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L'ultima di Fedez-Ferragni e la necessità a volte di staccarsi dal web

Ha destato molto scalpore la festa di compleanno organizzata dalla nota coppia all’interno di un supermercato milanese

Ha destato molto scalpore la festa di compleanno organizzata dalla coppia Fedez – Ferragni all’interno di un supermercato milanese, dove le riprese live effettuate dagli smartphone e postate poi su svariati profili social, hanno permesso a chiunque di assistere allo show mediatico.

Tra i passaggi che più hanno suscitato polemica vi sono i frame che riprendono un panettone scagliato ad un invitato, vari lanci di ortaggi e carrelli utilizzati come carrozzine, in cui i passeggeri erano ricoperti sempre da verdure e ortaggi vari. Il tutto rigorosamente ostentato sul web con un atteggiamento, oramai consueto, finalizzato alla raccolta di visualizzazioni, like e follower.

Tralasciando lo stile opinabile della festa, da alcuni definita poco chic o una “cafonata”, non può passare indifferente il morboso legame che vi è tra comportamenti eccentrici, social network e l’inevitabile giro di affari in cui ciascuno di noi viene trascinato.

Dopo aver visualizzato quei video sorge spontanea una domanda: questa festa si sarebbe svolta nel medesimo modo e con gli stessi eccessi se non ci fosse stata la possibilità di “trasmetterla” sui social? Il mondo virtuale, in cui lasciamo impronte sempre più determinanti della nostra identità, pian piano influenza la nostra quotidianità, creando un ponte, un legame diretto tra azione e condivisione.

Se per millenni le nostre azioni sono state scandite dall’utilità del comportamento stesso, limitate da scambi sociali in carne ed ossa, capaci di offrire carezze e severi insegnamenti, oggi stiamo assistendo al loro trasmutamento nell’effimera vitalità di un contenuto digitale.

Questo processo intacca poco i coriacei “nonnini”, ben saldi alle loro abitudini e al loro mondo romanticamente scandito dai ricordi del telefono a muro con rotellina, ma travolge bambini, ragazzi e giovani adulti, bisognosi di essere online e gareggiare sulla cresta dei contatori di follower e following.

L’appartenenza ad un gruppo è da sempre qualcosa di importante, se non fondamentale, per la salute della psiche, a patto che il gruppo abbia confini e valori ben precisi e condivisi socialmente. Il rischio del web è l’eccessiva attenzione dei contatori rispetto al contenuto: “Quello che faccio passa in secondo piano rispetto a quello che offro sul display dei miei follower.”

In effetti, l’allegro passaggio di verdura tra Fedez ed i suoi invitati è stato effettuato stando ben attenti a riprendere con cura quei momenti d’indecoroso giubilo, consapevoli dell’effetto magnetico che avrebbe avuto quel video sui propri profili social, ma meno della portata di un gesto così superficiale.

Tutto questo in un paese in cui la forbice tra poveri e ricchi ha assunto dimensioni inaccettabili, con i poveri che si consolano ammirando la vita dei ricchi: un quarto stato 2.0 con gli smartphone in mano. Esiste l’antidoto a tutto ciò? Sì, e la cosa più semplice, forse, è proprio l’emancipazione dalla rete stessa, spezzando i vincoli per cui ogni nostro clic ha un potenziale valore pubblicitario.

Così come spegniamo la luce, il gas e l’acqua, dovremmo a volte staccarci da Internet, diminuirne il potere e l’influenza che ha nella nostra vita, ritrovare il sapore di ciò che ci circonda nelle vicinanze, uccidendo il morboso legame che alimenta le nostre ansie, le fake news e bisogni effimeri.

 (Per accedere al video clicca qui)

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