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Io Donna critica l'esclusione dalla Commissione pari opportunità

"Siamo l'unica associazione di donne, di orientamento femminista, iscritta all'albo regionale delle organizzazioni di volontariato"

BRINDISI - L'associazione lo Donna di Brindisi ritiene ingiusta l’esclusione dalla Commissione pari opportunità del Comune. Io Donna aveva candidato a componente della commissione la rappresentante legale e figura storica dell’attivismo femminista di Brindisi, Lia Caprera. “La suddetta candidatura era stata avanzata in adesione all'avviso pubblico comunale del16 gennaio 2019 per la nomina di tre componenti, espressione delle ‘associazioni operanti sul territorio’, da scegliere sulla base del titolo di studio e curriculum professionale”, ricorda l’associazione in un comunicato.

“L'unica associazione di donne, di orientamento femminista, iscritta all'albo regionale delle organizzazioni di volontariato, tra le organizzazioni fondatrici del Centro Servizi al Volontariato Poiesis, partner in progetti di rete di volontariato (Daphne, Puglia Capitale Sociale, Fondazione con il Sud), aderente all'associazione nazionale Donne in rete contro la violenza (D.i.Re) e al comitato cittadino Non Una Di Meno, non ha superato il vaglio della conferenza dei capigruppo che nei giorni scorsi ha designato le tre rappresentanti”, rileva polemicamente la nota.

“L'associazione lo Donna si è costituita nel 1995 quale sviluppo di un percorso politico femminista che ha avuto inizio nel 1980 nel Centro Sociale contro l'emarginazione giovanile attraverso l'attivazione della prima linea telefonica in Puglia dedicata al sostegno delle donne in stato di temporaneo disagio a causa della violenza maschile. Da questo avvio – prosegue il comunicato - non abbiamo mai cessato nel corso degli anni di realizzare campagne di informazione, denuncia, sensibilizzazione, supporto alle donne sulle tematiche della violenza maschile, della salute riproduttiva e la libera scelta in materia di contraccezione e aborto, della prevenzione dell'Aids”.

Volontarie dell'associazione Io Donna

“Ci siamo formate in maniera autonoma, e costantemente ci aggiorniamo, sulla metodologia femminista adottata nel centro antiviolenza che si fonda sulla relazione d'aiuto tra donne e sull'analisi di genere. Nei percorsi individuali di superamento della violenza siamo al fianco della donna che è la protagonista, rispettata nei tempi e nelle scelte e sostenuta nel suo processo di autodeterminazione”.

“Il Centro antiviolenza lo Donna, autorizzato al funzionamento dalla Regione Puglia, accoglie mediamente settanta donne all'anno di Brindisi e provincia, italiane e straniere, con e senza figli; offre gratuitamente ascolto, consulenza psicologica e legale, incontri di gruppo, orientamento al lavoro. Realizza programmi antiviolenza in collaborazione con gli Ambiti Territoriali BR1 e BR4. Questo è un contributo di grande valore sociale, politico e culturale assicurato alla città”, sottolinea Io Donna nella critica all’esclusione dalla Commissione pari opportunità.

“Ci sembra chiaro che abbiamo le competenze per contribuire all'attività della Commissione Pari Opportunità come previsto dall' art. 3 del Regolamento per l'istituzione e funzionamento della stessa, quindi è più che lecita la domanda su quali siano i requisiti mancanti per ‘bocciarne’ la candidatura. Il regolamento della Commissione Pari Opportunità, all'art. 2 comma 1, lettera b), prevede che le candidature vengano da organizzazioni ‘senza distinzione di finalità tematica’; ciò rende irrilevanti i curricula delle candidate, lasciando spazio a criteri di altra natura. Riteniamo che il regolamento andrebbe modificato, enunciando chiaramente i criteri di ammissione e selezione”.

Io Donna-2

“Tuttavia – conclude il comunicato - auguriamo buon lavoro alle componenti della Commissione Pari Opportunità nella convinzione che libertà di pensiero ed esercizio critico siano elementi indispensabili per attuare politiche di trasformazione sociale e culturale. C'è lavoro per tutte e tutti se pensiamo che ‘per arrivare alla parità di genere nella politica, nella salute e nell'istruzione a livello globale serviranno 108 anni e addirittura 202 anni saranno necessari per chiudere il gender gap sul posto di lavoro’ (Il sole 24ore del18 dicembre 2018)”. Firmato, e operatrici e volontarie dell'associazione lo Donna di Brindisi.

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