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Martedì, 30 Novembre 2021
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A Pesaro la perdita delle illusioni perdute. Troppe falle nel roster

La vittoria ottenuta nella precedente partita contro Avellino aveva creato facili illusioni anche sulla base di una convincente prestazione della squadra contro una delle più agguerrite formazioni del campionato

BRINDISI - La vittoria ottenuta nella precedente partita contro Avellino aveva creato facili illusioni anche sulla base di una convincente prestazione della squadra contro una delle più agguerrite formazioni del campionato. La trasferta di Pesaro giungeva subito dopo a rinforzare la speranza e la convinzione che l’Happy Casa Brindisi, sbloccata dalla prima vittoria dopo cinque sconfitte consecutive, avrebbe potuto ottenere un nuovo successo contro la modesta formazione  di coach Spiro Leka, in crisi di risultati.

Invece l’Happy Casa Brindisi ha rimediato ancora una sconfitta sconcertante ed  è rimpiombata nel grigiore generale di una partita per metà giocata per vincere e per metà quasi a perdere senza alcuna giustificazione, quasi a confermare tutti i noti difetti di costruzione del roster ed i limiti tecnici e di leadership   già manifestati nelle precedenti gare di campionato.

A Pesaro la squadra di coach Dell’Agnello è scesa in campo priva di Brian Randle, il suo giocatore più esperto e rappresentativo, ed ha messo insieme giocatori in odore di “taglio” come Barber ed Oleka, vale a dire tre giocatori pronti a lasciare l’Happy Casa, a conferma delle errate valutazioni compiute in sede di composizione del roster di questa stagione agonistica dal generale manager Alessandro Giuliani ed avallate dallo stesso coach Dell’Agnello.

Domenica forse Randle per l'ultima volta sul parquet

Brian Randle è arrivato a Brindisi fra lo stupore generale degli addetti ai lavori che non riuscivano a spiegarsi l’ingaggio di un giocatore dalla straordinaria carriera vissuta in prestigiose formazioni a livello europeo, ma che era rimasto fermo per lunghi messi a causa di un grave infortunio al quadricipite femorale. Una carta, insomma, su cui la società ha voluto puntare sulla scorta delle indicazioni avute e nella speranza di poter contare su un giocatore prestigioso, considerato che gli scrupolosi esami strumentali a cui era stato sottoposto dalla staff medico avevano accertato il pieno recupero del giocatore ed affermato la possibilità di riprendere regolarmente l’attività agonistica.

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Ora Brian Randle ha deciso di arrendersi all’infortunio ed alle difficoltà di confrontarsi con i ripetuti problemi da cui non può essere guarito con il normale trattamento di medicinali ma deve essere curato esclusivamente con terapia fisica, a causa di una malattia infiammatoria intestinale cronica (la stessa che ha colpito Drake Diener) comunque regolarmente  accertata e rilevata in estate dallo staff sanitario in sede della consueta visita medica.

In accordo con la società, Brian Randle ha manifestato la volontà di continuare ad allenarsi in questi giorni solo per essere in campo nella prossima partita interna in programma domenica prossima contro la Virtus Bologna e poi decidere la rescissione consensuale del contratto per abbandonare definitivamente il basket e concludere la sua attività agonistica, lasciando il giusto tempo alla società di ritornare sul mercato facilitata dalla sosta di campionato prevista per la settima successiva.

Il festival degli ingaggi sbagliati

E poi ci sono ancora  Obinna Oleka e Antony Barber  in “sofferenza” e prossimi al “taglio” a confermare gli errori di impostazione del roster commessi in estate, nonostante la missione estiva in America, e si tratta di  sbagli clamorosi ed inspiegabili  per l’esperienza, l’abilità e le conoscenze del mercato vantate dal general manager Alessandro Giuliani e per la preparazione tecnica e la competenza del coach Dell’Agnello.

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A tradire ancora la fiducia della società e della squadra in modo eclatante è anche il rendimento offerto finora da Milenko Tepic che ha raggiunto il picco più basso proprio domenica scorsa a Pesaro, con una prestazione negativa dettata non solo dai numeri (0/4 da 2 punti e 0/3 da 3 puniti e 2/5 ai liberi). Il giocatore, convocato da coach Sasha Djordjevic in nazionale serba, ha anche offerto una mediocre partecipazione al gioco di squadra, in una partita conclusa con i due tiri liberi sbagliati sul 72-71 ma anche con il tiro sbagliato sul 76-75 , laddove con la sua esperienza e capacità avrebbe dovuto sopperire ad essenze di rilievo.

Sulla sconfitta e sulla prestazione di Pesaro hanno avuto un peso determinante anche  grossi errori di ingenuità commessi da Cady Lalanne. In una partita in cui coach Dell’Agnello è stato costretto ad inventarsi “centri” come Marco Cardillo, Milenko Tepic e Daniele Donzelli e Obinna Oleka, Cady Lalanne ha compiuto l’incredibile leggerezza di commettere due falli inutili in attacco, chiamandosi praticamente fuori dalla partita proprio nel momento in cui la squadra avrebbe avuto maggiormente bisogno della sua indispensabile presenza in campo, lasciando autostrade aperte sotto canestro per Manuel Omogbo, Erik Mika e per Dallas Moore, non certo dei grandi fenomeni.

Poche carte da giocare per Dell'Agnello

Coach Dell’Agnello ha avuto limitate scelte tattiche a sua disposizione per l’improbabile assortimento del roster, ma una più attende distribuzione di compiti e un più equilibrato minutaggio dei suoi giocatori probabilmente avrebbe portato ad un finale di partita più incisivo e forse determinate. Nel suo schieramento, anche a Pesaro, il giovane Blaz Mesicek ha deluso particolarmente in difesa dove ha perso regolarmente la sua posizione nello schieramento “ a zona”  ed ha troppo spesso lasciato spazi sotto canestro al suo diretto avversario, ma la sua prestazione va inquadrata in quella complessivamente modesta offerta dalla squadra.

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 E’ stato confortante il rientro in formazione di  Daniele Donzelli (2/2 da 3 punti e 5 rimbalzi) un giovane giocatore che se perfettamente in condizioni fisiche ed atletiche può tornare molto utile alla squadra in un ruolo fondamentale e parzialmente scoperto, mentre la nota positiva della partita di Pesaro viene dalla prestazione dell’ultimo quarto dispulato da  Scott Suggs con il suo strepitoso 8/8 nel tiro da 2 punti ed i suoi 12 punti su 13 realizzati dalla squadra. Anche Nic Moore, al suo debutto in squadra, è stato coinvolto nella  negativa prestazione complessiva ma il suo apporto già dalla prossima partita contro la Virtus Bologna dovrebbe risultare determinante.

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