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“Gli olivi plurisecolari, sculture a cielo aperto minacciate dalla Xylella"

Intervista all’agronomo Michele Miraglia, autore della pubblicazione “Olivi monumentali di Puglia: millenni di storia e di splendore”

“Olivi monumentali di Puglia: millenni di storia e di splendore” è la nuova pubblicazione firmata dall’agronomo Michele Miraglia, già dirigente dell’Assessorato all’agricoltura regionale pugliese e senatore del Pci. Nel suo interessante lavoro Miraglia pone l’attenzione sul paesaggio agrario della Puglia, caratterizzato da magnifiche distese di olivi, in particolare quelli della “Piana degli Ulivi monumentali” e su ciò che resta del paesaggio pugliese dopo l’epidemia di Xylella fastidiosa. La pubblicazione, che tratta, quindi, un argomento di grande attualità per la nostra provincia, ha la prefazione dell’agronomo Silvio Schito, già dirigente dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Puglia e direttore dell’Osservatorio Fitosanitario regionale tra il 2015 e il 2018. Ad arricchire il lavoro di Miraglia, disegni e foto che gli alunni delle terze classi delle scuole medie di Carovigno “Morelli” e “Cavallo” realizzarono nel 2015 per la mostra dal titolo “Alla scoperta degli ulivi secolari di Carovigno”, ideata dallo stesso autore. “Olivi monumentali di Puglia: millenni di storia e di splendore” racchiude articoli ed esperienze personali ed è reperibile telefonando al numero: 349-4685640. 

Michele Miraglia

BrindisiReport, per sapere qualcosa in più dell’importante pubblicazione, ha posto qualche domanda all’agronomo Michele Miraglia.  

Qual è attualmente la situazione degli olivi monumentali pugliesi dopo l'epidemia di Xylella fastidiosa? 
Quando, alla fine del 2013, i ricercatori del Cnr di Bari e dell’Università del capoluogo pugliese indicarono come causa del disseccamento rapido degli olivi del basso Salento, il batterio Xylella fastidiosa, che si propaga attraverso un insetto vettore, la “sputacchina”, la notizia di quella scoperta fu accolta con stupore ed incredulità dagli agricoltori danneggiati e dalla popolazione. Riusciva difficile, alla gente, accettare l’idea che le piante di olivo, credute quasi immortali, potessero essere distrutte, così rapidamente, da un batterio di importazione; quelle stesse piante che, grazie alla loro forza e resistenza avevano superato indenni, negli anni, ogni avversità. Simile pregiudizio, ha indotto, molti, a disconoscere il verdetto della scienza e a disattendere le misure, indicate con perentorietà dagli organi tecnici regionali, necessarie a contenere il contagio. Il conseguente risultato di tale sottovalutazione ed inadempienza ha provocato, nel giro di pochi anni, la scomparsa dell’olivicoltura nell’intera provincia di Lecce e nei territori delle province confinanti di Brindisi e Taranto. Oggi, il batterio ha raggiunto gli olivi monumentali delle colline litorali, caratteristiche della provincia di Brindisi. Piante secolari e, alcune, millenarie, prevalentemente della varietà “Ogliarola”, molto suscettibile agli attacchi del patogeno. Pertanto, gli agricoltori si trovano costretti ad abbattere le piante infette, anche se, in virtù degli interventi di consapevole prevenzione e di contenimento condotti dagli stessi, non si assiste ancora, fortunatamente, ad un attacco generalizzato del batterio con la conseguente rapida distruzione dell’inestimabile patrimonio storico-paesaggistico ed economico.”

