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Calenda, nuova stoccata a Emiliano: "Si ricorda del Pd solo in campagna elettorale"

 

BRINDISI - “Emiliano? Si ricorda del Pd solo in campagna elettorale”. In una gremitissima sala universitaria di Palazzo Nervegna è andato in scena stasera (giovedì 29 novembre) un altro round dello scontro a distanza fra l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 

"Non mi candiderò alle primarie"

Calenda ha fatto tappa a Brindisi nell’ambito del tour di presentazione del suo primo libro, “Orizzonti Selvaggi – Capire la paura e ritrovare il coraggio”, edito da Feltrinelli. Intervistato dalla giornalista Paola Moscardino, l’ex ministro, entrato da pochi mesi fra le file del Pd, ha nuovamente smentito le indiscrezioni secondo le quali starebbe coltivando l’idea di candidarsi alle primarie dei Democratici. 

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Calenda ha parlato della necessità, anche per le forze di centrosinistra, di dare diritto alla cittadinanza alla paura, “un sentimento molto radicato fra la gente". “Bisogna riconoscere – ha detto – che siamo in un periodo della storia moto delicato. Questa è una cosa che ci ha investito tutti. Il libro ha l’obiettivo di cercare di ridefinire quali sono le paure: quelle razionali e quelle irrazionali”.

Lo scontro con Emiliano

A margine della presentazione del volume, Calenda si è intrattenuto per alcuni minuti con la stampa locale, parlando anche del governatore Emiliano, con il quale si è scontrato più volte sulle questioni riguardanti l’Ilva.  “Il caso di Emiliano non è tanto fra me ed Emiliano – afferma Calenda - quanto fra Emiliano ed il resto del partito nel suo insieme. Emiliano mi ha più volte tacciato di cose terribili, fra cui quella di essere al soldo delle lobby. Penso che da tempo ormai non faccia neanche più parte del Partito Democratico. Si ricorda del partito solo in periodo di elezioni”.

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Fra i terreni di scontro con l’ex magistrato c’è anche il gasdotto Tap. A tal proposito, alla domanda di BrindisiReport su come, a suo avviso, il governo a trazione Penta-Leghista stia gestendo la questione, Calenda risponde sarcastico: “Perfetta, in continuità con quello che abbiamo fatto noi”.

Sì al fronte repubblicano

In risposta alle politiche di Lega e Cinque Stelle, Calenda sponsorizza la nascita di un fronte repubblicano. “Privatamente tutti i leader – afferma - sono dell’idea che bisogna fare una lista per andare oltre. Questa però deve essere un’operazione vera e non di facciata. E’ necessario porsi l’obiettivo di parlare ai mondi liberali, popolari e socialdemocratici su una piattaforma nuova, forte e convincente. Spero che ci riusciremo. Perché in ballo c’è la permanenza dell’Italia in Europa e nell’Occidente”. 

Bocciate su tutta la linea le politiche per il Mezzogiorno, la cui conseguenza è stata quella di “definanziare il credito di imposta per gli investimenti”. Critiche serrate, dunque, a una manovra finanziaria “che mette in coda gli investimenti, che è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno per far ripartire gli investimenti”. 

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