Opinioni

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Per le festività prendiamoci una pausa dagli altri doveri della vita

Ci siamo: i preparativi per le feste natalizie, i cenoni, le riunioni in famiglia e con gli amici troveranno la massima soddisfazione nel periodo dell’anno che maggiormente fa riferimento alle caratteristiche migliori del lato umano

Ci siamo: i preparativi per le feste natalizie, i cenoni, le riunioni in famiglia e con gli amici troveranno la massima soddisfazione nel periodo dell’anno che maggiormente fa riferimento alle caratteristiche migliori del lato umano. Natale rappresenta il momento in cui ogni individuo rientra in contatto con i propri stati più positivi, rinsaldando quel legame spirituale con se stessi che si perde durante la quotidianità. I rituali dell’albero e del presepe ci riportano ai simboli della nascita del Messia e della luce, rinvigorendo le memorie di gesti e momenti appresi sin dall’infanzia, che dovrebbero rinnovarsi e trasformarsi con le varie fasi della propria vita.

Le vetrine addobbate a tema, le luminarie per strada insieme a tanti altri elementi che colpiscono i sensi, vengono rielaborati tramite il pensiero, costruendo un mondo speciale, utopico, che ben presto però si scontra con una realtà che rimane simile e uguale a sé stessa, con o senza feste. Non a caso sono molte le persone che durante le festività possono accusare un senso di disagio latente verso le realtà esperienziali con cui vengono a contatto, disagio che può arrivare a sintomatologie ansiose e depressive.

Le pubblicità in tv, i sorrisi a ogni costo e l’euforia data dalla felicità “natalizia” diventano dei canoni rigidi che guidano la psiche e in certi casi possono creare delle tensioni col proprio “dialogo interno” che accompagna l’individuo durante tutto l’anno. Ed è cosi che si rischia di trasformare una festività emotivamente intensa e potenzialmente costruttiva, in un periodo delicato che non si riesce a godere appieno.

Sovente si cade in alcune trappole concettuali: ad esempio pensare che sentimenti come la felicità e la tristezza siano facilmente gestibili, oppure esser convinti che il rimuginio sui propri problemi possa esser l’arma giusta per la soluzione di questi e la risalita verso la felicità desiderata. Spesso questi meccanismi innescano dei circoli viziosi che allontano ancor di più dall’obiettivo desiderato, con il risultato di allontanarsi dagli stimoli  positivi che arrivano dall’esterno.

Una giusta riflessione sulle proprie emozioni, per quanto impegnativa e difficile, può aiutare a comprendere che tutti gli stati emotivi hanno il diritto di esser vissuti, e non è certo evitandoli che la propria vita migliorerà. Certo, tendenzialmente tutti fuggiamo dai nostri timori, dalle sensazioni sgradevoli, sempre in cerca del buonumore e della felicità, dimenticando che, in realtà, le emozioni dipendono dai nostri pensieri e che spesso il sol pensiero “dell’essere felice a tutti i costi” si trasforma in una spada di Damocle.

Riuscire a prender consapevolezza del vero se stesso e non di un “sé”  ideale, e condividere questa elaborazione con le persone più care ci orienta verso un percorso sano e virtuoso, capace di tollerare le frustrazioni, ideale per superare i propri limiti. Un’altra trappola psicologica da cui fuggire è l’egocentrismo esasperato che spesso ci circonda. Incoraggiato da tutte le religioni, ma anche dal buon senso, l’altruismo diventa un valore che spesso può arricchire la propria esistenza, illuminando le piccole zone grigie contenute nella nostra vita.

Al pari della sensazione di benessere recepita dall’attività sportiva o da un lauto pranzo, stare accanto a persone stimate, apprezzarne i lati positivi e donare qualcosa a chi è più sfortunato, dedicando parte del proprio tempo, attiva i neurotrasmettitori serotoninergici, importanti precursori per un’estrema sensazione di benessere. Come dire…far bene fa bene!

Ovviamente, la psiche dev’esser messa in grado di poter lavorare al meglio, essendo estremamente sensibile agli stimoli ambientali. Sono quindi da evitare situazioni altamente stressanti almeno in questo periodo dell’anno: liberarsi garbatamente dalle convenzioni sociali artificiose per concedersi i propri spazi di solitudine e compagnia. Paradossalmente, un rallentamento dei ritmi di vita, almeno in questi giorni, è il regalo migliore che possiamo fare al nostro corpo. Che ci piacciano le folle da sagra o una passeggiata in riva al mare, è un dovere prendersi una pausa dagli altri doveri della vita.  

In definitiva, sia che apparteniamo alla categoria di chi cerca la felicità assoluta, sia che apparteniamo alla categoria delle personalità super esigenti dipendenti dalle valutazioni a cadenza annuale, ricordiamoci che il nostro corpo e la nostra mente meritano momenti obiettivamente sereni ed apprezzabili, dati unicamente dalla nostra unicità e dall’arricchimento dei nostri valori ed interessi, unici elementi in grado di dare spessore al nostro Io. Un caloroso augurio di buone festività a tutti i lettori di BrindisiReport.  

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