Nella sua pubblicazione lei mette a confronto l'epidemia di Xylella con l'epidemia di Covid-19. In cosa si rassomigliano?
“Le grandi calamità epidemiche causate da patogeni infettivi, sia quelle che colpiscono l’uomo che quelle epifitiche che interessano il regno vegetale, si rassomigliano tutte nel loro decorso. Se non contrastate tempestivamente ed efficacemente il contagio tende a diffondersi e dilagare con rapidità, provocando ingenti perdite e danni incalcolabili a livello economico e sociale. La Puglia, allo stato attuale, vanta un triste primato, quello di essere stata colpita da due eventi calamitosi in tempi successivi, ma al momento sovrapponibili: Xylella fastidiosa, il temibile batterio che in pochi anni ha distrutto gli olivi di gran parte del Salento ed il coronavirus, Sars-CoV-2, che ha già provocato milioni di vittime e tiene in allarme tutta la popolazione mondiale per gli effetti esiziali della sua diffusione.”

Qual è il valore simbolico ed estetico dell'olivo?
“L’olivo, da sempre considerata pianta simbolo di pace e di fratellanza tra i popoli, assume per la Puglia un valore emblematico, in quanto da data immemorabile, come attestato dall’età millenaria di molti esemplari, ha rivestito quasi per intero il territorio, dando suggestiva immagine sempreverde al paesaggio agrario e costituendo nel tempo la principale fonte di occupazione e di reddito per gran parte della popolazione residente. Una mia riflessione, contenuta nel testo, afferma che gli olivi secolari per la loro caratteristica conformazione, intrecciata e contorta, sono gli alberi coltivati, che meglio di ogni altro, rappresentano e raccontano in maniera evidente la vicenda umana e la lotta per l’esistenza che impegna l’uomo nel corso della vita. La varietà delle forme assunte dai tronchi e dalle intere strutture degli olivi plurisecolari conferisce al paesaggio un aspetto di rara suggestione, da renderlo simile ad un museo di sculture “a cielo aperto”.

In che modo la collettività può tutelare e valorizzare il prezioso patrimonio degli olivi secolari?
“La minaccia provocata dell’azione distruttiva operata dal patogeno Xylella fastidiosa, incombente sul patrimonio olivicolo degli olivi monumentali diffusi in provincia, nonostante gli impegni frenetici ed incessanti della ricerca scientifica, ha aumentato, tra la popolazione, il timore del pericolo incalzante e la dolorosa consapevolezza dell’attesa di un idoneo rimedio per salvare quegli alberi di olivo, plurisecolari, dall’immenso valore, anche affettivo, in quanto ereditati da antenati operosi. Allo stato, per salvare e tutelare quel patrimonio non resta che seguire scrupolosamente, con tempestività, da parte degli addetti alla coltura olivicola le direttive di prevenzione e di cura emanate dagli organi tecnici della Regione Puglia.”

Nel giugno del 2015 a Carovigno fu inaugurata una mostra, da lei ideata, sugli ulivi secolari alla quale parteciparono gli studenti di alcune scuole medie di Carovigno che realizzarono foto e disegni degli antichi ulivi. Come fu accolta quell'esperienza dai giovanissimi studenti? Quanto è importante avvicinare i ragazzi alla conoscenza del nostro patrimonio arboreo? Covid permettendo, ha intenzione di ripetere l'esperienza della mostra con le scuole in futuro?
“Nell’organizzare quella mostra partivo dalla consapevolezza che alunni di giovane età, privi di elementi di raffronto con altre realtà, per i pochi viaggi effettuati, considerassero ordinario l’eccezionale paesaggio agrario degli olivi secolari che li circondava. Invece, l’impegno e la ricchezza del materiale raccolto in una mostra di straordinario successo hanno evidenziato, oltre all’orgoglio di vivere immersi in un paesaggio agrario così prezioso e suggestivo, spiccate doti di sensibilità e di senso estetico posseduti dai giovani partecipanti a quell’evento. Ritengo importante, come ampiamente da molti dimostrato, infondere nelle giovani generazioni l’amore per la salvaguardia e miglioramento dell’ambiente e per la tutela storico -paesaggistica del territorio: a tal fine, quella interessante esperienza vissuta in passato con gli alunni delle scuole medie di Carovigno credo vada ripetuta anche altrove, pandemia permettendo.”

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