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"Opere portuali conformi al piano urbanistico": accolto ricorso Authority

Il Consiglio di Stato ribalta il precedente pronunciamento del Tar. D'Attis: "Crescita di un territorio bloccata per cavilli"

BRINDISI - Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale in relazione all’accertamento di conformità di alcune opere relative al completamento delle infrastrutture di security nel porto di Brindisi. Sono stati annullati, pertanto, gli effetti della sentenza emessa precedentemente dal Tar Puglia (che aveva respinto tale ricorso). Viene stabilito in via definitiva che le opere realizzate nel porto risultano conformi alle destinazioni urbanistiche del Piano urbanistico comunale. 

D'Attis: "Non escludo ricorso alle autorità giudiziarie"

“Si mette fine, quindi – afferma il deputato Mauro D’Attis (Forza Italia) tramite una nota stampa - ad una vicenda che ha tenuto paralizzata la struttura portuale brindisina per più di cinque anni, con i conseguenti danni in termini di crescita dell’economia di settore e di competitività dello stesso porto”. Il Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche, infatti, nel 2018 aveva respinto definitivamente la domanda formulata dall’ente portuale brindisino. Da qui il ricorso dell’Adsp dapprima al Tar e poi al Consiglio di Stato (tra gli enti che si sono opposti, costituendosi in giudizio contro l’ente portuale, vi è stato anche il Comune di Brindisi).

“E’ evidente, a questo punto, che sull’intera vicenda- prosegue D’Attis - corre l’obbligo di fare chiarezza. Non si può bloccare la crescita di un territorio per cavilli burocratici e per interpretazioni poi ritenute errate dai giudici del Consiglio di Stato. Qualcuno, insomma, dovrà assumersi la responsabilità di quanto accaduto. Proprio per questo, adotterò ogni iniziativa possibile perché ciò avvenga, non escludendo anche un ricorso alla magistratura penale e alla procura della Corte dei conti per quanto di propria competenza”.

L'intervento di Fabiano Amati

Sulla sentenza della Corte dei conti interviene anche il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd): "Mi spiace molto - afferma Amati - che in tutta la fase processuale l’Autorità di sistema portuale abbia avuto come contraddittore, tra gli altri, il Comune di Brindisi, che per missione dovrebbe invece sostenere l’attivismo infrastrutturale e quindi una maggiore predisposizione a interpretare le norme nel loro senso produttivo, cioè quello per cui nella specie furono approvate, e non in funzione di burocratismo difensivo. Il Consiglio di Stato ha infatti sentenziato che i Piani Regolatori Portuali approvati antecedentemente alla legge n. 84 del 1994, non hanno effetti di conformazione del territorio, così come più volte ribadito dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.  Il Piano regolatore portuale di 
Brindisi, risalente al 1975, non poteva essere dunque considerato come parametro giuridico ai fini della valutazione di conformità urbanistica degli interventi proposti dall’Autorità portuale, considerato peraltro che le sue prescrizioni non erano mai state recepite in qualche modo nelle previsioni del piano regolatore comunale". 

"E tale assunto - prosegue Amati - non può essere superato nemmeno dalla variante al piano portuale di Brindisi operata nel 2002 in relazione ai pontili a pettine di S. Apollinare. L’annessione di tale nuova opera accanto a quelle già previste nel Piano regolatore portuale del 1975 (la variante estremamente limitata in portata riguardò l’edificazione di tre pontili a pettine e la realizzazione di una banchina di riva), non può avere la caratteristica dell’aggiornamento complessivo previsto della legge e dunque necessario al fine di modificarne la natura, da mero atto di programmazione di opere marittime a strumento urbanistico". 

"Secondo il Consiglio di Stato - conclude Amati - pure i rilievi preliminari del Comune sono confutabili, perché le opere eseguite sul demanio sono soggette all’obbligo di conformarsi alle disposizioni urbanistiche vigenti e ai relativi controlli, fermo restando che, per tali interventi ? per i quali non è richiesto il previo rilascio di titolo abilitativo ? è necessario l’accertamento di conformità con le prescrizioni urbanistiche ed edilizie, effettuato secondo le modalità procedimentali previste dalla legge. Infatti: le ipotesi in cui l’opera, per quanto conforme sostanzialmente allo strumento urbanistico, non sia stata preceduta dalla sequenza procedimentale autorizzatoria prevista dalla legge, costituisce un istituto generale contemplato dal testo unico dell’edilizia, applicabile anche agli interventi edilizi realizzati su area demaniale

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