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Fondazione Giannelli: "Comune tagliato fuori"

Lettera del consigliere comunale Gabriele Antonino dopo gli articoli di Vittorio Bruno Stamerra

BRINDISI - A proposito delle vicende della Fondazione Giannelli di cui ha piú volte scritto su questo giornale Vittorio Bruno Stamerra, riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere comunale repubblicano Gabriele Antonino, diretta all'autore degli articoli. 

 La lettera del consigliere Antonino 

«Egregio, ho avuto modo di apprezzare l’intervento in cui esprimeva tenerezza per il mio “entusiasmo giovanile” e la mia “impertinenza” dimostrate nel voler fare chiarezza, con una interrogazione consiliare rivolta al Sindaco di Brindisi, sulle vicende della Fondazione Giannelli. In quella interrogazione, nel ricordare al sindaco di essere stato protagonista, in passato, della proposta di una commissione speciale di inchiesta sulle vicende della Fondazione, non approvata dal Consiglio Comunale, chiedevo al primo cittadino se nella nuova veste era stato in condizione di avere contezza degli atti di disposizione compiuti dalla Fondazione Giannelli; se gli stessi fossero stati preceduti da perizie di stima sul valore dei beni alienati; se esistesse copia di questi atti ed un elenco dei nominativi degli acquirenti; se risultassero depositati bilanci della Fondazione corredati dalla relazione dell’organo di amministrazione e dal parere dell’organo contabile interno, ove esistente; se la casa di riposo fosse stata effettivamente realizzata e se la stessa risultasse operante o, altrimenti, quali fossero le ragioni che ne impedissero l’avvio della attività.

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Una sfilza di domande a cui lo stesso sindaco ha ritenuto di dare in Consiglio Comunale una risposta lacunosa ed insoddisfacente, ammettendo candidamente di non essere nelle condizioni di fornire i chiarimenti richiesti. In qualche modo più impegnativo è stato l’intervento dell’assessore al Patrimonio, Cristiano D’Errico, il quale ha assunto l’impegno formale di svolgere una approfondita ricerca degli atti della Fondazione da mettere poi a disposizione dei componenti della pertinente commissione consiliare. Non riesco a valutare se partire da una ricognizione catastale del patrimonio originario della Fondazione sia il metodo migliore per fare chiarezza sulla vicenda. Registro che anche l’assessore mi gratifica con l’appellativo di “giovane Antonino”. Non ho ben capito se questo continuo riferirsi alla mia giovane età sia un complimento o semplicemente un modo elegante di farmi capire come la mia volontà di fare chiarezza su una vicenda che interessa la popolazione brindisina sia una pia illusione che solo un giovane può coltivare.

Condivido la Sua opinione che cercare di comprendere come sia stato possibile dilapidare un patrimonio di considerevole valore senza che sia stato realizzato il fine del lascito del commendator Giannelli, ossia quello di realizzare una struttura destinata a dare ospitalità agli anziani, sia un dovere morale oltre che politico. Non so se e quando sarà mai insediata una commissione speciale che abbia questa finalità come da Lei auspicato. Non rientra nella mia possibilità addivenire a questo risultato visto che il regolamento del Consiglio Comunale prevede che l’insediamento di una simile commissione possa essere proposto dall’esecutivo o da tanti consiglieri che rappresentino almeno un quinto dei consiglieri assegnati. E il Partito Repubblicano, come Lei credo sappia, può far leva sulla mia sola voce in seno all’assise cittadina.

La storia del lascito

Ho la fortuna, però, di militare all’interno di un partito ricco di persone dotate di grande professionalità ed esperienza, che non mi hanno fatto mancare il loro sostegno ed i loro preziosi suggerimenti anche in questa circostanza. Grazie al loro supporto e armato unicamente della mia giovinezza, della mia impertinenza e della mia capacità di generare tenerezza, ho svolto qualche approfondimento in merito alle vicende della Fondazione Giannelli. Ho così avuto modo di appurare che la Fondazione “Casa di Riposo Maria Rosaria Giannelli fu costituita dal Grande Ufficiale Serafino Giannelli con testamento olografo del 27 settembre 1954. Successivamente tale Fondazione fu trasformata in Ente Morale con D.P.R. del 28 marzo 1967. Con il ricavato della cessione dei beni della Fondazione, compresa una storica masseria, era stata parzialmente realizzata una struttura da destinare a “servizi assistenziali e residenziali per anziani autosufficienti e non” in Contrada Pignicella, su un terreno di proprietà della stessa Fondazione, in virtù di apposita concessione edilizia rilasciata dal Comune di Brindisi. 

La casa di riposo

Per ultimare i lavori di tale struttura, non disponendo più la Fondazione di risorse proprie, era stato emanato un bando per la locazione venticinquennale della struttura a fronte dell’impegno che avrebbe dovuto assumere il locatore di eseguire i lavori di ultimazione della stessa e di corrispondere un canone annuo alla proprietà. Un bando a dir poco singolare, emanato il 24 dicembre del 2004, alla vigilia di Natale, e reso noto mediante affissione all’Albo pretorio del Comune di Brindisi, con scadenza per presentare le offerte fissata al 14 gennaio 2005. Una rapidità sconosciuta nel nostro Paese! Tant’è che nei termini previsti pervenne una sola offerta ad opera della Mitag, sigla che risulta essere l’acronimo di “Movimento Ideale Testimoni dell’Amore di Gesù”, avente per scopo statutario “la tutela dei poveri, dei disagiati morali e sociali, delle ragazze madri, dei soggetti affetti da gravi handicap psicologici e da turbe mentali”.

