Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Defibrillatori alle società sportive: disertato il bando, il Comune dovrà pagare

Incontro tra i rappresentanti delle società sportive cittadine e i componenti della commissione sport dell’amministrazione comunale, questa mattina (8 gennaio) presso la sala Guadalupi del Comune. Al centro del dibattito i defibrillatori. Costeranno 50mila euro, si sarebbero potuti avere gratis

BRINDISI - Incontro tra i rappresentanti delle società sportive cittadine e i componenti della commissione sport dell’amministrazione comunale, questa mattina (8 gennaio) presso la sala Guadalupi del Comune. Al centro del dibattito i defibrillatori, apparecchiature indispensabili per la sicurezza degli atleti e obbligatorie ai fini della legge per qualunque società e impianto sportivo. Una spesa onerosa, per la quale l’amministrazione comunale ha deciso di farsi carico, rifacendosi, in un secondo momento, sui ticket che ogni società, come ha ricordato il dirigente Nicola Zizzi, dovrebbe pagare per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali.

Da lodare quindi l’interessamento dell’amministrazione comunale. Per l’acquisto, si dovrà affrontare una spesa che si aggirerà sui 50 mila euro; denaro che il Comune avrebbe potuto evitare di dover spendere se, nel 2013, avesse partecipato al bando indetto dalla Regione per l’acquisto, appunto, di defibrillatori. E proprio il Comune di Brindisi è stato uno dei pochi, se non l’unico, tra i diversi comuni pugliesi, a non partecipare al bando, perdendo così la possibilità di essere inserito nel progetto “Deep Impact Puglia - Defibrillazione e prevenzione della morte improvvisa” e ricevere, gratuitamente, le apparecchiature necessarie.

incontro societa_ sportive 3-2Una dimenticanza? Una scelta consapevole che segue dei diktat? Non è dato saperlo, l’unica certezza è il danno economico, non indifferente se si tiene presente la spesa preventivata, che l’amministrazione dovrà affrontare per dotare, come prevede il decreto Balduzzi del 13 settembre 2012, di defibrillatori sia gli impianti sportivi che le società, che siano professionistiche o dilettantistiche poco importa.

Ma è proprio su questo punto che sorgono le prime difficoltà, fino a pochi mesi addietro, infatti, erano quattro le regioni che non rispondevano all’appello del ministero della Salute: Lazio, Campania, Umbria e Puglia. La situazione economica di molte società sportive e l’ambiguità del decreto che lascia spazio all’interpretazione su chi effettivamente debba farsi carico dell’acquisto, della manutenzione e dell’utilizzo del macchinario salva vita, a causato notevoli ritardi nel dotarsi dei macchinari.

incontro societa_ sportive-2Un apparecchio importantissimo, che fa la differenza tra il sopravvivere ad un attacco cardiaco e non, e che dal 20 gennaio 2016 dovrà essere nelle disposizioni di tutte le società sportive sul territorio italiano. Uno dei punti interrogativi, al quale si è cercato di dare una risposta durante l’incontro, è su chi dovrà ricevere e farsi carico dei defibrillatori: se ne dovranno dotare tutte le società sportive o basterà, con un notevole risparmio di denaro, garantirne la presenza unicamente negli impianti?

L’amministrazione ha preso del tempo per decidere, la data del 20 gennaio si avvicina, ma ancora più importante di rispettare le scadenze è la sicurezza di poter intervenire in casi di malore con un attrezzatura adatta e indispensabile. 

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