Martedì, 19 Ottobre 2021
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Minori migranti: l'analisi di un fenomeno che riguarda anche Brindisi

La questione è stata affrontata nel corso di un seminario organizzato dal Lions Club presso la sede dell'Autorità portuale

BRINDISI - Quello dei minori migranti che giungono in Italia è un tema di stretta attualità, un tema di cui si parla quotidianamente. Di questo fenomeno complesso che interessa il nostro Paese molto da vicino, si è discusso venerdì sera nell’auditorium dell’Autorità Portuale di Brindisi, nel corso del primo seminario distrettuale e secondo convegno sull’immigrazione, organizzato dal Lions Club International 108 Ab Puglia, dal titolo “I minorenni migranti in Italia”. Introdotto dalla cerimoniera per l’anno sociale 2016-2017 del Distretto Lions 108 Ab, Vincenza Villani Miglietta, e moderato dalla giornalista Maria Di Filippo, il seminario è stato aperto dall’esecuzione dell’inno europeo, dell’inno italiano e dalla lettura delle finalità Lions Club International. Presenti tra il pubblico, autorità civili e militari. 

La cerimoniera Vincenza Villani Miglietta-2

Nella sua lettera di saluto inviata per il seminario distrettuale, letta dalla cerimoniera Lions, l’arcivescovo di Brindisi, Domenico Caliandro, ha rivolto il pensiero ad Aylan Kurdi, il bambino di tre anni trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, il 2 settembre del 2015, ed ha ricordato come, con il trascorrere del tempo, la crisi non sia ancora rientrata. “Se è tragica la morte di ogni uomo in fuga dalla propria terra natia in cerca di migliori condizioni di vita”, scrive l’arcivescovo, “altrettanto doloroso è constatare che molti migranti che transitano e si fermano nei paesi europei continuano a vivere in condizioni precarie, che non garantiscono serenità e alcun futuro”. E prosegue scrivendo ancora: “Quando poi vere e proprie vittime di povertà, violenza, sequestro e schiavitù, divengono i minorenni, non possiamo rimanere inerti”. L’arcivescovo conclude quindi la sua lettera di saluto ricordando che la scorsa domenica è stata celebrata la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, e che nell’Angelus Papa Francesco ha ribadito che i migranti minorenni, “vulnerabili e senza voce”, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. 

I saluti di Amedeo Fino-2

Per il presidente del club Lions International di Brindisi, Amedeo Fino, la centotreesima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato è stata “un’occasione per riflettere su un fenomeno che tocca quotidianamente il nostro Paese”. Fino ha evidenziato i dati sulla situazione dei minori migranti non accompagnati in Italia tra gennaio e giugno dello scorso anno: duecento minori non accompagnati sono stati dichiarati scomparsi, minorenni di centonovantasei nazionalità diverse fuggono da trentacinque guerre in corso nel mondo. “Sono numeri raccapriccianti”, evidenzia il presidente del club Lions International di Brindisi, che prosegue rilevando come la statistica offra un quadro parziale e riduttivo del problema, poiché non contiene indicazioni su quanti non registrati o su coloro che sono spariti prima ancora di prendere contatti con le autorità. “Sono numeri allarmanti che meritano una riflessione condivisa e una piena assunzione di responsabilità” conclude Fino. 

I saluti del prefetto Annunziato Vardè-2

Per il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, è l’Italia ad essere maggiormente interessata dal flusso incessante di minori migranti. “Abbiamo registrato nel 2016 il raddoppio degli arrivi in Italia dei minori in genere e soprattutto dei minori non accompagnati. Oltre 25.000 minori sono sbarcati in Italia, di cui il 91% è costituito proprio da minori non accompagnati”, evidenzia il prefetto, che prosegue spiegando che se i minori che arrivano con i genitori possono essere inseriti nel sistema di accoglienza degli adulti, che in Italia funziona molto bene, per i minori non accompagnati i problemi cominciano proprio da quando sbarcano, perché devono essere accolti in strutture particolari, in strutture dedicate ai minori, che secondo il prefetto, sono assolutamente insufficienti. Vardè si è quindi soffermato sull’altro fenomeno registrato e collegato anche a una mancanza di strutture idonee: l’allontanamento del minore, un fenomeno imponente che comporta grossi rischi per i minori che spesso finiscono nelle grinfie delle organizzazioni criminali, ed ha concluso il suo intervento parlando degli sforzi che il Ministero dell’Interno sta facendo per assicurare l’accoglienza e fronteggiare questo imponente fenomeno e di come occorra un impegno sinergico tra Governo, associazioni e cooperative,  che in questo campo possono fare molto. 

Angelo Pio Gallicchio-2

Per il Governatore del Distretto Lions 108 Ab, Angelo Pio Gallicchio, “il fenomeno dei migranti si muoveva e si muove tra i gangli di una tenaglia che vede da un lato gli xenofobi che non accettano in alcun modo la presenza di questi nostri fratelli, intravedendo in essa solo aspetti negativi, dall’altro lato gli sfruttatori di ogni tipo che identificano in quei disperati un’occasione di lucro o la possibilità di dare una risposta ai loro diversi e deprecabili scopi”. 

