora più in una visione come quella della Uil che nel suo nuovo corso vuole essere il "sindacato delle persone" a tutto tondo, oltre ogni condizione sociale, economica e lavorativa. Come ricordato dallo stesso segretario Bombardieri nel dare risposte a queste sfide l’attuale Governo italiano sta prendendo la direzione sbagliata. La proposta del taglio delle tasse di quale punto percentuale porterà ad avere in busta paga circa 15 euro in più al mese assolutamente insufficienti a compensare anni di aumento dei costi e di inflazione. Altra proposta dell’esecutivo è di offrire la possibilità di rinnovare per tre anni i contratti a termine, una proposta che favorirebbe la precarietà già dilagante. Inoltre vi è il tema della autonomia differenziata che avrebbe la conseguenza di assegnare a territori più ricchi - ovviamente quelli del Nord del Paese - risorse importanti per lo sviluppo del Mezzogiorno. 

Confidiamo nell’azione di mediazione che i sindacati nazionali apporteranno al decreto e mentre siamo attenti alle novità che arriveranno da Roma qui, sul territorio, occorre mantenere alta l’attenzione sulla tutela dei diritti del lavoro soprattutto negli impieghi precari e stagionali. Settori come quello agricolo o turistico ma anche molti lavori di committenza rimangono tutt’oggi ad elevato rischio di mancata dignità e sotto la morsa del ricatto occupazionale: dover continuare a scegliere, nel 2023, fra possibilità di lavorare e dignità dei diritti fondamentali rimane un sopruso inaccettabile. Un altro imprescindibile requisito del lavoro in questa terra è la sicurezza e la prevenzione di ogni rischio sui luoghi di lavoro. Continuano ad essere numerosi, troppi, i casi di infortuni, fino alle morti, sui luoghi di lavoro in questa provincia. Nelle ultime settimane ne abbiamo avuto ulteriore testimonianza. La Uil di Brindisi, sulla linea di quanto proposto costantemente a livello nazionale, aderisce da tempo alla campagna #ZeroMortisulLavoro ed un importante lavoro di sensibilizzazione si sta tenendo nelle scuole del territorio. Solo la formazione fin da giovanissimi, oltre a serrati controlli che garantiscano il rispetto della severa normativa vigente in materia, possono scongiurare nuovi episodi sui quali a poco serve indignarsi dopo che siano avvenuti.

Inoltre, fra le diverse questioni fondamentali del territorio, si pone in modo deciso il tema del futuro della sanità. Sono diverse le vertenze in questo ambito alle quali si è aggiunge il rischio di ridimensionamento di alcuni importanti presidi ospedalieri come quello di Francavilla Fontana che significherebbe una diminuzione dei livelli minimi di assistenza sanitaria e sociale non tollerabili per l’intera popolazione e la conseguente mortificazione di importanti professionalità impiegate all’interno della struttura. A questi lavoratori giunga la nostra più piena vicinanza e solidarietà ed alle Istituzioni competenti l’appello a scongiurare una ipotesi nefasta.

Questa è una terra meravigliosa, dalle mille e positive risorse che si manifestano in iniziative imprenditoriali e di autoimpiego ed in molteplici altre attività lavorative. Il sindacato è impegnato a tutelare e stimolare la nascita di ognuna di queste opportunità. Confidiamo che anche la politica locale, comprese le nuove Amministrazioni comunali che prenderanno vita a seguito delle consultazioni elettorali, possa fare altrettanto per il futuro e la dignità del lavoro, fondamento della Repubblica e di questa terra.

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