Per “Autunno d’autore” al cinema Impero, il coraggio delle donne con “La vita impossibile”

BRINDISI - Volge al termine la rassegna «Autunno d’autore», in cammino verso l’ultimo appuntamento al «Cinema Teatro Impero» di Brindisi. «La vita possibile», in programma i prossimi 10 e 11 dicembre (spettacolo unico ore 19, ingresso 5 euro), celebra la forza delle donne e nello stesso tempo dona un barlume di speranza per quelle che continuano a subire violenza domestica e che ancora non sono state in grado di dire basta. Il regista Ivano De Matteo, insieme alla sceneggiatrice e anche compagna di vita Valentina Ferlan, racconta i sensi di colpa di una madre, l’attesa che suo figlio capisca, la mancanza di odio verso un marito e un padre che le ha fatto del male, la compassione. 

«La vita possibile» è una storia attuale, una storia di donne che possono perdere le battaglie della loro esistenza, ma riescono a vincere la guerra. Il racconto si dipana attraverso lo sguardo dell’infanzia: infatti il vero protagonista, o per lo meno il personaggio su cui si costruisce la storia è il bambino, il figlio di Anna (Margherita Buy), donna picchiata dal suo compagno. Decidono di scappare e trasferirsi  a Torino da un’amica, Carla (Valeria Golino) che li ospita e che grazie alla loro presenza riscopre anche una possibile vita per se stessa. Lo spunto del film nasce da una storia vera, come tante di questo genere che ci vengono raccontate ogni giorno dalle pagine di cronaca dei giornali. Ma quando queste storie entrano nella nostra vita, nel salotto della nostra casa, allora diventano ferite nuove, una drammatica realtà del dolore. Così si svolge il film, come una ferita che lentamente si rimargina attraverso le cure amorevoli delle persone comuni, come fosse una cosa normale, come se si trattasse di affrontare mali e dolori grandi o piccoli che siano, ma che hanno bisogno di essere vissuti nella loro pienezza. I dialoghi del film sono asciutti, chiari, intensi, quotidiani, cercano il lessico familiare di persone normali ferme all’angolo di una strada. Anche la luce è quella quotidiana delle giornate di città, dal sole alla pioggia, dalle mattine alle sere calde in un salotto di casa. La narrazione del film è costruita sugli sguardi dei personaggi, che si parlano tra loro e nel loro dialogo si cercano e si scoprono sempre un po’ di più: sono gli sguardi degli uni sugli altri che si posano vicendevolmente e costituiscono l’incarnazione umana della storia. Il bambino, la ragazza, la madre, l’amica, l’uomo dal passato doloroso, non sono personaggi in cerca d’autore, ma persone che cercano inconsciamente una risposta al male di vivere affrontando i problemi quotidiani e scoprendo a gocce il calore dei sentimenti come potrebbe essere, anzi come è nella nostra vita quotidiana.

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