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Il kick-boxing e le altre arti marziali: "Disciplina e autocontrollo, non violenza"

 

Quante volte da ragazzi, dopo aver visto un film di arti marziali abbiamo tentato di imitare attori come Jean Claude Van Damme, Jackie Chan, Chuk Norris o Bruce Lee Proprio grazie a quest’ultimo Francesco Spagnolo, un brindisino di 46 anni, si appassiona alle arti marziali e egli sport da combattimento, seguendo uno straordinario percorso durato quasi 40 anni.

Francesco sin da piccolino infatti pratica il karate per poi appassionarsi al pugilato e infine approda alla muay thai e al kick boxing, arrivando a vincere titoli importanti non solo a livello nazionale.

Ma Francesco non si ferma e 5 anni fa, dopo la carriera agonistica, realizza un altro dei suoi sogni aprendo l’Oriental Boxing Academy, dove nota tra i suoi atleti Cosimo Gorgoni, un giovane con una buona carriera agonistica e una gran voglia di fare, e decide di formarlo affinché diventi un allenatore federale. Francesco ci tiene tanto a Cosimo e sostiene che il futuro è rappresentato dai giovani, su cui bisogna puntare di più.

 “I maestri hanno il compito di guidare i propri allievi verso la giusta via” sostiene Francesco, il quale crede fermamente che gli sport da combattimento e le arti marziali siano un toccasana per la forma mentis dei ragazzi, oggi troppo spesso rapiti dalla virtualità o peggio vittime del famigerato “bullismo”.

Francesco Spagnolo  invita tutti a spogliarsi dai pregiudizi relativi ai presunti stimoli alla violenza derivanti da queste discipline, che al contrario sviluppano l’autocontrollo, la riflessione e migliorano l’equilibrio psicofisico con  una funzione di recupero sociale molto importante.  

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