I penalisti brindisini: "Riprendere subito l'attività, con dovute cautele"

La richiesta inoltrata al Ministero della Giustizia, e ai presidenti degli organi giudiziari del distretto

BRINDISI – La Camera Penale di Brindisi, con una lettera firmata dal presidente Pasquale Annicchirico e dal segretario Giacomo Serio, ha chiesto la ripresa attività giudiziaria indirizzando la nota al Ministero della Giustizia, al presidente del Tribunale di Brindisi, al presidente della Corte di Appello di Lecce, al procuratore della Repubblica di Brindisi, al procuratore Generale della Repubblica di Lecce e all'Unione Camere Penali,

“Dopo un lungo periodo caratterizzato da una pressoché totale inattività delle funzioni giudiziarie ed in cui si è reso necessario adottare una serie di misure che salvaguardassero la salute di tutti gli operatori del settore giustizia, si sta ora assistendo su tutto il territorio nazionale ad una graduale ripresa delle attività in settori pubblici e privati, in concomitanza con la cosiddetta fase 2”, scrivono i penalisti brindisini.

“In tale contesto, appare difficilmente comprensibile e del tutto ingiustificato che l'amministrazione della giustizia goda di una tutela privilegiata, tanto più inspiegabile in quelle zone come la nostra dove il contagio da Covid-19 è in via di risoluzione. L'adozione di misure preventive generali e individuali, ormai seguite ovunque, può allo stato consentire – secondo la Camera Penale di Brindisi - di riprendere in sicurezza buona parte dell'attività giudiziaria, e non solo quella urgente.”

“Va da sé che tanto sarà possibile solo ove si intenderà attuare il rientro in servizio del personale amministrativo, il cui apporto attraverso lo smart working è stato oggettivamente inapprezzabile poiché è notoriamente inibito agli impiegati l'accesso da casa al sistema intranet della giustizia”, si osserva nella lettera. “Il rientro a singhiozzo del personale di cancelleria, previsto presso il Tribunale di Brindisi solo nella misura del 50% a partire dal primo giugno, rischia di rendere inattuabili i propositi di ristabilire una sostanziale normalità nello svolgimento degli incombenti connessi ad una pur ridotta ripresa dell'attività giudiziaria.”

“Svariate sono state le legittime lamentele degli avvocati, tanto nel settore penale che in quello civile, che si scontrano quotidianamente con le difficoltà connesse a limitazioni che discendono dalla carenza di personale, dovuta non solo ad una oggettiva e cronica insufficienza di organico, sia in Tribunale che in Procura, ma anche e soprattutto ad una persistente ed inaccettabile assenza dal posto di lavoro”, si fa presente nella richiesta di ripresa delle attività.

“Il front-office è ora del tutto inadeguato ad assolvere alle crescenti esigenze dell'utenza, atteso che i termini processuali dal 12 maggio sono ripresi a decorrere, richiedendo a solo titolo di esempio la necessità di avere a disposizione copie di atti e sentenze in tempo utile per esercitare le connesse funzioni difensive.”

“A ciò si aggiunga – proseguono i penalisti - che le previste prenotazioni di accesso in Tribunale non sempre vengono evase tempestivamente e vengono a volte dilazionate in giorni differenti, laddove riguardanti uffici diversi, nonostante la contestualità della richiesta, costringendo l'avvocato interessato, talora proveniente dalla provincia, a reiterati accessi in mattinate alterne.”

“A tali palmari e intollerabili disfunzioni si potrà ovviare nella misura in cui verrà stabilito l'immediato rientro di quel personale che possa garantire la presenza di almeno un'unità per ogni cancelleria o segreteria, così assolvendo quantomeno a quei compiti strettamente necessari allo svolgimento delle incombenze indispensabili”, scrive ancora la Camera Penale.

“Si potrà in tal modo rendere possibile l'accesso diretto senza prenotazioni, pur con l'adozione delle cautele ancora opportune, quali il rilevamento della temperatura corporea all'ingresso, l'uso di dispositivi di protezione individuale, l'accesso uno per volta nella cancelleria interessata, il rispetto del distanziamento sociale. Tutto quanto già ampiamente previsto – rilevano gli avvocati - in questa fase anche in altri ambiti.”

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“La presente viene indirizzata alle intestate autorità per quanto di competenza, rappresentando che laddove non seguiranno in tempi ristretti interventi risolutivi della grave situazione in tal modo determinatasi, che costituisce una evidente negazione di giustizia e una collaterale mortificazione della dignità della funzione difensiva, questa Camera Penale si riserva di assumere ulteriori e più incisive iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi sopra delineati”, preannuncia e conclude la lettera.

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