Anche a Brindisi crolla l'autonoleggio: "Cassa integrazione e incertezze sul futuro"

BRINDISI - Nelle nostre video-inchieste che spaziano dagli effetti collaterali ai racconti personali della pandemia, anche di concittadini bloccati all'estero o in altre regioni italiane, in questa Fase 2 cerchiamo di dare la precedenza ai temi della crisi economica e della ripresa, soprattutto dal punto di vista delle piccole imprese e di quelle individuali, quelle che dovranno fare più fatica per recuperare almeno in parte. Gran parte delle perdite del Pil nazionale sono legate alla crisi dell'industria turistica e dei servizi ad essa collegati.

Cosa ne è ad esempio del settore dell'autonoleggio a breve termine a Brindisi? Non tutti sanno che impiegava decine di persone, una parte delle quali stagionale, la percentuale più alta invece fissa. Il fermo quasi totale del traffico aereo (in Puglia resta solo un volo, il Bari-Roma) è una delle cause della perdita completa del lavoro delle agenzie di autonoleggio brindisine. L’Aniasa, l’associazione che nell’ambito di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, già nella prima fase del lockdown nel mese di marzo aveva denunciato il quasi totale azzeramento delle vetture nuove a noleggio (-88%, dalle 57.000 di marzo 2019 alle 7.000 dello scorso mese).

Della situazione a Brindisi ci parla Sergio Carlucci, mandatario di due importanti aziende del settore. La situazione che descrive è quella di tutti i suoi colleghi. Le immagini parlano più di ogni descrizione orale: le piazzole degli aeromobili deserte, l'aerostazione aperta solo per lo stand-by, le auto ferme da settimane nei parcheggi. La ripresa, quando comincerà, sarà lenta e senza certezze tranne una: sino a giugno ci sono solo disdette.

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