Abusi sessuali nello studio: 6 anni

RAVENNA - Si spacciava per dietologo e per fisioterapista, discipline che si occupano in qualche modo della cura del corpo, oltre che della salute, e abusava delle sue pazienti. Oggi è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Ravenna, Roberto Giovanni Rosario Ranieri, 60 anni, originario di San Vito dei Normanni. Dovrà pagare 3mila euro di risarcimenti e spese legali all’unica paziente che si è costituita parte civile. Per l’uomo, residente a Forlì, con ambulatorio a Cervia, è stata inoltre decisa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il tribunale di Ravenna

RAVENNA - Si spacciava per dietologo e per fisioterapista, discipline che si occupano in qualche modo della cura del corpo, oltre che della salute, e abusava delle sue pazienti. Oggi è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Ravenna, Roberto Giovanni Rosario Ranieri, 60 anni, originario di San Vito dei Normanni. Dovrà pagare 3mila euro di risarcimenti e spese legali all’unica paziente che si è costituita parte civile. Per l’uomo, residente a Forlì, con ambulatorio a Cervia, è stata inoltre decisa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini condotte dai carabinieri del reparto operativo di Ravenna, l’uomo avrebbe molestato almeno sette donne, tutte sue pazienti. Già nel 2011, l’uomo era stato denunciato dai Nas per esercizio abusivo della professione medica con il conseguente sequestro dello studio e delle relative apparecchiature, ma dopo pochi mesi aveva ottenuto il dissequestro e aveva riaperto continuando a fare visite in ambulatorio durante le quali – secondo le indagini dei carabinieri – avrebbe compiuto atti sessuali su donne in soggezione psichica.

Stando alle accuse si definiva operatore sanitario, bio terapeuta, esperto in medicina complementare, specialista di pratiche orientali, in grado di far perdere peso con la sola imposizione delle mani. Per bruciare chili, suggeriva alle clienti, occorre liberare il chakra, uno dei sette centri dell’energia umana, come dicono le teorie orientali. E non un chakra qualunque, bensì il “chakra sessuale”: collocato – come recitano i vangeli sanscriti dell’India – proprio nelle parti intime.

In sostanza faceva abbassare gli slip e cominciava una pratica masturbatoria, dicendo alle pazienti che quello era l’unico modo per rimuovere il blocco spirituale e che tale operazione avrebbe avuto influssi positivi sulla perdita di peso. Ora Ranieri è stato riconosciuto colpevole di esercizio abusivo delle professioni oltre che di violenza sessuale. Nel suo studio, il 16 maggio 2012 i carabinieri gli avevano notificato la misura degli arresti domiciliari per fatti accaduti per lo più tra il 2009 e il 2011.

“Esercitava la sua attività - ha detto in requisitoria il pm Angela Scorza titolare del fascicolo - per sottoporre le pazienti tramite l'inganno ad atti di natura sessuale”. Tra le scuse addotte dall'uomo, quella di sbloccare il Chakra sessuale, uno dei sette centri di forza teorizzati dalla medicina alternativa orientale, “che però si trova sotto l'ombelico e non nel perineo”. Un comportamento “né recente né occasionale visto che è andato avanti fin dal 2001 quando la molestata fu una 16enne”.

Nessun dubbio per il pm pure sull'esercizio abusivo della professione visto che “dava diete, applicava elettrodi, praticava laserterapia, leggeva esami medici e radiografie e faceva massaggi curativi per ernie e dolori in generale”. Per la difesa invece, quelle delle pazienti “erano state solo sensazioni” con un'influenza reciproca delle versioni visto che “Cervia è un paesone dove tutti si conoscono”. E per quanto riguarda la professione, l'imputato sarebbe stato abilitato a ciò che in realtà faceva: solo trattamenti estetici.

Sull'uomo pende ora il solo obbligo di firma. Dettaglio degno di nota: se gli accertamenti sull'ambulatorio erano iniziati anni addietro con verifiche dei Nas di Bologna, la parte dell'inchiesta sulle violenze sessuali è scattata dalla querela che il sedicente dietologo aveva fatto contro una giornalista romagnola che aveva riportato la testimonianza di una paziente. Il pm Scorza aveva poi proposto l'archiviazione per la diffamazione a mezzo stampa e aveva aperto un fascicolo per gli abusi sessuali.

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