Festival Internazionale del Film Corto: regista sampietrano tra i finalisti

Il corto di Daniele Fanciullo, farmacista con la passione per il cinema, si chiama “Mille e una vita”

SAN PIETRO VERNOTICO – C’è anche un cortometraggio di un regista sampietrano, Daniele Fanciullo, 50 anni, tra i cinquanta finalisti della XIII edizione del Festival Internazionale del Film Corto “Tulipani di seta nera”. Si tratta di una rassegna di audiovisivo breve che racconta, attraverso le opere cinematografiche, storie d'autore di interesse sociale, di Rai Cinema Channel, organizzata dall’associazione l’Università cerca lavoro (Ucl).

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Il corto di Fanciullo, farmacista con la passione per il cinema, si chiama “Mille e una vita” e racconta “La solitudine di un vecchio nelle sue azioni quotidiane. Esce di casa, compra il giornale, si reca nel solito parco e si siede sulla solita panchina. Ma, un giorno, accade qualcosa "d'insolito... ". Il corto, genere drammatico, della durata di 11 minuti, è stato girato tra Squinzano e Lecce.

Vedi il corto "Mille e una vita"

Duecento i partecipanti. La giuria era formata dal presidente Caterina D’Amico (critica cinematografica ed ex Preside del Centro Sperimentale di Cinematografia), dal vicepresidente Carlo Brancaleoni (Rai Cinema) e dai giurati Rossella Izzo (Doppiaggio e Scuola di cinema), Giulio Base (Regia), Laura Bortolozzi (Selezione film e serie per Rai Gold ex Rai Uno), Vince Tempera (Musiche) e Nino Celeste (Fotografia), con la supervisione di Rai Cinema Channel.

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In relazione alle norme governative che vietano assembramenti le proiezioni dell’edizione 2020 si svolgeranno il 18, 19, 20 e 21 giugno in una inedita versione streaming. Le premiazioni e la Serata di Gala si svolgeranno nella serata del 22 giugno. All’opera che riceverà il maggior numero di visualizzazioni sarà assegnato il premio del pubblico del mondo digitale: Premio Rai Cinema Channel. Il conteggio delle visualizzazioni terminerà il 17 giugno alle ore 12.

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"E' un corto molto surreale, l'idea è nata da un fatto di vita reale, ogni mattina vedevo un anziano seduto a una panchina che faceva sempre le stesse cose. E ho immaginato che essendo in avanti con l'età si chiedesse quale fosse il suo futuro. C'è anche il tema della morte o c'è qualcosa di diverso oltre la morte? La parte finale è aperta, non mostro quello che vede l'anziano proprio per lasciare allo spettatore la curiosità di immaginare cosa sta vedendo. La frase all''inizio del corto "La vita ci può far perdere o ritrovare noi stessi", è il sunto di tutta la storia". 

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