Comune di Brindisi: debiti per 55 milioni da ripianare in 20 anni

Il sindaco ha presentato il piano di riequilibrio pluridecennale. Previsto per il 2020 un passivo di 15 milioni di euro. Fra le novità, il ticket monumenti

BRINDISI – Una massa debitoria da 55 milioni di euro che dovrà essere ripianata in 20 anni, con una rata a carico del Comune da 2,75 milioni di euro all’anno. Questi i numeri chiave del piano di riequilibrio pluridecennale approvato dalla giunta comunale di Brindisi e presentato stamattina alla stampa, dopo averlo illustrato alla confrenza dei capigruppo, dal sindaco Riccardo Rossi, accompagnato da tutti i componenti dell’esecutivo. Il documento approderà giovedì 9 gennaio in consiglio comunale. Poi, in caso di approvazione, verrà trasmesso alla Corte dei Conti. Il primo cittadino ha assicurato che la manovra “inciderà su un limitato (non più di 200) numero di cittadini”.

Crediti non riscossi

Si tratta, per ammissione dello stesso Rossi, di un’operazione “molto complessa”, regolata dall’articolo 243 bis del Tuel. La procedura del piano di rientro pluriennale è stata introdotta a sostegno di quei Comune gravati da squilibri strutturali nel bilancio, con l’obiettivo di prevenire il dissesto e ripristinare gli equilibri finanziari. Il Comune di Brindisi, in particolare, orevede per l'esercizio 2020 un passivo di 15,3 milioni di euro, che è la somma della prima rata da 2,75 milioni di euro prevista nell’ambito del piano di rientro, della differenza pari a 9,2 milioni fra spese correnti (106,1 milioni) ed entrate correnti (96,9 milioni) e della quota ammortamento ed interessi mutui, pari a 3,47 milioni di euro.

Giunta Comune Brindisi-2

Su tale passivo incide per 11 milioni di euro il fondo crediti di dubbia esigibilità, ossia, in estrema sintesi, il debito che si è accumulato negli anni a causa dell’incapacità delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo di riscuotere quanto dovuto in termini di multe per violazioni del Codice della strada, tasse e fitti.

L’enorme mole di lavoro svolta negli ultimi mesi dall’amministrazione comunale si è articolata in due fasi: quella di accertamento della situazione debitoria e, successivamente, l’attuazione del riequilibrio del bilancio previsionale 2020. Su tale fronte, il Comune ha operato in tre ambiti: il piano di alienazione del patrimonio comunale (la società dei servizi farmaceutici, le piscine comunali di Sant’Elia e Masseriola, i locali ad uso commerciale); le entrate; le uscite.

Le reazioni da parte di maggioranza e opposizione

Alienazione del patrimonio comunale

Per quanto riguarda la privatizzazione delle farmacie comunali, il sindaco ha affermato che la farmacia situata al rione La Rosa resterà aperta per i prossimi 10 anni e che “nessun dipendente verrà licenziato”. Inoltre dalla vendita dei locali si spera di incassare una somma superiore ai 2 milioni di euro. In riferimento alle piscine comunali, il sindaco ha rimarcato che di fatto la privatizzazione era già in atto, se si considera che quella in viale Ligabue, al rione Sant’Elia, da 10 anni è affidata a una società privata con un contratto di gestione da cui il Comune incassa 20mila euro all’anno. Per l’alienazione degli immobili ad uso residenziale, invece, va fatto un discorso a parte, poiché il ricavato di tali vendite potrà essere utilizzato solo per realizzare nuova edilizia residenziale pubblica o per la manutenzione straordinaria

Entrate

Particolarmente corposo è il capitolo delle entrate. Si parte innanzi tutto dal presupposto che i tributi comunali Imu, Tasi e addizionale Irpef non sono stati aumentati, in quanto erano già ai valori massimi consentiti dalla norma. Le novità consisteranno nell’introduzione di una imposta di soggiorno (introito stimato pari a 500mila euro), nell’introduzione di un ticket per visitare i monumenti, da applicare solo ai non residenti (ingresso stimato pari a 150mila euro) e nell’ampliamento del cimitero con realizzazione di nuovi loculi e nuove edicole funerarie, per un introito complessivo pari a 1,2 milioni di euro.

Inoltre sono previsti 300mila euro dall’applicazione della Tosap sottosuolo, 600mila euro dall’evasione delle pratiche di condono edilizio (ammesso che si riesca a smaltire le pratiche giacenti presso l’Urbanistica per abusi edilizi ed altre entrate relativi ad oneri di urbanizzazione) e un milione di euro dall’accordo di programma per l’entrata in funzione della discarica di Autigno.

