Sea working, l'ufficio in barca a vela ormeggiato sul lungomare: presentato il progetto

Sono 500 i candidati. Si svolgerà dal 3 al 13 ottobre. Sono chiamati a scrivere un diario di bordo che possa lasciare la propria traccia e la propria testimonianza di un ufficio nuovo e fresco

Da sinistra il sindaco Riccardo Rossi, Emma Taveri Ceo Destination Markers e Marco Bellezza. Palazzo Guerrieri

BRINDISI- Sono 500 gli smart workers canditati per provare una nuova esperienza: lavorare vista mare per dieci giorni, dal 3 al 13 ottobre, a bordo di una barca a vela ormeggiata sul lungomare di Brindisi. Cosa viene chiesto alla vincitrice/vincitore del contest che ha rotto gli schemi in Italia? Scrivere un diario di bordo che possa lasciare la propria traccia e la propria testimonianza di un ufficio nuovo e fresco, raccontando che il lockdown da emergenza sanitaria, a fronte del south working, deve essere visto come opportunità per lavorare da remoto, visitando le città del Sud.

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Brindisi, dunque, si candida a essere l’apripista di un progetto ambizioso ideato e coordinato da Destination Makers, società di consulenza in marketing e management, e patrocinato dal Comune di Brindisi, con l’appoggio e la collaborazione delle realtà di ristorazione, cantine vitivinicole e tutte le strutture che possano contribuire a sviluppare l’idea, rendendo confortevole il soggiorno dell’ospite.

Secondo un sondaggio di Hack For Travel (il primo hackathon online interamente dedicato al turismo, in tutte le sue declinazioni) prima dell’emergenza Covid-19 solo l’11 per cento degli intervistati lavorava da casa. Durante il lockdown gli smart workers sono diventati il 75 per cento. Fra costoro, il 78 per cento ha dato un punteggio da 4 a 6 (su una scala da 1 a 6), dimostrando che la modalità di lavoro piace non solo alle aziende ma anche ai lavoratori. La produttività è stata alta per il 59 per cento degli intervistati mentre il 42 per cento sostiene che sarebbe disposto a spendere una cifra mensile per lavorare da remoto e al contempo visitare nuove mete.

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“L’incontro realizzato a palazzo Guerrieri non è casuale perché qui nascono nuove idee di giovani talenti e questo dimostra che al Sud si può fare se ci sono le condizioni adatte. A cominciare dalle strutture come luoghi di aggregazione e scambio di idee” dice Emma Taveri introducendo una serata ricca di testimonianze, da laureandi all’estero a chi ha dovuto ritornare a casa e lavorare in smart working. Inoltre, ciò che intende fare Emma Taveri in collaborazione con la città di Brindisi che, sottolinea il sindaco Riccardo Rossi, “è digitalizzata”, è fornire un discorso alternativo ai 499 candidati che non andranno in barca a vela.

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Così tra la testimonianza della laureanda in economia all’università di Pisa, Maria Cristina Maccaroli, il racconto delle esperienze lavorative da remoto di Francesco Tammaro e Marco Bungaro, è stato possibile dimostrare che per lavoro e per studio, in lockdown, si preferisce tornare a casa, tra amici e parenti, e che il risultato del lavoro è addirittura migliore rispetto al dato ottenuto sul posto.

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In fondo, vivere e lavorare in tutta tranquillità vista mare, non è forse l’idea che abbiamo un po’ tutti? Pensiamo ai continui post di foto sui social network con la didascalia “Una vita vista mare” e un contest tutto brindisino offre questa possibilità.

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