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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Il nuovo allenatore parla chiaro: "Sono un duro, voglio vincere e si fa a modo mio"

BRINDISI – “Avevo avuto altre proposte ma ho scelto Brindisi perché vuole vincere”. Massimo Rastelli, 42 anni, di Torre del Greco, si presenta in questo modo ai giornalisti, convocati nella sede del Football Brindisi. “Le mie ambizioni vanno di pari passo con quelle della società – dice Rastelli che nel pomeriggi odi ieri ha preso già contatto con la sua nuova squadra -. Dopo aver lasciato la Juve Stabia non avrei accettato una Seconda divisione se non avessi avuto garanzie che si punta a vincere”.

BRINDISI - "Avevo avuto altre proposte ma ho scelto Brindisi perché vuole vincere". Massimo Rastelli, 42 anni, di Torre del Greco, si presenta in questo modo ai giornalisti, convocati nella sede del Football Brindisi. "Le mie ambizioni vanno di pari passo con quelle della società - dice Rastelli che nel pomeriggi odi ieri ha preso già contatto con la sua nuova squadra -. Dopo aver lasciato la Juve Stabia non avrei accettato una Seconda divisione se non avessi avuto garanzie che si punta a vincere".

Massimo Rastelli è giovane come allenatore. Ha iniziato la sua carriera dopo avere appeso le scarpe al chiodo. Una lunga carriera di giocatore, anche in squadre di serie A e B. Il suo esordio come tecnico è stato folgorante. Ha vinto due campionati riuscendo a dimostrare che è in grado di valorizzare i giovani. Lo scorso anno con la Juve Stabia ha stracciato tutti. Eppure aveva in squadra ragazzi presi dell'Eccellenza. "L'esperienza nella Juve Stabia mi è servita tanto - ammette il nuovo allenatore del Brindisi -. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro che ha portato ad eccellenti risultati. Era ora di voltare pagina. Ripeto, ho scelto Brindisi perché il suo programma è vincere. Ho cambiato società, trovo altri giocatori, ma Massimo Rastelli è sempre lo stesso: tenace, duro, con tanta voglia di vincere. Sono molto esigente, voglio una squadra combattiva. Tutti devono pensare con un solo cervello: il mio".

Più chiaro di così. "A me piace essere chiaro - aggiunge -. Non sono la persona che si cela dietro ad un dito". Non cambierà modulo di gioco. "Proseguo con il 4-4-2 - spiega - perché è quello che più si addice alla squadra che ho iniziato ad allenare. Già nel primo allenamento ho notato che i giocatori sono molto combattivi. Esattamente come piacciono a me. Non avevo visto prima la squadra. Ne approfitterò in questi dieci giorni guardano i filmati delle partite. Alcuni dei giocatori già li conoscevo. Cejas, Pizzolla, Alessandrì, Moscelli, Battisti. Tutti i più grandicelli. Non conosco i più giovani, ma lo farò presto".

Rastelli ha vinto con la Juve Stabia e ritorna in Seconda divisione. "Non è facile trovare una società che abbia, non solo a parole, come obbiettivo vincere il campionato. Avevo avuti contatti ma non mi interessavano. Con Brindisi ci siamo sentiti martedì sera e ci siamo subito trovati d'accordo. Ho sottoscritto il contratto per un anno perché io ho già la pensione di calciatore e non vado in cerca della pensione di allenatore".

La differenza tra la Seconda divisione dello scorso anno e quella attuale. "C'è stato un ringiovanimento generale per quanto riguarda i calciatori. Brindisi ha una buona rosa. Però, è chiaro che bisogna dimostrarlo sul campo. E c'è da dire che quando si è favoriti diventa tutto più difficile". I rinforzi. "Non abbiamo ancora affrontato con la società questo aspetto. C'è tempo. Il mercato si riapre a gennaio . Dobbiamo valutare tutto attentamente. Per ora è stato promosso dalla Berretti in prima squadra l'attaccante Faccini".

Rastelli si è portato dietro il vice allenatore Dario Rossi, il collaboratore tecnico Raffaele Ametrano e il preparatore atletico Francesco Carbone, leccese, chiamato a sostituire Pietro La Porta che ha rinunciato a venire a Brindisi per difficoltà logistiche. "Ho chiesto alla società il sacrificio dello staff perché sono molto attento ai particolari. Dario Rossi, è il mio vice, curerà in particolare la difesa. Chi meglio di lui che ha giocato da difensore. Nel calcio attuale i particolari vanno curati al massimo. Pensiamo ai calci piazzati. La maggior parte dei gol si segna con i calci di punizione. Ebbene noi dobbiamo lavorare molto su questo fronte".

In conclusione. "Ho trovato ragazzi che vogliono vincere. Il mio compito ora è formare un bel gruppo, con la mentalità vincente. Il Fanuzzi è uno stadio bello. Vederlo pieno di tifosi sarebbe motivo di soddisfazione".

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