Domenica, 1 Agosto 2021
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Tiroide, pubblicato il report regionale: “Raggiunta la iodosufficienza"

Al monitoraggio della iodoprofilassi in Italia hanno contribuito Daniela Agrimi, dell'ambulatorio di Endocrinologia diagnostica e interventistica tiroidea del distretto sociosanitario 4 della Asl di Brindisi, Liborio Rainò, dell'unità operativa semplice dipartimentale di promozione della salute – dipartimento di prevenzione e del gruppo interdisciplinare aziendale della Asl di Brindisi, e Mirella Bellavista, dell'associazione non profit gruppo aiuto tiroide di San Pietro Vernotico.

BRINDISI - In occasione della settimana mondiale della tiroide (24-30 maggio 2021), il 14 maggio scorso è stato pubblicato il rapporto dell’istituto superiore di sanità sul “Monitoraggio della iodoprofilassi in Italia - Dati 2015-2019” relativo all’indagine condotta su circa 4mila giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni e finalizzata a valutare l’assunzione di iodio nella popolazione italiana. 
Allo studio ha contribuito in maniera sostanziale l'osservatorio della regione Puglia, della cui équipe fanno parte Daniela Agrimi, dell'ambulatorio di Endocrinologia diagnostica e interventistica tiroidea del distretto sociosanitario 4 della Asl di Brindisi, Liborio Rainò, dell'unità operativa semplice dipartimentale di promozione della salute – dipartimento di prevenzione e del gruppo interdisciplinare aziendale della Asl di Brindisi, e Mirella Bellavista, dell'associazione non profit gruppo aiuto tiroide di San Pietro Vernotico.

Gli studiosi della Asl di Brindisi, negli anni di lavoro e controllo dello studio, hanno dimostrato come le azioni messe in campo sul territorio brindisino abbiano portato i frutti sperati. Agrimi sottolinea che “Il report, condotto dall’osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia in collaborazione con gli osservatori regionali per la prevenzione del gozzo di nove regioni rappresentative del Nord, Centro e Sud del Paese, attraverso la determinazione della concentrazione urinaria di iodio effettuata sui partecipanti, ha evidenziato il raggiungimento della iodosufficienza in tutte le regioni esaminate, mentre la valutazione ecografica del volume tiroideo ha mostrato la scomparsa del gozzo in età scolare. Significativo è l'utilizzo del sale iodato in circa il 70 percento delle famiglie dei bambini reclutati, dato coerente con i risultati dello studio condotto dall’Iss su 130mila adulti dai 18 ai 64 anni che ha evidenziato l’uso del sale iodato nel 74 percento degli italiani intervistati”. 

Il programma di iodoprofilassi è stato introdotto nel nostro paese più di 15 anni fa, con l'approvazione della legge 55 del 2005, che regola la vendita e l’utilizzo del sale iodato: il successo della iodoprofilassi è stato raggiunto nonostante negli ultimi anni si sia osservata una riduzione di circa il 12 percento del consumo di sale nella popolazione, decremento in linea con le azioni di sanità pubblica che hanno come slogan “poco sale, ma iodato". L’osservatorio regionale per la prevenzione del gozzo della Regione Puglia, coordinato da Daniela Agrimi, ha contribuito alla formulazione del rapporto Istisan, partendo dalla rilevazione di uno stato di iodocarenza lieve-moderata della popolazione pugliese e ponendo l’accento sulle attività svolte nel periodo 2015-2019 per la promozione della iodoprofilassi nel territorio pugliese. 

“In particolare, è stata illustrata – commenta Rainò - l’esperienza dello sportello diffuso pro-tiroide IodioInforma, un programma di informazione sulla profilassi iodica basato sulla collaborazione tra operatori sanitari, scuole, associazioni, cittadini e famiglie, realizzato secondo il modello della co-produzione in un contesto di collaborazione interistituzionale tra Asl di Brindisi, nelle sue articolazioni di direzione sanitaria, consultori familiari ed équipe ambulatoriale endocrinologica, e l’associazione dei pazienti del gruppo aiuto tiroide”.  Di assoluto rilievo è, inoltre, l’inclusione del tema della iodoprofilassi nel piano strategico per la promozione della salute della Regione Puglia, frutto dell’intesa siglata tra regione e ufficio scolastico regionale, fin dall’anno scolastico 2015-2016.

La questione è presente nel piano regionale con due tipologie di intervento, inserite nel catalogo regionale per l’educazione alla salute: IodioInforma 2.0, a carattere informativo, e uno di tipo educativo-esperienziale declinato su base provinciale, il laboratorio del sale. Nel quadriennio 2015-2019, sono stati coinvolti complessivamente 1848 alunni e le relative famiglie. I risultati fin qui conseguiti, in particolare nella Asl di Brindisi, nella prevenzione dei disordini da carenza iodica, anche attraverso la diversificazione degli strumenti con cui proseguire le azioni di informazione e formazione, rappresentano il miglior riconoscimento per le strategie di promozione della salute riferite al tema della iodoprofilassi e delle corrette abitudini alimentari correlate, rese possibili grazie al consolidato rapporto collaborativo tra osservatorio regionale, dipartimento di prevenzione della Asl Br, l’associazione del terzo settore gruppo aiuto tiroide e la rete informale di specialisti endocrinologi afferenti alle principali società scientifiche, operanti sul territorio regionale.
 

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