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Le sculture di Edgardo di Simone al Map fino a febbraio: "Un evento imperdibile"

“Venite al Map, un brindisino non può non conoscere le opere di uno dei suoi concittadini più illustri”. Veniero Ruggiero, nipote dello scultore Edgardo Simone, invita la cittadinanza a recarsi presso il Map (Museo mediterraneo dell’arte presente) di via Tarantini, dove stasera (ore 18) verrà inaugurata l’esposizione delle piccole opere di suo zio, nato a Brindisi nel 1890 e morto a Hollywood nel 1948

BRINDISI – “Venite al Map, un brindisino non può non conoscere le opere di uno dei suoi concittadini più illustri”. Veniero Ruggiero, nipote dello scultore Edgardo Simone, invita la cittadinanza a recarsi presso il Map (Museo mediterraneo dell’arte presente) di via Tarantini, dove stasera (ore 18) verrà inaugurata l’esposizione, delle piccole opere di suo zio, nato a Brindisi nel 1890 e morto a Hollywood nel 1948.

Questo grazie all’iniziativa del direttore del Map, il professore Massimo Guastella, insegnante di Arte contemporanea presso l’università del Salento. Nel corso di una conferenza svoltasi stamani presso palazzo Virgilio, gli stessi Guastella e Ruggiero hanno presentato la nostra, che chiuderà i battenti il 27 febbraio 2016. All’iniziativa hanno contributo anche la società Cracc, spin off dell’Università del Salento, con i contributi di Aba Federalberghi Brindisi, Palazzo Virgilio, degli Amici dei Musei Brindisi, e in collaborazione con Club Unesco Brindisi, Fondazione Biblioteca Arcivescovile “De Leo” Diocesi di Brindisi, Archivio di Stato Brindisi, Confraternita dei Musici.

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La mostra, del tutto autofinanziata,  giunge al culmine di una decennale ricerca del Dipartimento di Beni Culturali, avviata a Lecce nell’ambito del progetto “Sull’arte contemporanea. Metodologia e ricerca nei luoghi dell’Università”, nel 60° dell’ateneo salentino, consentirà per tutto il periodo natalizio e sino al mese di febbraio di poter ammirare per la prima volta nella sua città natale le opere di piccolo formato dello scultore Edgardo Simone, nato a Brindisi nel 1890 e morto a Hollywood nel 1948. 

Ventidue opere le opere di Ninì, come lo chiamavano i familiari, tra bronzetti, gessi, terrecotte e ceramiche, provenienti da collezioni italiane e americane, insieme a cataloghi e periodici d’epoca prestati dalla “Biblioteca De Leo” e privati cittadini e fotoriproduzione di documenti predisposti a cura dell’Archivio di Stato di Brindisi, che saranno ordinate nell’esposizione con lo scopo di far conoscere la produzione la produzione dello scultore brindisino, che dopo un ventennio di attività in Italia (Roma. Napoli, Verona, Ferrara) dal 1928 inseguì il sogno americano tra New York, Washington, Detroit, Chicago e Hollywood, dove lavorò per la Metro-Goldwyn-Mayer e alle scenografie del film “Bernadette”. 

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