Brindisi, un patrimonio enorme di immobili e terreni confiscati

La giunta Rossi mette mano a questi beni e comincia con un bando per assegnare a scopi sociali 40 ettari. BrindisiReport ha trovato l'elenco di appartamenti e colture agricole che il Tribunale ha affidato al Comune

BRINDISI – L’amministrazione Rossi mette mano alla ridestinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata negli anni scorsi, e annuncia un bando per l’assegnazione di circa 40 ettari di terreni agricoli, gratuitamente, ad organizzazioni del sociale. Se le cose andranno come è già avvenuto con Libera Terra a Mesagne e San Pietro Vernotico, con la valorizzazione di vigneti e seminativi e l’avvio di produzioni vinicole e di prodotti da forno immessi poi sul mercato, le prospettive saranno buone. Non a caso l’esperienza nata in origine proprio sui terreni confiscati a Mesagne, è un esempio a livello europeo.

La conferenza stampa di presentazione dell’avviso pubblico, inizialmente prevista per  mercoledì 20 marzo, il giorno prima della ventiquattresima “Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia”, evento nazionale organizzato quest’anno da Libera a Brindisi, con la confluenza di associazioni e delegazioni di studenti da tutto il Paese, si terrà il 25 marzo alle 10, a Palazzo di città, nella sala della Giunta. Parteciperanno alla conferenza stampa il sindaco Riccardo Rossi e l’assessore alla Programmazione economica (con delega ai beni confiscati) Roberto Covolo.

Ma, dai documenti reperibili sul web, si tratta solo della punta di un iceberg su cui in passato si è detto, divulgato e fatto molto poco. Dal 2003 ad oggi, infatti, con appositi decreti, il Tribunale di Brindisi ha affidato al solo Comune capoluogo circa 40 terreni agricoli di vario genere tra seminativi, vigneti, mandorleti, uliveti, e una ottantina di appartamenti in condominio, case lungo la costa, ville, box auto, abitazioni rurali. Un patrimonio enorme vincolato ad unico utilizzo: quello sociale.

La nuova giunta sta verificando lo stato degli appartamenti e degli immobili ad utilizzo abitativo di cui BrindisiReport ora pubblica l’elenco in calce a questo articolo, alcuni dei quali sono stati danneggiati dolosamente, altri sono da ristrutturare o suddividere. Ora sembra che l’amministrazione comunale sia intenzionata a fornire un quadro della situazione.

L’elenco non riporta il contenuto dei decreti del tribunale, ma dall’ubicazione delle contrade (che invece sono indicate, Colemi, Santa Teresa, Angelini in particolare) si tratta prevalentemente di appezzamenti di varia estensione nelle contrade attorno alla frazione di Tuturano, uno dei due poli della Sacra corona unita nel Brindisino. Il resto deriva da confische ad ex contrabbandieri.

Un grande patrimonio da destinare a cooperative di giovani e non, per creare lavoro, reddito, prodotti agroalimentari di qualità. Un’altra sfida per Brindisi. Ma è anche importante che i cittadini sappiano quale sia lo stato effettivo di tali beni immobili, e se parte di essi possano essere destinati alle varie emergenze abitative che la città vive.

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Commenti (1)

  • poi dicono che i mafiosi sono poveri delinquono per campare ho invece per succhiare il sangue alla povera gente.Bellissima idea spero vada in porto

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