Ulteriori entrate, nelle previsioni del Comune, saranno garantite anche dalla rimodulazione del ticket del servizio mensa (180mila euro) con prezzo pieno del pasto (pari a 3,93 euro) per le famiglie con Isee superiore ai 20mila euro, anziché 30mila euro, e dalla revisione delle rette per l’accesso agli asili nido, in funzione del nuovo bonus previsto dalla legge di stabilità (300mila euro)

Uscite

Per quel che riguarda le uscite, non sono previsti tagli al servizio di integrazione scolastica, verranno mantenuti sia il servizio di trasporto per alunni disabili che il servizio mensa e non si metterà mano alle convenzioni con le università di Bari e Lecce. Verrà chiesto un contributo alle famiglie che risiedono nelle aree rurali, invece, per il servizio di trasporto scolastico. Sempre in ambito di trasporti, si chiederà un contributo regionale per il servizio di motobarca.

Gli sprechi (costi di bollette acqua e fogna, costi di bolletta di energia elettrica) verranno tagliati per 500mila euro. Per quanto riguarda i fitti, si risparmieranno 260 mila euro dal trasferimento del Centro per l’impiego da via Cappuccini ai locali ex Inapli e dalla cessione degli stessi locali ex Inapli e di via Casimiro dalla Regione al Comune.

Un risparmio pari a 1,5 milioni di euro dovrebbe arrivare dalla fusione della Brindisi Multiservizi con l’Energeko (le due società avranno un unico amministratore, mentre verrà messo in vendita l’appartamento che ospita attualmente la sede della Energeko), dalla revisione dei contratti di servizio delle partecipate e dalla gestione dei parcheggi (sarà il Comune a incassare direttamente i proventi della gestione dei parcheggi, versando alla multiservizi una somma strettamente necessaria alla copertura agli stessi costi di gestione).  La parziale internalizzazione del servizio di riscossione di Imu, Tasi e Tari dovrebbe portare un risparmio pari a circa 500mila euro.

Infine sono previsti anche dei tagli nel settore dei servizi sociali per un importo complessivo di 2 milioni di euro, con riduzione dei contributi assistenziali (450mila euro), revisione del servizio Adi e Sad 1 (un milione di euro), nuove gare di servizi esternalizzati in scadenza (Cag, Punto Luce, Città dei ragazzi, assistenza domiciliare minori e Centro di orientamento oncologico)

Tutto questo con l’obiettivo di “rispettare il piano per abbattere il debito, riequilibrare il bilancio, armonizzare entrate ed uscire e liberare risorse spendibili per opere e servizi destinati alla cittadinanza”.

Il sindaco: "Il piano inciderà in minima parte sulla vita dei cittadini"

“Le scelte politiche del passato - ha spiegato il sindaco - hanno determinato negli anni l’aumento della massa debitoria, perché non c’è stata la volontà di intervenire sugli sprechi né di riscuotere tasse, affitti e sanzioni. Oggi è necessario mettere fine a queste pratiche e cominciare un processo virtuoso che porterà, anche prima dei 20 anni, a diminuire fino al completo abbattimento di questa massa debitoria. Il percorso è quello che abbiamo tracciato nel Piano di riequilibrio e, voglio ribadirlo, inciderà in minima parte sulla vita dei cittadini”.

“La lotta agli sprechi è una parte fondamentale del Piano di riequilibrio che eviterà, come avvenuto per troppo tempo, che i costi non siano controllati né razionalizzati - continua il sindaco -. Voglio precisare che questo impegno a rimettere a posto le casse comunali non bloccherà la crescita della città. Se saremo bravi a far rientrare i conti, potremo disporre di risorse e sbloccare fondi e continueremo a lavorare alacremente anche per reperire finanziamenti. La nostra scelta politica, in accordo con tutti membri della giunta e condivisa dalla maggioranza, non è certamente una scelta che produce consenso; ne siamo consapevoli.

"Tuttavia riteniamo di prenderci l’onere di risanare i conti e determinare un futuro nuovo per Brindisi; affinché questa città, come sognato fin dalla campagna elettorale, diventi un esempio di correttezza e legalità. Per valorizzarne la bellezza ed esprimerne al meglio le potenzialità, crediamo sia necessario eliminarne ogni impurità strutturale e amministrativa”.

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