Nonostante la Mitag  non risultasse avere esperienze pregresse nella gestione di strutture destinate a dare ospitalità agli anziani l’offerta pervenuta venne ritenuta valida dalla apposita commissione di gara insediata dall’allora commissario straordinario Francesco Frioli. In data 7 febbraio 2005 venne sottoscritto il contratto di locazione e il successivo 15 febbraio l’immobile fu consegnato alla Mitag.  Da allora si sono susseguite una serie di vicende, compresi dei contenziosi instaurati in sede civile, con diffide reciproche tra la Fondazione e la Mitag per presunti inadempimenti contrattuali, tentativi di conciliazione mai seguiti da una effettiva ripresa dei lavori, revoca della concessione edilizia da parte del Comune, contenziosi con le ditte di volta in volta incaricate di eseguire le opere residue, che è estremamente difficile ricostruire ma che hanno sicuramente comportato il mancato completamento della struttura, oggi in stato di totale abbandono. 

L'ente di diritto privato

Tutti i tentativi posti in essere dal successivo commissario, e poi presidente della Fondazione,  Salvatore Brigante, di rientrare nel possesso dell’immobile si sono rivelati vani.Vi è da dire, infatti, che il giorno 19 dicembre dell’anno 2009, previa autorizzazione regionale, con atto del notaio Michele Errico veniva costituita la Fondazione “Casa di riposo Maria Rosaria Giannelli che, in tal modo, da ente morale si trasformava in Fondazione di diritto privato di cui risultano soci l’Ipab “Fondazione Maria Rosaria Giannelli” e la Asl Br/1. All’epoca il patrimonio residuo della Fondazione, che i soci dichiaravano di conferire nel patrimonio del nuovo ente di diritto privato,  risultava avere un valore di euro 4.512.429,96, come da perizia giurata redatta dall’Ingegnere Fernando Dell'Anna. 

La Fondazione doveva essere retta da un consiglio di amministrazione composto, in via transitoria e per la durata di 4 anni, dal commissario straordinario Salvatore Brigante e da due componenti nominati, rispettivamente,  dal Comune di Brindisi e dalla Asl Br/1. Lo statuto annesso all’atto costitutivo assegna alla Fondazione la finalità di realizzare presso la propria struttura servizi assistenziali e residenziali per anziani autosufficienti e non oltre che, in collaborazione con la Asl Br/1, servizi sanitari, riabilitativi e formativi anche a carattere residenziale. Si giunge quindi ai tempi nostri, con le intervenute dimissioni da presidente della Fondazione del dottor Salvatore Brigante e la nomina ad opera della Regione di un nuovo commissario straordinario nella persona dell’vvocato Antonio Nozzi. 

Fatta una cronistoria, senz’altro lacunosa, di quanto accaduto nell’arco di oltre un decennio, resta valida la domanda da Lei posta alla fine del Suo intervento: quale utilizzo fare oggi della struttura, atteso che nel frattempo la normativa regionale in tema di residenze per anziani autosufficienti e non sembrerebbe non consentire più il perseguimento del fine originario del testamento olografo del Grande Ufficiale Severino Giannelli essendo la struttura posta lontano dal centro abitato e non collegata alla città con mezzi di trasporto pubblico. Ma, sulla base delle informazioni che ho assunto, questa verifica sarebbe estranea ai poteri in capo alla amministrazione comunale, atteso che la stessa non ha mai avuto la disponibilità dei beni, collocati dapprima in un ente morale, una Ipab, e successivamente in una Fondazione di diritto privato. 

Sollecitare la Regione

Al massimo il Comune potrebbe sollecitare la Regione a porre fine alla ennesima gestione commissariale, provvedendo alla nomina del proprio rappresentante in seno al consiglio di amministrazione e operando affinché la struttura, rimasta in totale stato di abbandono per più di un decennio, non si trasformi in una delle tante incompiute che costellano il territorio Brindisi no. Quanto ai beni conferiti inizialmente dal Grande Ufficiale GiannelliI sarebbe sufficiente, senza perdersi in defatiganti indagini catastali, chiedere al notaio Michele Errico copia dell’atto costitutivo e dello statuto della Fondazione Giannelli cui è allegata la perizia giurata redatta dall’Ingegner Fernando Dell'Anna ove è riportata la consistenza originaria ed attuale del patrimonio immobiliare della Fondazione. E da lì, ove rimanga ancora l’interesse,  poi risalire agli atti di disposizione compiuti negli anni. 

Da giovane impertinente posso affermare che nessuna responsabilità, se non di ordine morale, può essere fatta ricadere in capo ai vecchi amministratori comunali, atteso che il Comune non ha mai avuto la gestione diretta dei beni oggetto del testamento del commendator Giannelli ed avendo la Fondazione operato per lunghi anni come una Ipab, sottoposta semmai al controllo della Regione Puglia, e che oggi è una Fondazione di diritto privato, iscritta nell’elenco regionale delle persone giuridiche di diritto privato operanti nel campo dei servizi socio assistenziali, di cui il Comune non è socio fatta salva la possibilità di nominare un proprio rappresentante in seno al consiglio di amministrazione. Con stima».

                                                                                                              

                                                                                 

                                                                                   

                       

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