Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Ma quale week-end al cinema. Tutti al timone, mamma e papà in banchina

I più piccoli hanno otto anni, i "vecchi" del mestiere sedici o diciassette. Sono 73 e hanno deciso di trascorre il lungo week end dell'Immacolata invece che al cinema a sgranocchiare pop-corn, in pizzeria o in gita con genitori o amici, al timone di un Laser o di un Optimist

BRINDISI – I più piccoli hanno otto anni, i “vecchi” del mestiere sedici o diciassette. Sono 73 e hanno deciso di trascorre il lungo week end dell’Immacolata invece che al cinema a sgranocchiare pop-corn, in pizzeria o in gita con genitori o amici, al timone di un Laser o di un Optimist a Brindisi. Un sabato, una domenica e un lunedì dedicati ad un raduno full-immersion dal mattino alle 23, agli ordini del coordinatore tecnico zonale Franco D’Andria (i laseristi) e della più volte campionessa italiana di match-race Ines Montefusco (i più giovani degli Optimist), evento organizzato dall’VIII Zona  Puglia-Basilicata della Federazione Italiana Vela ed ospitata dal Circolo della Vela Brindisi al Marina di Bocche di Puglia, che si è occupato di tutti gli aspetti logistici (guarda il video).

Gli Optimist in acqua-2A cosa servono questi raduni? A formare i caratteri, a perfezionare la tecnica, a sviluppare la conoscenza e la solidarietà tra chi si incontra più volte all’anno da avversario solo sui campi di regata. E soprattutto a restare legati alla vela, a non lasciare questo sport molto speciale, ma anche costellato di sacrifici e che richiede una adeguata preparazione fisica ed una giusta alimentazione. Non a caso a questo raduno partecipa anche il medico di zona Giuseppe Cibelli, per effettuare un campione sulle condizioni pre e post allenamento (anche psicologiche), e sulle abitudini alimentari dei giovani atleti, che servirà come base ad uno studio complesso che la Fiv regionale intende portare a termine (Nella foto, gli Optimist in acqua).

I giovani laseristi al briefing con il coordinatore tecnico dell'VIII Zona Fiv, Franco D'Andria-2Sono arrivati assieme agli istruttori dei circoli di appartenenza, portandosi dietro le barche, molti nella tarda mattinata e nel primissimo pomeriggio, perché avevano scelto di andare comunque a scuola e poi di infilarsi in auto con mamma e papà per raggiungere Brindisi. Ovunque trolley, borsoni con mute e attrezzature, panini mangiati in fretta, capannelli per i briefing con i coordinatori, e poi barche in acqua sino alle 17,30. Spogliatoio, doccia, corsa in albergo, cena alle 19,30 e ancora tecnica in aula sino alle 23. E il giorno successivo daccapo (Nella foto, il briefing dei laseristi con Franco D'Andria).

Brindisi ha una condizione ideale per gli allenamenti in sicurezza, lo “Stadio del Vento” tra il marina e Forte a Mare, e spazi sufficienti per parcheggiare decine di derive, carrelli, furgoni. Non sarà un week-end di vento teso, quello che invocano i ragazzi e teme invece chi ha la schiena scricchiolante, ma ce n’è quanto basta per  perfezionarsi nella gestione della barca, oggetto molto più complesso di una palla, di una bici o di una racchetta, che lavora su qualcosa di molto diverso dal solido terreno sotto i piedi, sino al punto da farla correre come meglio non si può. Altrimenti, che gusto c’è?

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