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Brindisi, il culto della Madonna e le 13 chiese dedicate a Maria

Conversazione tenuta dal professore Antonio Mario Caputo nella chiesa di San Paolo Eremita il 4 giugno

BRINDISI - “La devozione mariana di Brindisi e dei brindisini” è stato il tema della conversazione di grande interesse che il professor Antonio Mario Caputo, storico brindisino, ha tenuto martedì sera nella chiesa di San Paolo Eremita. Nella sua conversazione il professor Caputo ha parlato della figura unica ed irripetibile di Maria nella storia dell’umanità, soffermandosi sulla devozione mariana dei brindisini e ripercorrendo i luoghi simbolo mariani, ossia tredici chiese, tra Brindisi e Tuturano, intitolate alla Madonna.

“È indubitabile che Maria sia la donna più famosa della storia”, afferma il professor Caputo, “eppure era una semplice ragazza nata a Nazareth, in Palestina”. Lo storico ricorda la nascita di Maria, nata da una coppia sterile, Sant’Anna e San Gioacchino, sterile in quanto molto anziani, come si apprende dai Vangeli, le uniche fonti che parlano della Madonna. Maria, nome che deriva dall’ebraico Miriam, che significa “amata da Dio”, parla solamente quattro volte nei Vangeli.

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“Poi la vita ed il ruolo della Madonna s’intrecciano con il ministero pubblico di Gesù fino al Calvario”, spiega Caputo, “ma nei Vangeli non è dato di leggere alcuna frase né durante la Crocifissione né durante la Risurrezione del Figlio. Si apprende solo che la Madonna è sotto la Croce insieme a Maria di Cleofa e a Maria di Magdala”. L’Assunzione al cielo di Maria, in corpo e anima, al termine della vita terrena è l’ultimo episodio relativo alla Madonna.

Il professore ha quindi ricordato i quattro dogmi che riguardano Maria: l’Immacolata Concezione, che riguarda la purezza di Maria, preservata dal peccato originale sin dal suo concepimento; Maria, madre di Dio, ossia il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo; la Verginità perpetua: Maria è Vergine prima, durante e dopo il parto; infine, l’Assunzione: al termine della sua vita terrena Maria è assunta in cielo in corpo e anima, dogma proclamato da Papa Pio XII nel 1950.

Dopo l’aspetto storico, la conversazione del professor Caputo è proseguita con l’aspetto che riguarda la devozione che i brindisini hanno avuto per la Madonna, il cui culto e la tradizione sono perpetuati da secoli nella chiesa di San Paolo Eremita. “Tra le molte città mariane del mondo che venerano la Madonna, ecco anche la nostra Brindisi”, sottolinea lo storico, che elenca le tredici chiese intitolate alla Madonna: Santa Maria di Jaddico, santuario mariano sulla statale 379; Ave Maris Stella, parrocchia del quartiere Casale; Maria Stella Maris, chiesa sacrario alla base del Monumento Nazionale al Marinaio d’Italia.

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Poi Santa Maria degli Angeli, santuario del rione Centro; Madonna del Monte, rione Centro, nei pressi del porto; Santissima Addolorata Pietà, parrocchia francescana del rione Centro; Madonna della Scala, nella omonima via, rione Centro; Santissima Annunziata, parrocchia del rione Centro; Cuore Immacolato di Maria, parrocchia del quartiere Perrino; Maria di Loreto, chiesa annessa al locale cimitero; Maria Santissima Addolorata, parrocchia del quartiere frazione di Tuturano; e infine la cinquecentesca chiesa del quartiere frazione di Tuturano, Madonna del Giardino.

Caputo ha, infine, ricordato la quattordicesima chiesa che esisteva a Brindisi e di cui si possono vedere ancora le vestigie: la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che si trovava accanto al Calvario. Tra le altre testimonianze ancora visibili che riguardano la Madonna, la statua lignea detta della Madonna a due, nella Basilica Cattedrale, la statua in pietra della Vergine situata nel dente del timone del Monumento Nazionale al Marinaio d’Italia, sistemata lì a ricordo dell’anno mariano 1954; e la Madonna Pellegrina, in piazza Duomo, anch’essa sorta a memoria dell’anno mariano.

Statua della Madonna - Brindisi-2

Caputo ha proseguito la sua conversazione parlando della devozione alla Madonna Immacolata, che nella chiesa di San Paolo Eremita si perde nella notte dei tempi. La devozione fu rinfocolata il 20 febbraio 1743, alle 23.45, quando Brindisi fu colpita dal terremoto che danneggiò buona parte delle case, con la perdita di due vite umane. “Ci fu il generale convincimento che la città fosse stata risparmiata da un’immane catastrofe per il provvidenziale intervento della Madonna Immacolata, che fu trovata al centro della chiesa con le mani ed il volto rivolto al cielo, mentre secondo la visita pastorale firmata dal vescovo Andrea Maddalena, la Madonna aveva le mani giunte ed il capo reclinato. Così si legge nella visita pastorale dell’anno 1743”, conclude Caputo. Nella chiesa di San Paolo Eremita, chiesa francescana e mariana, completò la sua prima formazione scolastica San Lorenzo da Brindisi, che definì la Madonna “splendore della luce eterna”, “candore senza macchia” e “Madre della Misericordia”.

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