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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Qualità dell'aria: nel 2018 nessun superamento dei valori limite

Pubblicato il report annuale di Arpa Puglia relativo allo scorso anno: la rete di monitoraggio ha registrato solo sforamenti per l'ozono in tutta la regione, il resto al di sotto dei tetti di legge. Torchiarolo sempre hot spot

BRINDISI – Tutti al di sotto dei valori limite stabiliti dalle direttive europee, ad eccezione di quello dell’ozono sforato in tutta la regione, i dati registrati nel 2018 in Puglia dalla Rete Regionale di monitoraggio della Qualità dell’Aria (Rrqa) dell'Arpa, costituita da 53 stazioni fisse, di cui 41 di proprietà pubblica e 12 di proprietà privata. Il record dei valori più alti, anche se in assenza di superamenti, resta al report annuale della centralina di Torchiarolo – via Don Minzoni.

Il sistema di monitoraggio

La normativa di riferimento per il monitoraggio della qualità dell’aria è il decreto legislativo 155/2010 "Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa" entrato in vigore il 13 agosto 2010 e modificato dal decreto legislativo 250 del 24 dicembre 2012. Sempre in base alle normative più recenti (in questo caso del 2012), il territorio regionale è stato suddiviso in quattro tipi di zone: Zona IT1611, zona collinare; Zona IT1612, zona di pianura; Zona IT1613, zona industriale, costituita da Brindisi, Taranto e dai comuni che risentono maggiormente delle emissioni industriali dei due poli produttivi; Zona IT1614, agglomerato di Bari.

“Fino al 2017, la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria aveva registrato superamenti dei limiti di qualità dell’aria previsti dal decreto 155/10 per diversi inquinanti. In particolare, nel periodo 2015-2017 era stato registrato il superamento del limite giornaliero del PM10 nella stazione di Torchiarolo-Don Minzoni per il PM10 e il superamento del limite annuale dell’NO2 nel sito di Bari-Cavour. Nel 2018, al contrario, per questi due inquinanti non c’è stato nessun superamento”, scrive Arpa Puglia nella conclusioni sul report 2018 della qualità dell’aria in Puglia. 

I dati degli inquinanti

Per il PM10, le polveri sottili di diametro maggiore – misura in microgrammi per metro cubo di aria - la concentrazione media annuale più elevata (32 mg/m3) è stata registrata nel sito Torchiarolo – Don Minzoni, la più bassa (14 mg/m3) nel sito di fondo Monte S. Angelo sul Gargano. Il valore medio registrato di PM10 sul territorio regionale è stato di 22 mg/m3. “Dal 2010 – osserva l’Arpa Puglia - si registra una tendenziale diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante, con un valore mediano dei trend di PM10 in calo di 0,25 mg/m3 l’anno. Questo andamento è particolarmente evidente nella provincia di Taranto. Solo 3 stazioni mostrano un trend con un aumento significativo da un punto di vista statistico (Bari-Caldarola, Bari-Carbonara, Modugno-EN04)”.

Per il PM2.5, le polveri sottili di diametro inferiore e più insidiose per la salute umana, nel 2018 il limite di concentrazione annuale di 25 mg/m3 non è stato superato in nessun sito. Il valore più elevato (21 mg/m3) è stato registrato nel sito di Torchiarolo-Don Minzoni, il più basso a Taranto Cisi (10 mg/m3). La media regionale è stata di 14 mg/m3. “Come per il PM10, anche per il PM2.5 si osserva una generale tendenza alla diminuzione con un valore mediano dei trend di PM2.5 in calo di 0,16 mg/m3 all’anno”, rileva l’Arpa.

Per l’NO2, il biossido di azoto, la concentrazione annua più alta (37 mg/m3) è stata registrata nella stazione di Bari - Cavour, “che fino al 2017 aveva registrato il superamento della concentrazione di 40 mg/m3, posta dal D. Lgs 155/10 quale limite annuo. La concentrazione più bassa (6 mg/m3) si è avuta nel sito di fondo San Severo – Azienda Russo (Fg). La media annua regionale è stata di 17 mg/m3. Anche per l’NO2 nel periodo 2010-2018 si osserva una generale diminuzione delle concentrazioni, con un valore mediano dei trend di NO2 in calo di 0,4 mg/m3 all’anno”.

Per il benzene in nessun sito di monitoraggio, fa sapere Arpa Puglia -  è stata registrata una concentrazione superiore al limite annuale di 5 mg/m3. La media delle concentrazioni è stata di 0,7 mg/m3. La concentrazione più alta (1,5 mg/m3) è stata registrata nel sito Monopoli–Aldo Moro. “Allo stesso modo per il monossido di carbonio in nessun sito è stata superata la concentrazione massima di 10 mg/m3 calcolata come media mobile sulle 8 ore. Inoltre, come negli anni precedenti, il valore obiettivo a lungo termine di ozono è stato superato in tutte le province del territorio regionale a conferma del fatto che la Puglia, per la propria collocazione geografica, è soggetta a elevati valori di questo inquinante”.

Infine, Il valore obiettivo di Benzo(a)pirene non è stato superato in nessun sito. Il valore più elevato, in nanogrammi (0,7 ng/m3), è stato raggiunto nel sito Torchiarolo – Don Minzoni. Anche i metalli pesanti hanno registrato concentrazioni ampiamente inferiori ai rispettivi livelli limite. Si ricorda che a Torchiarolo è stato dedicato dalla Regione Puglia un piano di riduzione delle emissioni basato sul controllo e il filtraggio delle fonti di combustione domestiche di biomasse, dopo una campagna di rilevamento straordinaria con stazioni mobili e fisse condotta da Arpa.

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