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“Articolo uno, crisi di crescita: siamo in fase costituente”

D’Alema: “Bisogna avere pazienza”. Ma non entra nel merito della frattura dopo gli ingressi di Brigante e Colella. Assenti Vizzino, Matarrelli e il coordinamento cittadino, presente la ex sindaca: “Non so se ritorno”

BRINDISI – “Siamo in una fase costituente, può accadere che ci siano pareri diversi: rivolgerò a tutti un appello a convivere, bisogna avere pazienza e mettere da parte qualche legittima posizione personale. In ogni caso è una crisi di crescita e non di riduzione”. Non è stato un debutto facile per Massimo D’Alema a Brindisi, la cerimonia di battesimo il movimento Articolo Uno, unitamente alla comunicazione ufficiale, semmai ce ne fosse stato bisogno, della sua candidatura al Senato.

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La spaccatura e gli ex

Qui da sabato scorso, da quando ci sono stati gli ingressi di Salvatore Brigante e Maurizio Colella, ex Carluccio e prima ancora Consales, c’è confusione, frattura se non proprio rottura. E oggi nella sala della biblioteca provinciale, scelta come luogo di incontro con il big nazionale, hanno pesato le assenze in segno di protesta. Hanno disertato il consigliere regionale Mauro Vizzino e l’onorevole Antonio Matarrelli, così come tutti i componenti del coordinamento cittadino, per i quali si rende necessario un intervento dei vertici nazionali per bloccare le new entry che di nuovo – sostengono – non hanno niente, essendo volti del passato, corresponsabili delle cadute delle passate Amministrazioni.

L’ex sindaca Angela Carluccio si è affacciata, assieme all’ex assessore Vito Carella, ha stretto la mano a D’Alema, è stata ringraziata da Pino Romano, il consigliere regionale di San Pietro Vernotico che a Brindisi ha fatto gli onori di casa, essendo stato l’autore della manovra che ha portato agli ingressi degli ex, sempre in chiave di elezioni politiche se è vero che pensa a una sua candidatura alla Camera. In attesa di entrare nel movimento ci sono altri, come Luciano Loiacono, presente tra il pubblico anche lui. Ma Carluccio non sa se tornerà sulla scena: “Sono stata invitata dai miei ex consiglieri, ho ascoltato, non so cosa farò”, dice. “Certamente qualcosa in più rispetto al passato, la so”.

D’Alema, incalzato dalle domande dei giornalisti sulla discontinuità, chiede: “Cosa vuol dire? Non voglio entrare in queste dispute, non sono qui per questo”. Poi aggiunge: “Sono molto rispettoso dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei brindisini”. E spiega la motivazione del suo arrivo a Brindisi: “Sono qui per parlare delle prospettive politiche del Paese: prima la legge di bilancio poi elezioni, nel frattempo dobbiamo indirizzare questo processo costituente a sinistra verso una formazione politica nuova e unitaria che si candida a costituire un polo significativo”.

La politica nazionale

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Non ci sono avversari lungo la sua strada. “Non sono né Renzi, né Gentiloni, intanto perché non nasciamo contro qualcuno ma per qualcosa: per ripotare nella politica italiana valori e programmi che non ci sono, il lavoro che non c’è più, la difesa dell’uguaglianza, la lotta alla povertà”. Ma ammette che c’è più di qualcosa su cui riflettere: “Certamente ci preoccupa l’avanzata della destra, il razzismo di  Salvini, il qualunquismo populista dei Cinquestelle. Noi vogliano rappresentare polo diverso, una dimensione di serietà che mi sembra venuta meno nella politica italiana”, prosegue.

“Reintrodurre la libertà di licenziamento tornando agli anni 50, è stata una riduzione dei diritti dei lavoratori benché sia stato posto come una novità. Il job act va rivisto come la cosiddetta buona scuola che è denominazione che molti insegnanti considererebbero un po’ sarcastica. D’altra parte, se noi fossimo stati d’accordo con le cose che ha fatto il Pd, non ci sarebbe Articolo Uno”.

Infine una precisazione: “Nessuno ci ha espulso, si limitavano  a rottamarci”. Ad aspettarlo, tra gli altri, il socialista Domenico Tanzarella che crede nel progetto per la tutela dei diritti.

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