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Sabato, 22 Gennaio 2022
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L'Enel prima illude, poi cede

BRINDISI - L'Enel ci ha provato a battere un'altra grande del campionato, ma questa volta il Banco di Sardegna Sassari non si è arreso ed ha portato a casa i due punti, sorretto da un Travis Diener fenomenale, che chiude con 29 punti in 34 minuti, ma soprattutto decide la partita nei momenti che contano. È finita 93-95. I ragazzi di Bucchi non hanno demeritato, ma hanno dimostrato di soffrire troppo la difesa a zona decisa da coach Romeo Sacchetti. Peccato, perché per ben due volte i brindisini erano finiti sopra di 14 punti. Senza Gibson in campo.

BRINDISI - L'Enel ci ha provato a battere un'altra grande del campionato, ma questa volta il Banco di Sardegna Sassari non si è arreso ed ha portato a casa i due punti, sorretto da un Travis Diener fenomenale, che chiude con 29 punti in 34 minuti, ma soprattutto decide la partita nei momenti che contano. È finita 93-95. I ragazzi di Bucchi non hanno demeritato, ma hanno dimostrato di soffrire troppo la difesa a zona decisa da coach Romeo Sacchetti. Peccato, perché per ben due volte i brindisini erano finiti sopra di 14 punti. Senza Gibson in campo.

Eppure l'americano era partito bene, come tutta la squadra del resto. La prima frazione ha messo in mostra due squadre senza difese, che correvano molto e mettevano da parte schemi e tatticismi. L'Enel va sul 10-8 al 4° minuto, e sul 16-12 al quinto, proprio con Gibson, che sembra in buona serata, così come Robinson. Ma l'attacco di Sassari non perdona e appena gli si concede spazio i cugini Diener, ma non solo loro, la mettono dentro da ogni angolo. Il quintetto di Brindisi risponde colpo su colpo per tutto il primo quarto, che si chiude con un punteggio altissimo: 30-31. Le difese sono inesistenti. Nella seconda frazione il ritmo cala e il Banco di Sardegna inizia a sbagliare qualche tiro. L'Enel invece aggiusta la difesa e non perdona in attacco: al quattordicesimo Ndoja e Grant firmano il massimo vantaggio: 44-36, senza il folletto californiano sul parquet. Ancora Ndoja, con una tripla, al 17° porta l'Enel sul +11. Brindisi è una furia, e un ottimo Fultz serve ancora all'indemoniato Grant l'assist per la schiacciata del 54-41. Sassari è in tilt, e ringrazia il cielo che l'ultimo tiro di Gibson non buchi la retina: 57-45, intervallo. Coach Meo Sacchetti può tirare il fiato.

Al rientro in campo, com'era logico attendersi, la partita cambia volto: i sardi infliggono ai padroni di casa un parziale di 8-2 e dimezzano il distacco. Gibson e Viggiano non bucano più la retina, ma la reazione dell'Enel arriva ugualmente: prima Robinson da due punti, poi Viggiano in schiacciata (su assist delizioso di Reynolds) e ancora una schiacciata di Robinson. È 65-53. Ma non è finita, perché Simmons inizia a dominare sotto le plance: Brindisi va sul +14 (massimo vantaggio), ma getta via un possesso. Poi gli arbitri fischiano un fallo antisportivo a Formenti: Sassari ne approfitta e risale a galla, 70-63. Gli ospiti passano alla difesa a zona, Reynolds è stanco e i brindisini crollano negli ultimi tre minuti. Tutti gli sforzi sono così vanificati: 74-71. Bisogna ricominciare daccapo. La capolista però non molla l'osso: il pareggio lo firma Sacchetti (figlio) con una tripla in apertura di ultimo quarto. Sono due canestri di Fultz (una tripla e una penetrazione) a ridare fiducia all'Enel. Travis Diener continua a dimostrare di essere di un altro livello, mentre Gibson commette quattro errori consecutivi al tiro. È Grant a schiacciare dentro la palla dell'81-81, ma Devecchi spegne l'entusiasmo dei brindisini trovando una tripla in completa solitudine. A 1.47 dalla sirena Gibson esce per raggiunto limite di falli, mentre Sacchetti dalla lunetta porta i suoi sull'85-88. Passano 49 secondi, Sassari commette tre falli in difesa ma l'Enel non riesce a segnare, malgrado due rimbalzi in attacco e tre tiri. Alla fine è Reynolds, dalla lunetta, a segnare l'87-88, ma Travis Diener fa il mostro e mette dentro la tripla mortale.

Si esce di scena tra gli applausi. Resta il rimorso: Sassari oggi era a portata di mano. Ma Bucchi e i suoi se la sono lasciata sfuggire.

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