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Regeni e Zaki, manifesti rimossi: "Chissà quale strano fastidio producevano"

Da ieri non ci sono più i due striscioni sulla facciata del Comune di Brindisi. Le note di Brindisi Bene Comune e dell'ex consigliere Gazzaneo

BRINDISI – Dalla facciata del municipio di Brindisi sono stati rimossi i due manifesti a sostegno di Patrick Zaki (“Libertà per Patrick Zaki”) e in memoria di Giulio Regeni (“Verità per Giulio Regeni”) che erano stati esposti su iniziativa dell’amministrazione comunale guidata, fino a poco più di un mese fa, dal sindaco Riccardo Rossi. 

I manifesti non ci sono più da ieri (giovedì 13 luglio). A farlo notare Brindisi Bene Comune Sinistra Italiana ed Europa Verde e l’ex consigliere comunale Giulio Gazzaneo (nell’ultimo quinquennio capogruppo di “Ora tocca a noi”) attraverso dei post pubblicati sui rispettivi profili Facebook. 

Patrick Zaki, laureatosi pochi giorni fa presso l’università di Bologna (collegato in videoconferenza dall’Egitto) è uno attivista egiziano che dal febbraio 2020 al dicembre 2021 è stato detenuto per degli articoli sgraditi al regime. 

Giulio Regeni è un dottorando italiano che fu rapito a Il Cairo il 25 gennaio 2016 e ucciso dopo brutali torture. Sul suo caso, fra tentativi di depistaggio e ostruzionismo da parte delle autorità egiziane, nonostante gli sforzi della magistratura italiana, non si riesce ancora a fare verità. 

La nota di Bbc, Sì e Verdi

"Gli striscioni 'Verità per Giulio Regeni', 'Libertà per Patrick Zaki' e la bandiera della pace - si legge nel post di Bbc - non rappresentano alcuna parte politica, ma dimostrano valori universali quali umanità, verità e giustizia, libertà e pace. La rimozione è un atto di distanza da tali valori, una mera presa di posizione illogica e apolitica. Come Brindisi Bene Comune, Sinistra Italiana ed Europa Verde chiediamo spiegazioni in merito a questo gesto insensato e immotivato". 

La nota di Gazzaneo

“A Brindisi come in tantissimi Comuni, Università, enti pubblici in tutta Italia – scrive Gazzaneo - rappresentavano un messaggio semplice e universale per la tutela e la salvaguardia dei diritti umani”.

Tornando dunque a quei manifesti, “la scelta di affiggerli - ricorda Gazzaneo - era stata votata all’unanimità da maggioranza e opposizione dallo scorso consiglio comunale. E invece tra i primi pensieri di qualche nuovo amministratore c’è stato proprio quello di rimuoverli”. “Chissà quale strano fastidio o imbarazzo – conclude - producevano a chi ha voluto fossero tolti”. 
 

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