Storie di resistenza al coronavirus: i racconti di bambini e adulti

L’Anpi “Eugenio Santacesaria” ha lanciato una iniziativa su Facebook dopo il decreto #iorestoacasa, raccogliendo i pensieri e le riflessioni di grandi e piccoli

MESAGNE- Non gli abbracci, non una pacca sulla spalla o un bacio sulla fronte: ai tempi del coronavirus ci salveranno la musica, i disegni e le parole di chi combatte quotidianamente un nemico subdolo e invisibile, resistendo e sperando che presto, nella nostra amata Italia, andrà tutto bene.

Si chiama “Storie di quotidiana resistenza” l’iniziativa dell’Anpi “Eugenio Santacesaria” sezione di Mesagne lanciata al tempo del coronavirus, dopo il decreto #iorestoacasa emanato venerdì 13 marzo: la pagina facebook raccoglie i disegni, i pensieri, le riflessioni, i ricordi e la speranza di chi resiste ogni giorno all’assenza di abbracci, di carezze, del solito tran tran quotidiano che, riconosciamo, ci aveva resi meno umani.

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Sono tanti gli adolescenti che rimpiangono, dopo una momentanea felicità, la chiusura della scuola: “Ora solo giornate interminabili e noiose in cui l’unica cosa che possiamo fare è guardare il sole attraverso la finestra, o passeggiare sul terrazzo- scrive Giuseppe Parisi di 15 anni. - Ciò che mi manca di più è il rapporto umano, anche se comprendo che non c’è altra soluzione, che dobbiamo rispettare le regole, che è l’attuale condizione per dimostrarci solidali ed altruisti” si legge ancora nella sua riflessione, mentre posta la foto di un papavero rosso che spicca vicino a un trullo incorniciato dal cielo azzurro.

“Storie di quotidiana resistenza” ai tempi del coronavirus è un diario scritto a più mani e che tutti possiamo leggere rincuorandoci l’un l’altro, sentendoci vicini, ma distanti ognuno nella propria casa.

“Casa è il posto dove per caso nasci e per fortuna diventi te stesso – scrive Giulia, 30enne che vive a Milano- “Da quando ho lasciato casa per una città che mi ha accolto in maniera gentile a mille chilometri di distanza, ho coltivato intimamente un pensiero agrodolce, che ogni tanto vado a coccolare nonostante il dolore, come una ferita che non vuoi lasciare guarire: a me (alla mia generazione peregrina) hanno tolto il diritto di essere la zia, la sorella, la figlia, la cugina, la nipote e l'amica che vorrei. Vicina”. Un pensiero che colpisce al cuore quello di Giulia, rimasta intrappolata a Milano, ma con una speranza che infonde serenità: “Resistiamo, oggi la distanza tra noi è più diffusa e sembra quasi assoluta, ma non è definitiva. Torneremo a sederci nelle lunghe tavolate piene di vite e storie, forse più consapevoli di quanto siano importanti tutti i pezzetti di questo cuore ora sparpagliato in giro per l'Italia e l'Europa”.

L’idea dell’Anpi sezione di Mesagne è poi quella di raccogliere queste pillole raccontate da grandi e piccoli, in un opuscolo che testimonierà “Io c’ero” al tempo del coronavirus, come ha scritto su un biglietto Elisabetta Caggiula di dieci anni : “Io sono certa che presto tutto finirà e le generazioni future scriveranno sui libri di scuola questo fenomeno e io potrò dire “C’ero anch’io”.

emma alex arcobalneo-2

Non solo nipoti, come Emma, Alessandro e il loro arcobaleno postato sulla pagina, ma anche i nonni che hanno combattuto la Seconda guerra mondiale continuano a resistere, confidando le proprie emozioni e rinunce, lasciando aperta la porta alla speranza: “Ma poi dico a me stessa: sii sincera non è questo che ti angustia ma la mancanza fisica degli affetti più cari e l'incertezza del "quanto durerà". E allora, aiutata dal sole, penso alla felicità di quando ci riabbracceremo, rideremo, brinderemo di nuovo tutti insieme e vedrò con stupore quanto è cresciuto il mio nipotino”.

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Per contribuire all’immagine di una Italia solidale e combattiva potete partecipare all’iniziativa dell’Anpi “Eugenio Santacesaria” inviando i vostri pensieri, foto e disegni in forma anonima o meno su  messenger della pagina Facebook Anpi Mesagne, contattando il numero whatsapp 3491327685 o inviando un’email all’indirizzo anpimesagne@gmail.com. Resistiamo, restiamo a casa e andrà tutto bene.

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