Venerdì, 12 Luglio 2024
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Brindisi senza anima e corpo: la fragile squadra di coach Sacchetti

Il proclama di Marino dopo la sconfitta di Venezia con esclusione dai playoff: "Il basket non morirà". Ma intanto il presidente smetta di inseguire i gufi

BRINDISI - Tutto secondo copione. L’Enel Brindisi è stata pesantemente sconfitta anche a Venezia avvalorando una sceneggiatura che ha caratterizzato l’intero campionato e trasformato ogni partita in una scommessa, come in una puntata d’azzardo, in un gioco da “questa la vince e questa la perde”. A Venezia si è rivista in campo la squadra dal consueto rendimento incostante, che gioca alla pari con gli avversari solo per un quarto, poi rimette in discussione il risultato e quando dà la sensazione di essere in partita (su 55-50 Samuels ha sbagliato due tiri liberi che avrebbero portato la formazione di coach Sacchetti a -3!), si disunisce e subisce crack irrecuperabili, mostrando una fragilità mentale sconcertante.

Né si può giustificare la scialba prestazione ed i 21 punti subiti di Venezia (86-65) con l’infortunio subito dal bravo Nic Moore perché stesse identiche sbandate si sono registrate in altre partite ed hanno determinato uguali sconfitte, con la responsabilità condivisa fra allenatore e giocatori, a cui è mancata la consistenza mentale nei momenti cruciali delle partite che contano ed in cui scompaiono dalla lotta.  

Così anche a Venezia ci si attendeva molto di più da Amath M’Baye che è apparso un fenomeno e trascinatore nella prima parte del campionato, per disputare poi prestazioni appena sufficienti nella seconda parte. M’Baye ha stranamente perso la sua verve ed esaurito la sua spinta dopo aver toccato posizioni di prestigio nella classifica dei migliori marcatori del campionato, ed aver occupato intere pagine di cronaca sui più prestigiosi giornali sportivi come la Gazzetta dello Sport ed  il francese “L’Equipe”, a cui sono seguite notizie su probabili interessamenti di importanti  club europei.

Per non dire di  Kris Joseph che è sempre sembrato estraneo al gioco di squadra e senza alcuna voglia di difendere per tutto il campionato, con rendimento negativo anche a Venezia dove in 26 minuti di “presenza-assenza” in campo ha realizzato solo 3 punti, e di Samardo Samuels che è giunto a Brindisi  per risultare decisivo ma che, invece, ha contribuito a peggiorare la condotta complessiva della squadra.

Ma il mancato obiettivo play off non si può addebitare e ridurre esclusivamente al rendimento di pochi giocatori  e ad alcune partite, perché coach Sacchetti ha avuto la sua buona dose di  responsabilità in tutto il campionato (ed anche a Venezia). Il coach dell’Enel Brindisi non ha saputo dare un corpo ed un’anima alla squadra, spesso lasciando che il “suo corri e tira” si trasformasse in una totale anarchia tattica ed in una ricerca affannosa e sfrenata verso il canestro avversario, senza alcun criterio logico, facendo pieno affidamento sulla “professionalità” dei suoi giocatori. Per il presidente Nando e per tutti i soci della New Basket Brindisi, al tirare delle somme, si ravvisa la necessità di una riesame del rapporto contrattuale biennale sottoscritto con coach Sacchetti e la valutazione di opportune decisioni per il prossimo futuro. Questa squadra, con questa forma mentale, non avrebbe potuto mai capire l’importanza di vincere a Venezia (come a Caserta o in casa contro Pesaro) per garantirsi l’accesso ai play off.

A Venezia la squadra di coach Sacchetti è scesa in campo senza il giusto e dovuto atteggiamento, quasi fosse staccata dalle esigenze di una partita da vincere a tutti i costi e dalla realtà della classifica, ha mostrato tutta la sua insensibilità nei confronti della società, dei tifosi e della città, e non ha saputo interpretare l’importanza che avrebbe avuto la vittoria e l’accesso ai play off sul futuro della New Basket Brindisi.

Una “vetrina” importante e di grande esposizione mediatica come i play off, infatti,  avrebbe potuto rappresentare per la società brindisina un diverso e più consistente peso contrattuale nei confronti del main sponsor Enel, in una fase delicata di rapporti ancora da chiarire e da definire ed in un momento in cui il colosso energetico nazionale sembra disincentivato e pensa già a togliere il disturbo della sua centrale dalla città di Brindisi, ora impegnato da main sponsor a sostenere il Giro d’Italia. Ed ancora la sconfitta di Venezia, con la New Basket Brindisi fuori dai play off scudetto, potrebbe essere presa a pretesto e costituire alibi perfetto per la “politica” brindisina, che potrebbe trovare una giustificata motivazione per defilarsi dalle proprie responsabilità e ritenere ancora da rinviare la costruzione di un palaeventi da 5 mila posti a sedere, secondo le prescrizioni federali, senza il quale il fenomeno basket rischierebbe di scomparire nel giro di due stagioni. 

Dalla figuraccia finale di Venezia escono a testa alta ancora una volta i tifosi brindisini, encomiabili per il loro impegno ed il sacrifico a cui si sono sottoposti per sostenere la squadra, ed il presidente Nando Marino che a fine partita, ai microfoni di Antonio Celeste, pur con tutta l’amarezza del momento, ha avuto la forza di lanciare un segnale positivo per il prossimo futuro del basket brindisino assicurando che “Il basket a Brindisi non morirà”.

Marino ha poi rivendicato con orgoglio i risultati raggiunti  in  questa stagione agonistica in cui la squadra ha disputato un campionato sempre nelle zone medio-alte della classifica, ha raggiunto con molto anticipo la certezza della permanenza in serie A, ed ha conquistato e giocato con grande orgoglio la Final Eight di Rimini, ottenendo due traguardi prestigiosi che erano obiettivo preciso della società. Certo. “C’è tanta amarezza per non aver raggiunto l’accesso ai play off, ma i ragazzi hanno dato tutto  per regalare alla città ed ai tifosi la gioia dei play off” ha dichiarato il presidente Marino che ha poi annunciato una conferenza stampa a breve scadenza, in cui illustrerà tutte le novità ed un piano per ripartire per il prossimo campionato (Ma ,presidente Marino, smetta di inseguire i “gufi” e si goda invece la riconoscenza e  la solidarietà di tutta la tifoseria e della parte sana della città che mai come ora riconosce meriti e sacrifici suoi personali e dei suoi soci e di tutti i sostenitori. Solo così crepano i “gufi”!).

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