Pilone, vasca liquami sulla spiaggia: chiesta verifica sulle opere

Il Comitato di salvaguardia del villaggio costiero torna alla carica con Aqp, Comune, Provincia e Regione Puglia

OSTUNI - Il Comitato per la salvaguardia della spiaggia del Pilone “esterna tutta la sua preoccupazione per la funzionalità della vasca dei liquami fognari, inopinatamente realizzata sulla spiaggia, nonostante le rigorose e pertinenti obiezioni di questo Comitato”, e chiede agli “enti competenti di accertare la regolarità delle opere eseguite, prendendo i provvedimenti tecnici ed amministrativi del caso”, promettendo una costante vigilanza “sul corretto funzionamento di questa opera pubblica che riteniamo dannosa per la sua allocazione che ha deturpato in fase di costruzione e molto probabilmente deturperà (visto gli sviluppi della sua progettazione e costruzione) l'ecosistema marino e costiero”.

Nuovo picco di quella che può definirsi una lunga vertenza tra buona parte dei proprietari di abitazioni del villaggio costiero del Pilone, che si trova a ridosso del Parco regionale delle Dune costiere occupando un tratto ad alta vocazione turistica del litorale di Ostuni, e sul fronte opposto l’Acquedotto pugliese e lo stesso Comune. Opera realizzata sulla spiaggia della piccola baia di Torre San Leonardo, simbolo del Pilone, lo storico camping e molte ville abitate anche in inverno. Storia travagliata, quella della vasca di raccolta liquami, opera necessaria ma ubicata nel posto sbagliato, secondo il comitato, oggetto di interessamento e sequestri in passato da parte della procura di Brindisi nel corso delle indagini, e di diverse varianti.

Su quest’ultimo punto il Comitato di salvaguardia rilancia la propria opposizione con un comunicato diffuso nella serata di martedì 8 ottobre. “Mentre i gruppi politici continuano a battibeccare per intestarsi la vasca del Pilone, descritta come una vasca delle meraviglie, il collaudo dell’opera – rileva ironicamente il comunicato -  procede con grandi difficoltà e con continui interventi correttivi. insomma comincia a prendere corpo il dubbio che il sito prescelto dall’AqP (e cioè la spiaggia del Pilone) non era del tutto idoneo allo scopo a causa di due gravi limiti sistematicamente ma inutilmente evidenziati dal Comitato: il rischio di inquinamento della spiaggia e la inidoneità tecnica del sito”.

ripresa lavori cantiere vasca liquami Pilone e scarico fanghiglia in mare-2

Questi due nodi, “prima ancora che l’impianto entri in funzione”, sono arrivati al pettine e sono il risultato – sostiene il comitato - della progettazione iniziale, della serie di varianti tecniche (“alcune delle quali ignote non solo al Comitato ma anche al Comune”) ed infine “delle gravi lacune nella esecuzione delle opere previste (alcune delle quali probabilmente mai eseguite)”. Pertanto si chiede all’Autorità idrica per la Puglia, allo stesso AqP, a Comune, Provincia e Regione) “di indagare sulla corretta esecuzione di due interventi, decisivi per la funzionalità dell’impianto: l’impermeabilizzazione della vasca e l’attraversamento del torrente Lamacornola”.

Il comitato ricorda che In sede di seduta del consiglio comunale di Ostuni il direttore dei lavori, con riferimento al rischio di inquinamento della spiaggia, stante l’affondamento della vasca interamente nella falda marina, “ha dichiarato che la vasca dei liquami sarebbe stata rivestita da una fodera d’acciaio che ne avrebbe garantito l’impermeabilità. Orbene a tutt’oggi non esiste certezza che tale rivestimento sia stato previsto dal progetto di variante e tanto meno che sia stato eseguito. Questo Comitato è nell’impossibilità di accertare le due circostanze, perché il progetto di variante è top secret e l’ispezione della vasca di fatto irrealizzabile”.

Si ricorda anche che il progetto iniziale dell’impianto “prevede che per l’attraversamento del torrente Lamacornola, la condotta premente deve sottopassare il letto del torrente mediante una struttura profonda in grado di resistere alle piene. La prescrizione è ulteriormente giustificata dal fatto che pochi anni fa sono state deviate nel Lamacornola anche le acque del torrente Fontevecchia, responsabile di due rovinosi allagamenti dell’intero villaggio Torre S. Leonardo”.

Secondo il Comitato, “a tutt’oggi detta opera non è stata eseguita e l’attraversamento del torrente avviene mediante un by-pass poggiato sul letto del torrente e pudicamente nascosto dalla fiorente vegetazione di canne. I collaudi della condotta premente sono stati sempre eseguiti fino ad oggi, utilizzando questo by-pass precario”, realizzato con tubazioni in Pvc. Sempre secondo il comitato, tale condotta tale condotta “sarà spazzata via al primo acquazzone, con l’inevitabile inquinamento della foce del torrente e della spiaggia.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Carabiniere contromano, un morto e due feriti: arrestato

  • Cattivi odori dalla lavatrice: alcuni rimedi naturali per eliminarli

  • Incidente mortale sulla superstrada: lunedì i funerali del dipendente comunale

  • Falso allarme bomba: tribunale di Brindisi evacuato per due ore

  • Violento scontro fra auto e scooter a Brindisi: grave un 15enne

  • Temporali e scirocco: allerta meteo gialla per Brindisi e Salento

Torna su
BrindisiReport è in caricamento