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Intervento/ Sel presenta un candidato sindaco che non vuole le primarie a Mesagne

E' aperto a Mesagne il dibattito sulle elezioni amministrative del 2015, quando la giunta di centrosinistra si presenterà al giudizio degli elettori, parimenti alla coalizione di centrodestra. Ma nel centrosinistra la candidatura di Pompeo Molfetta (Sel) già ufficializzata, e accompagnata da un giudizio negativo sull'opportunità di svolgere le primarie di coalizione per selezionare poi un unico candidato per tutte le forze che la compongono, fanno suonare un campanello d'allarme

MESAGNE - E' aperto a Mesagne il dibattito sulle elezioni amministrative del 2015, quando la giunta di centrosinistra si presenterà al giudizio degli elettori, parimenti alla coalizione di centrodestra. Ma nel centrosinistra la candidatura di Pompeo Molfetta (Sel) già ufficializzata, e accompagnata da un giudizio negativo sull'opportunità di svolgere le primarie di coalizione per selezionare poi un unico candidato per tutte le forze che la compongono, fanno suonare un campanello d'allarme. Affronta questo tema in un articolo inviatoci, il segretario del Pd locale, Francesco Rogoli.

Ho letto con attenzione il preambolo politico “Mesagne riparte” scritto da Pompeo Molfetta per esplicitare le ragioni della sua candidatura a sindaco di Mesagne.  Sul grosso delle cose scritte dirò e diremo nelle prossime settimane, con l’auspicio che dal confronto possa trarne beneficio la città, ma su alcuni aspetti, voglio eccepire subito.  In particolare, si fa un elenco delle forze politiche e della società civile organizzata che hanno guardato con interesse all’iniziativa di Molfetta e delle altre che invece avrebbero, fin da subito, manifestato perplessità, dissenso o aperta contrarietà e tra queste, a suo dire,  c’è anche  il PD.

E’ doveroso precisare che, in merito alla candidatura in questione, il PD non ha manifestato nulla di quanto gli viene attribuito anzi, con la volontà di approfondire un confronto politico serio, aveva avanzato una richiesta di incontro a Sel,  movimento politico di cui Molfetta è attuale capogruppo in consiglio comunale. Tale richiesta, è stata gentilmente rinviata da Sel a dopo il 30 novembre scorso e ad oggi, non trova ancora risposta.

Sta di fatto che, la proposta politica del PD non ignorava e non ignora la legittima ambizione personale e/o il progetto proposto da MolfettaFrancesco Rogoli ma proprio per rendere i cittadini protagonisti, invitava lo stesso ad un sano confronto politico con primarie aperte a tutta la città, la stessa a cui egli intende rivolgersi, dopo il quale, in caso di vittoria, sarebbe stato sostenuto da tutto il PD con lealtà e convinzione, nell’interesse esclusivo della Città.

Le primarie proposte dal PD alla città ed al centrosinistra, e che nei prossimi giorni ci impegneremo a fissare ed organizzare con quanti saranno disponibili ad un percorso politico programmatico comune, vengono ancora definite da Molfetta, come una competizione che in qualche modo sarebbe pilotata. Non si capisce però da chi e come dovrebbero essere pilotate primarie aperte a tutti i cittadini ed a tutti i protagonisti della coalizione, soprattutto dopo la effettuazione delle ultime primarie per la presidenza regionale, esaltate con tanta enfasi dai principali sostenitori dello stesso Molfetta (A destra nella foto, Francesco Rogoli).

Insomma, il PD non propone nulla di diverso da ciò che a Mesagne, quando le primarie non erano ancora regola generale della coalizione, il centrosinistra ha già fatto per indicare il candidato sindaco nel 2008, mobilitando qualcosa come 4000 cittadini. Lo stesso on. Matarrelli sostenitore dell’iniziativa di Pompeo Molfetta in un intervento sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri ha parlato delle primarie come “fattore fondante del centrosinistra, valore da cui non si può prescindere e che anzi va tutelato con ogni accortezza”.

Nello stesso intervento, pur non nascondendo un calo di entusiasmo nel popolo del centro-sinistra (elemento che credo non dipenda dalla qualità in sé dello strumento delle primarie), Matarrelli non ha mai messo in discussione le primarie e non ha mancato di esaltare la partecipazione dei pugliesi all’appuntamento del 30 Novembre scorso. Con quel voto, a cui il PD di Mesagne, in maggioranza ed in uno (non in contrapposizione) a quanti hanno scelto di sostenerlo, ha dato un grande contributo alla vittoria del segretario regionale del PD che, da adesso in poi, è legittimamente il candidato di tutto il centrosinistra.

Ma se cosi è, ed effettivamente cosi è, chiediamo a Molfetta, a Matarrelli ed agli altri protagonisti, perché a Mesagne per la scelta del candidato sindaco del fronte progressista le primarie non vanno fatte? Perché si vuole negare ai cittadini mesagnesi il diritto di partecipare, nel mentre si ritiene, giustamente, oggi più che mai necessaria la partecipazione e la condivisione delle scelte? Perché si vuole dividere e contrapporre quel popolo esaltato come protagonista delle ultime primarie e non si ha il coraggio di dare alla città uno strumento importante per determinare il proprio futuro?

Credo che sarebbe stato utile per tutto il centrosinistra rendere il suo popolo protagonista della scelta tra candidati e contenuti, per riannodare i fili di un discorso rovinosamente interrotto in questi anni difficili, tenendo conto di tutte quelle risorse che, al pari di Molfetta, hanno forza, voglia e coraggio di mettersi al servizio della città.  Se ne avessimo avuto la possibilità, anziché esprimere perplessità, dissenso o addirittura contrarietà, come si è pensato e scritto, avremmo detto queste cose.

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