I luoghi della Sla e l'inquinamento. La soluzione è nella ricerca

Tutti gli appassionati di calcio ricorderanno certamente la tragica scomparsa di Stefano Borgonovo, l' ex centravanti di Milan e Fiorentina, per tanto tempo ammalato di "Sclerosi laterale amiotrofica", meglio conosciuta come " Sla"

Tutti gli appassionati di calcio ricorderanno certamente la tragica scomparsa di Stefano Borgonovo, l’ ex centravanti di Milan e Fiorentina, per tanto tempo  ammalato di “Sclerosi laterale amiotrofica”, meglio conosciuta come “ Sla”, che perse la vita il 27 giugno 2013. Borgonovo era diventato il simbolo di tutti coloro che lottavano quotidianamente contro questo terribile male, per il quale non si è ancora trovata una cura.  E contro questa devastante malattia combatteva anche Raffaele Pennacchio, componente del direttivo della Onlus “16 Novembre”, morto nel mese di novembre dello stesso anno, a Roma, dopo aver protestato per giornate intere davanti al Ministero dell’ Economia per rivendicare il diritto all’ assistenza domiciliare e una totale attenzione per la ricerca contro la Sla.

Una malattia che, lo ricordiamo, colpisce attualmente circa 3.600 persone in tutta Italia secondo i  dati dell’ Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica). Tra di loro, i casi che hanno fatto più notizia sono stati quelli inerenti ad  ex calciatori , fra cui quello di Borgonovo ne è stato uno dei più significativi. Se si scorre l’elenco di questi sfortunatissimi ex calciatori è facile notare che in ben 6 casi si è trattato di atleti che hanno indossato la maglia del Como.  Oltre lo stesso Stefano Borgonovo, che ha indossato la maglia lariana dal 1982 al 1984 e dal 1985 al 1988, vi sono stati i casi dei già deceduti Adriano Lombardi, Celestino Meroni , Albano Canazza e Maurizio Gabbana, quali si può anche aggiungere il nome di Piergiorgio Corno, morto a fine 2014 dopo aver scritto un libro.  

Ricordiamo anche che tra il 1989 ed il 1991 anche l’ex terzino della Juventus Andrea Fortunato, morto tragicamente per una malattia ugualmente grave come la leucemia, ha vestito la maglia del Como. Insomma, si tratta solo di tragiche coincidenze? Non è possibile, a riguardo, dare una risposta certa. In ogni caso il procuratore aggiunto di Torino,  Raffaele Guariniello, che per anni ha indagato sull’ uso diffuso del doping e sulle cause della Sla nel mondo del calcio, aveva messo sotto accusa l’erba del campo dello stadio “Sinigaglia” , quello usato dalla società lariana. Guariniello aveva aperto un’ inchiesta già dal 2008, in quanto voleva vederci chiaro su come veniva eseguita la manutenzione del campo da gioco del Como e, soprattutto, se vi fossero sostanze tossiche trattenute nel manto erboso.

Di questa inchiesta, però, non si è saputo più nulla, forse anche a causa del fatto che Guariniello è andato in pensione a fine 2015. A questo punto è bene anche mettere in evidenza un altro dato importante: la Lombardia è la regione dove si sono riscontrati più casi di Sla in tutta Italia ( 967 in tutto). E  proprio in una sua provincia, quella di Como (manco a dirlo), sono state molteplici le inchieste giudiziarie che hanno accertato un traffico illegale di smaltimento di rifiuti tossici, gestito dalla n’drangheta,  l’organizzazione criminale calabrese, ben radicata nel comasco da molto tempo, da dove gestisce anche il traffico di droga e altre redditizie attività illecite.

Forse sarebbe il caso di approfondire cosa è davvero avvenuto in questi anni non solo nei pressi dello stadio Sinigaglia, ma anche in tutta la Lombardia su chi e perché ha gestito  il racket dei rifiuti tossici. E’ certamente un tema molto complicato e spinoso, ma di sicura rilevanza, soprattutto in un momento in cui si è tornati prepotentemente a parlare di chi viene poi colpito e folgorato da queste atroci malattie (come Dj Fabo). In molti hanno sempre sostenuto che , in realtà, i calciatori sarebbero stati colpiti dalla Sla a causa degli anabolizzanti assunti durante il periodo della loro professione. Ma pur  non essendoci ancora una verità completa ed accertata, il connubio tra e rifiuti tossici e malattie genetiche gravi potrebbe essere di ovvia fattezza. Da tenere sott’occhio anche la Campania, con  576 casi, davanti al Lazio con 556 e la Sicilia con 449.

Anche in Puglia non va affatto bene, con 405 casi (sempre tutti dati forniti dall’Aisla aggiornati al 2012). Per la  cura della Sla sono sempre in corso ricerche ed accurate sperimentazioni.

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Commenti (1)

  • Sui calciatori del Como sono d'accordo con il procuratore Raffaele Guariniello:occorrerebbe indagare con quali antiparassitari veniva trattato il manto erboso del campo ed estendere l'indagine sull'uso eventuale di queste sostanze in orto/frutticoltura.

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