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, il dottor Raffaele Casto, per due mesi reggente presso la Procura minorile di Taranto, nel suo intervento ha spiegato con chiarezza l’operatività concreta, ossia il lavoro svolto dai soccorritori in mare sino all’autorità giudiziaria e oltre, fino all’affidamento dei bambini. Il dottor Casto ha parlato quindi degli Hotspot, le strutture di accoglienza immediata, e del motivo per cui da noi arrivano i barconi di migranti: “Perché noi siamo un Paese che accoglie per definizione tutte le persone che in mare hanno difficoltà”, afferma, “siamo abituati a dare soccorso in mare. Siamo vincolati da alcune norme di legge, in particolare l’art. 69 del Codice della navigazione, a prestare soccorso. Per prestare questo soccorso, ovviamente, dobbiamo rispettare leggi anche internazionali”. 

Raffaele Casto-2

Casto spiega i problemi più grandi che riguardano la gestione del minorenne sbarcato sulle nostre coste dopo il primo soccorso in mare (l’identificazione e l’individuazione dell’età); come dal 1999 e lo sbarco degli albanesi giunti con la nave Vlora, si sia iniziato a costruire l’accoglienza come oggi l’abbiamo sviluppata, ossia facendo una diversificazione dei luoghi d’incontro di queste persone soccorse sul territorio, e come, con il tempo si siano creati gli Hotspot, che oggi si trovano a Trapani, Pozzallo, Lampedusa, Porto Empedocle e, dal 16 marzo 2016, anche a Taranto. Il sostituto procuratore della Repubblica ha quindi ricordato le norme del nostro ordinamento in favore dei minori e i problemi dell’istruzione scolastica e sanitaria per i migranti minorenni che arrivano da noi. 

Tra i tanti progetti che vogliono sostenere i minori, il progetto della dottoressa Rosa Maria Romano del Lions Club Crotone Host, intitolato “We serve the migrants”. La dottoressa ha spiegato che l’anno scorso il Consiglio dei Governatori del Lions ha ritenuto di dover fornire il multidistretto di un progetto organico che potesse costituire la linea direttrice sulla quale tutti i distretti potessero operare.

Rosa Maria Romano-2

“Il progetto ha la finalità di favorire la consapevolezza che una società multietnica necessariamente guarda alle diverse culture in una prospettiva di reciproco arricchimento”, afferma la dottoressa Romano, che di seguito illustra gli obiettivi del progetto: tra questi, creare spazi di aggregazione tra minori italiani e minori stranieri, riconoscere diverse culture di cui sono portatori i minori immigrati, favorire l’inserimento e la frequenza scolastica, predisporre percorsi di prima alfabetizzazione  e sostenere la qualificazione professionale di giovani e adulti immigrati. Il progetto “We serve the migrants” come spiegato dalla dottoressa, è stato alla base del protocollo con il Ministero degli Interni  e prevede partnership importanti. Il progetto è stato pensato per una candidatura a qualsiasi bando su fondi strutturali ed è rivolto a bambini e ragazzi italiani e immigrati e agli adulti. 

Per Fulvio Giardina, presidente nazionale dell’Ordine nazionale degli Psicologi, il fenomeno dell’immigrazione caratterizzerà la nostra vita per altri trenta-quaranta anni fino a quando non ci sarà un livellamento naturale, fisiologico, tra i paesi del benessere e del malessere.  “È una situazione che va affrontata non in termini emergenziali, l’emergenza non c’è più, è una stabilità”, spiega il presidente. 

Fulvio Giardina-2

“Probabilmente l’errore italiano è stato di lavorare solo sull’emergenza, il soccorso, e mai pensare al grosso investimento sociale, culturale, economico, valoriale che ha la cultura dell’immigrazione”. Giardina ha quindi parlato di un grosso progetto europeo sperimentale che partirà a breve perché l’Unione Europea ritiene che le utenze fragili  (minori non accompagnati e anziani che non hanno capacità d’autonomia) vadano tutelate in percorsi valoriali che non possono essere smarriti. Il progetto prevede  negli Hotspot di quattro porti (tre siciliani e uno pugliese) la presenza di un presidio di psicologi che abbia la funzione di orientare, nell’immediato, il giovane che sbarca. 

Giuseppe Rando-2

Giuseppe Rando, past Governatore del Distretto Lions 108 Tb, si è soffermato sul protocollo d’intesa sottoscritto il 19 maggio del 2016 tra Ministero dell’Interno e il Lions International per l’assistenza ai profughi, protocollo che prevedeva un progetto molto articolato (illustrato nel corso del seminario dalla dottoressa Romano). Il progetto comprende tre aree di intervento: l’accoglienza, la qualificazione e l’integrazione. 

Infine, Carlo Bianucci, presidente del Consiglio dei Governatori, ha sottolineato come la sensibilizzazione del pubblico possa aiutare veramente a realizzare questo progetto ed ha concluso ringraziando coloro che a questo progetto hanno lavorato e tutti “coloro che potranno fare qualcosa per i ragazzi, perché fare qualcosa per i ragazzi è fare qualcosa per il nostro domani”. 

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