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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Brindisi e il "PalaVeti": sta per passare un altro treno, non si perda

Il gioco è quello dei veti incrociati a distanza. “ Io pongo due condizioni a te e tu chiedi due vincoli a me”. E così nasce il nuovo “PalaVeti”. Ma il gioco delle "garanzie" non regge più: il Coni ha i soldi, il Comune deve muoversi

BRINDISI - Il gioco è quello dei veti incrociati a distanza. “ Io pongo due condizioni a te e tu chiedi due vincoli a me”. E così nasce il nuovo “PalaVeti”. Il presidente della New Basket, Nando Marino, in conferenza stampa, ha dato il  via con la richiesta di due precise risposte in tempi certi.

La prima è rivolta direttamente al Comune. Senza una palasport con una capienza minima di 5 mila posti a sedere la New Basket Brindisi non potrebbe iscriversi al campionato di serie A e sarebbe costretta  ad una soluzione alternativa obbligata, quale quella  di trasferire la squadra in altri impianti (il PalaFlorio di Bari è l’unico che risponde alle prescrizioni Fip).

Con la seconda condizione la New Basket Brindisi, anche per voce del vice presidente Pino Marinò, ha chiesto una  risposta  immediata e tempi certi al main sponsor Enel perché non accada come nel recente passato, quando i termini e contenuti contrattuali si sono conclusi solo nel mese di settembre, vale a dire dopo che la società aveva stabilito il suo programma tecnico e formata la squadra per il campionato senza aver certezza di un budget su cui contare.

La sindaca Carluccio risponde alle dichiarazioni del presidente Marino e precisa sempre a mezzo stampa che “ Non abbiamo finora ricevuto alcuna richiesta da parte della New Basket di un incontro” dichiarandosi disponibile a discutere a Palazzo di Città  “quando la società lo riterrà opportuno”.

Si comunica solo a mezzo stampa, insomma, e per comunicati in cui la sindaca Carluccio  condiziona la sua disponibilità e l’impegno finanziario del Comune “alla volontà concorde delle forze di maggioranza e di opposizione” e chiede alla società New Basket, a fronte di diversi milioni di euro di  investimento per l’ampliamento del PalaPentassuglia “ garanzie con strumenti adeguati almeno per i prossimi cinque anni”.

Ma la sindaca Carluccio saprà certamente che la condizione posta dalla New Basket non è un stravagante richiesta personale di Nando Marino, Pino Marinò e Nico Carparelli e degli altri soci sostenitori, ma è un preciso vincolo previsto dalla delibera del Consiglio Federale che ha stabilito l’obbligo minimo di capienza a 5 mila posti a sedere quale requisito indispensabile per ottenere l’iscrizione a campionato nazionale di serie A, con decorrenza dalla stagione agonistica 2018-19. 

Ed ancora. Com’è noto, inoltre, la volontà politica di ampliamento del PalaPentassuglia è stata sottoposta ai voti dal Consiglio Comunale il 19 dicembre 2013 ed il progetto è stato già  regolarmente approvato dalla giunta municipale con provvedimento in data 8 ottobre 2014. Quale significato allora può avere chiedere “la  volontà concorde di una  maggioranza e di una opposizione” che non riesce a trovare una intesa neppure sui parcheggi?

Ed ancora quali sarebbero le garanzie che la New Basket Brindisi dovrebbe assicurare “con adeguati strumenti per almeno cinque anni?”  E a quale titolo? La sindaca vuol far sapere forse che sarà alla guida del Comune di Brindisi anche per un altro mandato successivo? E quale garanzia di stabilità politica  può  assicurare, invece, la sindaca Carluccio e la sua giunta “girevole” alla New Basket Brindisi?

Sembrano, piuttosto, condizioni dettate ancora una volta dalla cosiddetta “volontà politica” solo per dimostrare che è semplicemente impossibile  realizzare il progetto. La costruzione di un nuovo palazzetto o, in alternativa, l’ampliamento del vecchio PalaPentassuglia (per il quale si sono già spesi milioni di euro  in manutenzione ordinaria e straordinaria) si deve fare perché è un vincolo posto dal Consiglio Federale con l’obbligo di capienza minima quale requisito  per  l‘ammissione della squadra al campionato di serie A.

Perché un investimento di 4-5 milioni di euro può significare una ricaduta importante in termini occupazionali e di benefici per le imprese brindisine ormai al collasso (altro che priorità!); perché non necessariamente il finanziamento deve gravare sul bilancio comunale; perché, infine, la squadra di basket in serie A è una delle poche eccellenze rimaste in città. E dal Coni giunge un nuovo segnale positivo per ulteriori finanziamenti per impianti sportivi che il Comune potrà utilizzare.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, infatti, la scorsa settimana, nel suo discorso di ringraziamento per la rielezione alla presidenza nazionale, ha rilanciato la proposta di rifinanziamento della legge 9/2016, la cosiddetta “Legge Renzi”, meglio nota come “Sport e Periferie”.

Norma relativa al completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti con destinazione “attività agonistica nazionale ed internazionale”, per complessivi 100 milioni di euro con “l’obbiettivo di rendere stabile il finanziamento ogni anno e soprattutto  operativi gli investimenti, in molti casi messi sotto scacco dalla burocrazia”.

Si ripresenta l’opportunità di accedere ai finanziamenti a fondo perduto da impiegare nella costruzione di un nuovo palasport, oppure proporre il finanziamento di un progetto di adeguamento, in cui potrebbe essere compreso a giusta ragione il PalaPentassuglia avendo già ottenuto l’approvazione della Commissione Impianti Sportivi del Coni. Si tratta della richiesta di  rifinanziamento della legge  per la quale il Comune di Fasano  di candidò a partecipare al bando  ed ottenne 2 milioni di euro di risorse a fondo perduto per la costruzione del palasport cittadino.

E’ la stessa legge della quale il Comune di Brindisi non ritenne di partecipare al bando, nonostante avesse il prezioso vantaggio rispetto alle altre candidature di un progetto di ampliamento del PalaPentassuglia, regolarmente  approvato anche dalla Commissione Impianti Sportivi del Coni di Roma ( con provvedimento n.18 del 22 aprile 2015) e benché sollecitato dagli organi regionali e provinciali del Coni.

Il provvedimento del Coni, ufficialmente notificato al Comune di Brindisi con alcune prescrizioni facilmente superabili, infatti , fu esaminato in una riunione congiunta fra i responsabili del Coni provinciale e regionali, Cainazzo e Sannicandro, la sindaca Carluccio, l’assessore ai Lavori Pubblici Brigante, l’ex assessore allo sport Greco, ed i dirigenti tecnici comunali, ma senza alcuna seguito.

Fu così preclusa, senza alcun notorio motivo valido la partecipazione al bando per acquisire i finanziamenti previsti dalla legge “Sport e Periferie”, con il complice silenzio delle forze politiche di opposizione che mai si sono interrogati per conoscerne le motivazioni. Quelli delle “priorità” e quelli “che non ci sono soldi”, i signori del “no a prescindere” del Comune di Brindisi, ora sono nuovamente avvertiti.

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