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Signal for help, il segnale per comunicare la violenza

La Cgil Brindisi propone questo nuovo strumento simbolico delle mani per chi è in pericolo, ma anche per insegnare alle persone che vogliono aiutare, come farlo in modo da non mettere a rischio la sicurezza di chi ha bisogno di aiuto

È nato Signal for help, il gesto fatto con le mani per riconoscere e salvare le vittime della violenza domestica. Tutto comincia dalle mani: un semplice gesto che però racchiude il dolore e il dramma delle tantissime donne che, ogni giorno, subiscono una violenza. L’iniziativa è nata dall’associazione Canadian Women’s Foundation e, in pochi giorni è diventata virale. Si chiama Signal for Help ed è un gesto, fatto con le mani, per lanciare un segnale d’aiuto silenzioso ma incisivo che, se accolto e compreso, può salvare la vita di molte donne. La violenza domestica è, infatti, uno dei più grandi mali della società che, nonostante le battaglie, le discussioni e le tragedie portate alla luce, non è stato ancora sradicato.

Anzi, con l’arrivo del Coronavirus e il conseguente stato di emergenza sanitaria, lo scenario è addirittura peggiorato. Molte vittime della violenza domestica, costrette a stare in casa con i loro aguzzini a causa di chiusure e restrizioni, sono diventate le protagoniste di epiloghi tragici. Solo dall’inizio dell’anno, infatti, sono morte 14 donne ma a questo numero spaventoso si aggiungono tante altre violenze silenziose, fisiche e psicologiche, che avvengono tra le mura domestiche. Ecco perché la nascita e la diffusione di Signal for Help può essere di vitale importanza per alcune donne. Quel pollice della mano piegato e le quattro dita in alto, poi chiuse in pugno, si sono trasformati nella richiesta urgente di aiuto che tutti dobbiamo conoscere.

Come Cgil Brindisi, proponiamo questo nuovo strumento simbolico delle mani, per chi è in pericolo, ma anche per insegnare alle persone che vogliono aiutare, come farlo in modo da non mettere a rischio la sicurezza di chi ha bisogno di aiuto. Un “gesto silenzioso” può salvare una vita. Impararlo significa, non solo saperlo usare ma anche saperlo riconoscere per potersi rendere utili. Spesso infatti con il partner violento sempre in casa, non si è in grado di chiedere aiuto. Aderiamo e pubblicizziamo l’iniziativa affinché sia questo un ulteriore strumento a vantaggio delle donne vittime di violenza anche del nostro territorio.

Filomena Schiena, segretaria confederale Cgil
Chiara Cleopazzo, responsabile politiche di genere Fp Cgil
Roberta Altomare, segretaria provinciale NIdiL Cgil

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