Brindisi. Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del centro di Restinco

Tedesco (segretario Fp Cgil): "Chiediamo di procrastinare questo cambio di appalto ad un periodo successivo alla emergenza"

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Pancrazio Tedesco, segretario generale Fp della Cgil e indirizzata al prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, sullo stato di agitazione proclamato dal personale operante nel centro di Restinco e la richiesta di un incontro urgente con il prefetto. 

"In questi difficili giorni, in cui continua l’ emergenza sanitaria causata dal Covid 19, che ci vedono impegnati nel supportare le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono i servizi pubblici essenziali e non solo, ci saremmo evitati volentieri di dover affrontare un cambio di appalto complicato che, ancora una volta, grava sulle spalle di lavoratori di un servizio pubblico delicato come quello del centro di Restinco. Come a tutti noto, il governo di “salviniana” memoria decise di tagliare alcuni servizi andando ad incidere direttamente sulla qualità degli stessi e sui lavoratori appartenenti all’indotto. E’ di questi giorni la notizia secondo cui,  in costanza della pandemia Covid 19,  la prefettura di Brindisi debba procedere al cambio di appalto più ingeneroso, nei confronti dei lavoratori e degli ospiti, della storia di questo servizio. Buon senso e questioni di opportunità ci facevano sperare che quantomeno sarebbe stato possibile procrastinare tali attività.

Questo lo ha detto anche il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, spiegando il significato dell’articolo 103 del decreto “Cura Italia”. In esso è stata  disposta la sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi pendenti o iniziati dopo la data del 23 febbraio 2020. In questi casi, non si tiene conto del periodo intercorrente tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020. Il decreto ha inoltre prorogato la scadenza di certificati, permessi e concessioni fino al 15 giugno 2020. Quindi vi è uno slittamento dei termini amministrativi a tutela delle aziende coinvolte nei passaggi. Come mai non si pensa anche ai lavoratori che di questo cambio sono parte integrante ed in questo momento storico non possono riunirsi in assemblea, discutere i termini del passaggio, scioperare nelle forme canoniche. Sarebbe coretto e rispettoso,  anche a tutela dei diritti  dei lavoratori, procrastinare il passaggio dei lavoratori da un’azienda all’altra, con tutto ciò che questo comporta.

Rinviare a un momento successivo alla fine di questa emergenza sarebbe un atto di lealtà e rispetto, perché reputiamo doveroso concedere a questi lavoratori la possibilità di riunirsi in assemblea, di poter comunicare con le organizzazioni sindacali che gli rappresentano e di poter avere rassicurazioni circa il proprio futuro, oltre alle criticità che, in questo momento, dovranno affrontare con un nuovo datore di lavoro. Questa richiesta, che ci pare di civiltà è in linea con quanto sta succedendo nel Paese, ed è per questo motivo che deve essere tenuta in dovuto conto, anche perché quando si utilizzano risorse pubbliche dei cittadini per conto delle amministrazioni, sono i cittadini-lavoratori i primi contribuenti cui rendere spiegazioni. Noi riteniamo che questa mancanza di rispetto  per i lavoratori debba finire, chiediamo di procrastinare questo cambio di appalto ad un periodo successivo alla emergenza, oltre che certezze sul mantenimento dell’attuale livello occupazionale in essere, senza che i lavoratori ci rimettano in termini di diritti, economici o di riduzione oraria per effetto della frammentazione in più datori di lavoro. Non dimentichiamoci che, anche in questo infausto momento, i lavoratori del centro di Restinco non stanno facendo mancare il loro enorme contributo, pertanto chiediamo, anche per loro, enorme rispetto. Pertanto, nelle more di un cortese riscontro, si dichiara lo stato di agitazione del personale coinvolto a cui seguiranno ulteriori iniziative sindacali.

Pancrazio Tedesco, segretario generale Fp Cgil Brindisi

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