Mennitti, in centinaia alla camera ardente. Il ricordo commosso della gente comune

Centinaia di brindisini si stanno recando nella camera ardente allestita presso la sala della Colonna di Palazzo Nervegna per rendere omaggio a Domenico Mennitti. Si tratta di un luogo simbolico dell'impegno profuso dall'ex sindaco per il riscatto culturale della sua città. Proprio Mennitti, infatti, volle fare di Palazzo Nervegna la sede degli uffici del primo cittadino

Il feretro sotto il capitello della Colonna romana

BRINDISI – Centinaia di brindisini si stanno recando nella camera ardente allestita presso la sala della Colonna di Palazzo Nervegna per rendere omaggio a Domenico Mennitti, spentosi a 75 anni all'alba di domenica. Si tratta di un luogo simbolico dell’impegno profuso dall’ex sindaco per il riscatto culturale della sua città. Proprio Mennitti, infatti, volle fare di Palazzo Nervegna la sede degli uffici del primo cittadino. Il feretro ha lasciato poco prima delle 9 l’abitazione della famiglia Mennitti nel centro storico, accompagnato dalla moglie Marisa, dai figli Pierluigi e Barbara e dall’attuale sindaco, Mimmo Consales, oltre a vari esponenti della giunta.

Alle 15.30, la salma verrà traslata nella vicina basilica Cattedrale di piazza Duomo, dove si svolgeranno funerali. Tanti esponenti della politica locale hanno raggiunto la camera ardente. Ma a colpire era soprattutto la commozione scolpita sui volti della gente comune: di quelle persone che pur non avendo mai conosciuto direttamente Mennitti, o avendolo conosciuto solo marginalmente, hanno accolto con profonda tristezza la notizia della sua dipartita.

Mario Gemma, sottufficiale dei vigili urbani in pensione, una volta venne rimbrottato da Mennitti. “Mi rimproverò – afferma Gemma – perché mi sentivo più legato al Corpo dei Bersaglieri, fra le cui fila avevo militato da giovane, che a quello dei vigili urbani. Ma io gli risposi che il primo amore non si dimentica mai. Molte persone – dichiara ancora Gemma – contestavano Mennitti quando era ancora in carica, rinfacciandogli di aver fatto poco per la sua città. Ma non è vero. Mennitti è stato un simbolo della politica locale e nazionale”.  Giorgio Giunta, ex consigliere comunale, non riesce a trattenere la commozione nel ricordare il suo vecchio amico. “Conoscevo Mennitti – dichiara Giunta – da almeno 40 anni. Lo stimavo molto. E’ stato un buon sindaco. Ci abbracciavamo ogni volta che ci incontravamo per strada”. Piero Indiveri, anch’egli commosso: “Era un caro amico: lo saluto”.

Alberto Altomare, maresciallo dei vigili urbani: “Quando Mennitti accusò un malore in una sera di giugno del 2011, alla vigilia della partenza della Brindisi – Corfù, trascorsi la notte in ospedale, al fianco di sua moglie. Gli sarò eternamente grato perché ha ridato dignità a questa città”. Franco Padula, barbiere: “Conoscevo Mennitti fin da giovanissimo. Politici come lui non ce ne sono più. I brindisini devono solo essergli grati”. Salvatore Gualtieri, ex militante politico: “Non ero della sua corrente politica, in alcuni casi non condividevo le sue idee, ma il suo impegno per la città di Brindisi è stato lodevole”.

I fratelli Cosimo e Antonio Esposito, quest’ultimo titolare di una ditta nel ramo dei traslochi: “Non si può dimenticare quanto ha fatto Mennitti per il riscatto culturale di questa città, ma anche per il calcio brindisino, soprattutto fra gli anni 60 e 70. Purtroppo, i problemi di salute non gli hanno consentito di realizzare fino in fondo il suo progetto”. Un ingegnere che preferisce restare nell’anonimato: “Non lo conoscevo in maniera approfondita, ma non si può negare che sia stato un buon esponente della cultura brindisina. Ha messo a disposizione della città 30 anni d’esperienza. Ci ha invitato ad aprirci al mondo. Voleva creare un nuova classe politica di giovani, ma purtroppo, per ragioni di salute, non ce l’ha fatta. Temo che nessuno potrà raccogliere la sua eredità politica”.

Visto il massiccio afflusso verso la camera ardente, la polizia municipale ha dovuto chiudere al traffico via Duomo, con inevitabili disagi per la circolazione. Il blocco si protrarrà fino alle fine delle esequie, dove è attesa la presenza di personaggi di spicco della politica nazionale.  (Fotoservizio Gianni Di Campi)

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