Inaugurata la mostra “Da Picasso agli artisti contemporanei. Opere su carta”

Allestita nel Museo Archeologico “Francesco Ribezzo”. Sarà visitabile sino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16.30, sabato e domenica secondo calendario aperture straordinarie

BRINDISI - È stata inaugurata nella serata di ieri, giovedì 10 ottobre, la mostra “Da Picasso agli artisti contemporanei. Opere su carta”, allestita nel Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” di Brindisi. La mostra, organizzata con la Sangiorgio Arte, ha visto la partecipazione del noto critico d’arte, giornalista e saggista torinese, Paolo Levi, e del direttore di Sangiorgio Arte, Antonio Lagioia. Ad aprire la presentazione, che si è svolta nell’auditorium del museo “Ribezzo”, è stata la direttrice del Polo biblio-museale di Brindisi, architetto Emilia Mannozzi. Tra il numeroso pubblico della mostra, anche tanti studenti del Liceo Classico ed Artistico dell’Istituto “Marzolla-Leo-Simone-Durano” di Brindisi.

“Non è la prima volta che il “Ribezzo” ospita una mostra d’arte contemporanea”, afferma la direttrice. “E non è l’unico museo archeologico. Musei illustri, di tiratura nazionale come il museo archeologico di Napoli, piuttosto che di Salerno, il Marta stesso, il museo egizio di Torino, hanno ospitato mostre di arte contemporanea”. La Mannozzi evidenzia quindi che chi opera nel settore dei musei archeologici oggi s’interroga sulle interconnessioni possibili tra passato e presente e aggiunge che i musei archeologici in particolare conservano la cultura materiale del passato: gli oggetti, le biografie degli oggetti e i loro contesti. “Questa conoscenza è indubbio che ci permette di meglio interpretare il presente e spesso dà giustificazione a quello che è la nostra vita attuale. E può anche servire d’ispirazione”, aggiunge la direttrice. “E quali soggetti se non gli artisti, sono meglio deputati a comprendere, o meglio, rielaborare il passato con un lessico estetico tutto nuovo. Ecco quindi”, prosegue la dottoressa, “che questo dialogo tra passato e presente è inevitabile ormai, anche per aumentare un inevitabile appeal che è necessario e che vede il coinvolgimento delle nuove generazioni”.

L’architetto conclude sottolineando come qualsiasi periodo figurativo, qualsiasi antico, sia stato contemporaneo a suo tempo, e come necessariamente, spesso, l’arte figurativa sia nata come momento di rottura o di continuità o di imitazione di quell’antico. “La frattura fra antico e contemporaneo di fatto non esiste, ma è il continuo, e noi dobbiamo captare questo continuo perché altrimenti saremmo lontani da un pubblico giovane e non riusciremmo a tenere il tempo per inseguire nuovi linguaggi che siano tecnologici, che siano comunicativi, che siano dei social network, che siano, insomma, interpretabili da chi vive oggi”.

La parola è passata quindi al critico d’arte Paolo Levi, che si è soffermato sul segno, da cui nasce anche l’opera primitiva.  “Non disprezziamo il disegno”, afferma Levi. “Il disegno non è vero che sia il parente povero del dipinto, non diciamo che il disegno è la sua anticamera, che il disegno può anche morire, può anche essere distrutto, dopo il suo costrutto”. “Il disegno oggi è l’unica salvezza che abbiamo rispetto ad un’altra tipologia di contemporaneità, la contemporaneità che uccide l’artigianato più povero, che si chiama video, che si chiamano installazioni, che si chiama informatica, non lo so, ma non c’è più la mano dell’uomo, non c’è più il suo amore per il segno”.

L’opera su carta non può essere considerata un’opera minore, per Antonio Lagioia, (Sangiorgio Arte) che da 32 anni si occupa di commerciare arte sia in Italia che all’estero. “Il disegno è un’opera di primaria importanza”, afferma. “Picasso ha fatto dei disegni che, a mio parere, dovrebbero valere molto di più degli olii stessi”. Per Lagioia, il disegno è il segno più pulito dell’artista. L’artista deve disegnare, deve mettere su carta quello che ha nell’anima e poi decidere, o non decidere, di farne un olio su tela o su carta.

La presentazione è proseguita con l’intervento della docente Barbara Errico del Liceo Artistico, che ha parlato del percorso di alternanza che gli studenti del Liceo Artistico e Classico stanno attuando con il museo “Ribezzo”. “Stiamo sviluppando un modulo di Management dell’Arte e dello Spettacolo perché riteniamo che si possa costruire tutto dalla cultura. Dalla cultura nasce cultura, e quindi in quest’ottica abbiamo costruito questo progetto e lo stiamo attuando”.

Dopo le domande molto interessanti rivolte dagli studenti presenti in sala al dottor Lagioia e al professor Levi, il pubblico ha visitato la bellissima mostra allestita nel museo, che vede nella prima sezione esposte le opere dei maestri storici del Novecento, da Picasso a Guttuso a Migneco, Sassu e Fiume, mentre nella seconda sezione sono esposti i lavori di trenta artisti contemporanei scelti dal curatore Paolo Levi.

La mostra “Da Picasso agli artisti contemporanei. Opere su carta” sarà visitabile sino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle 16.30, sabato e domenica secondo calendario aperture straordinarie. 

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