Corpo, autoritratto e fotografia per esorcizzare la decadenza. Il 4 giugno a Martina Franca inaugurazione di “The Form’s Machine” di Ninni Pepe

MARTINA FRANCA - È il rapporto tra la rappresentazione del corpo, l’autoritratto e la fotografia, l’epicentro della mostra “The Form’s Machine” di Ninni Pepe, che apre i battenti a Martina Franca domenica 4 giugno, con un vernissage alle ore 18 nella sede di “Digimedia Production” (via Sallustio 32/B).

Ispirato nel nome alla storica band inglese prog-rock “The Soft Machine" (la macchina molle), il progetto è composto da grandi stampe in bianco e nero che ritraggono una parte del corpo dello stesso autore - varianti del torso, del ventre manipolato - proponendo al pubblico un’intima riflessione sul tempo, la vecchiaia e la decadenza.

Con Pepe, all’inaugurazione sarà presente anche Denis Curti, nome di riferimento della fotografia italiana e direttore della storica rivista “Il Fotografo”, già curatore della stessa esposizione quest’inverno alla galleria “Still” di Milano. Per Curti la ricerca di Pepe «si sviluppa con leggere varianti formali di un unico soggetto, e si realizza sul set di una rappresentazione pensata e articolata proprio su se stesso. Ecco allora che il centro fisico del suo corpo (che dal basso ventre sale fino al petto) accoglie il ‘caos’, il ‘cuore’, la ‘croce’ e ‘l’infinito’ come alcuni tra gli elementi che l’autore mima e descrive con le sue stesse mani e la sua stessa pancia, donandogli nuova forma e significato. The form’s machine di Ninni Pepe ha saputo riflettere su temi e argomenti che, a partire da un’esperienza intima e personale, hanno toccato le corde del linguaggio fotografico, nel vivo della sua evoluzione verso una nuova consapevolezza artistica».

La mostra - ingresso gratuito - chiuderà il 30 giugno (orari: dal lunedì al venerdì, ore 9-12 e 15-18.30).

- varianti del torso, del ventre manipolato - proponendo al pubblico un’intima riflessione sul tempo, la vecchiaia e la decadenza.

Con Pepe, all’inaugurazione sarà presente anche Denis Curti, nome di riferimento della fotografia italiana e direttore della storica rivista “Il Fotografo”, già curatore della stessa esposizione quest’inverno alla galleria “Still” di Milano. Per Curti la ricerca di Pepe «si sviluppa con leggere varianti formali di un unico soggetto, e si realizza sul set di una rappresentazione pensata e articolata proprio su se stesso. Ecco allora che il centro fisico del suo corpo (che dal basso ventre sale fino al petto) accoglie il ‘caos’, il ‘cuore’, la ‘croce’ e ‘l’infinito’ come alcuni tra gli elementi che l’autore mima e descrive con le sue stesse mani e la sua stessa pancia, donandogli nuova forma e significato. The form’s machine di Ninni Pepe ha saputo riflettere su temi e argomenti che, a partire da un’esperienza intima e personale, hanno toccato le corde del linguaggio fotografico, nel vivo della sua evoluzione verso una nuova consapevolezza artistica».

La mostra - ingresso gratuito - chiuderà il 30 giugno (orari: dal lunedì al venerdì, ore 9-12 e 15-18.30).

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