Ordine Infermieri: "Tute protettive carenti e non conformi al Perrino"

Il presidente dell'Ordine scrive alla direzione dell'Asl Brindisi: "I dispositivi di protezione devono essere una priorità"

BRINDISI - L’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) Brindisi denuncia “la carenza e non conformità” dei dispositivi di protezione individuale consegnati al personale sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi, in prima linea contro l’emergenza Covid-19.  Il presidente dell’Ordine di Brindisi, Antonio Scarpa, contesta che “le tute di protezione del corpo non recano sulla confezione, come previsto dalle direttive dell’Inail, il pittogramma relativo al loro uso per il contenimento del rischio biologico e la certificazione Uni En 14126-2004 per l’uso cui assegnate”.

“Come risaputo – si legge in una lettera a firma dello stesso Antonio Scarpa, inviato al management dell’Asl Brindisi -  l’articolo 15 del decreto legge n. 18 del 2020 detta disposizioni straordinarie per la gestione dell’emergenza Covid-19 e attribuisce all’Inail la funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale”.  “Fermo restando i poteri del commissario straordinario ai sensi dell’art. 122 – si legge ancora nella lettera - si tratta per l’Inail, che collabora alle misure di mitigazione del rischio Covid-19 in qualità di soggetto attuatore degli interventi di protezione civile, di una competenza nuova attribuita in via straordinaria, per cui ravvisiamo si debba associare anche il parere dell’istituto Superiore di Sanità per attestare la conformità del prodotto”. 

“Giusto applaudire – rimarca Scarpa - gli infermieri per il proprio impegno e la propria dedizione, ingiusto lasciarli in prima linea senza gli strumenti necessari a ridurre il rischio di contagio da Covid-19.  Il rischio zero non esiste. Lo sanno bene i tanti professionisti contagiati e lo sanno bene i colleghi che hanno lavorato negli ultimi giorni con responsabilità e senza indugi, in situazioni precarie di emergenza. Esistono strumenti però per ridurre il rischio. Come Ordine riteniamo encomiabile l’impegno professionale profuso da tutto il personale sanitario in prima linea nel fronteggiare la pandemia in atto”. 

"I dispositivi di protezione individuali – conclude Scarpa - devono essere una priorità oltre che quantitativamente e qualitativamente adeguati, per questo si chiede un intervento celere, non più procrastinabile, di codesta Asl, volto ad arginare il rischio di contagio del personale dedito al fronte, primi operatori coinvolti nel front office con l’utenza e di conseguenza maggiormente esposti”. 

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