Acque Chiare: la Barbanente incontra i proprietari, il Comune punta alla sanatoria con il Pug

BRINDISI – E’ stato un confronto aperto, civile, senza peli sulla lingua, ma sicuramente necessario, per stoppare sul nascere ulteriori ambiguità, e per conoscere definitivamente le posizioni degli amministratori locali sul caso Acque Chiare. Presso la sala “M.M.Guadalupi”, l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente e l’assessore comunale allo stesso ramo Tonino Bruno, attraverso un incontro organizzato dall’associazione “Sviluppo e Lavoro”, hanno avuto nel pomeriggio un confronto con i proprietari delle villette tuttora sotto sequestro.

Un momento dell'incontro

BRINDISI – E’ stato un confronto aperto, civile, senza peli sulla lingua, ma sicuramente necessario, per stoppare sul nascere ulteriori ambiguità, e per conoscere definitivamente le posizioni degli amministratori locali sul caso Acque Chiare. Presso la sala “M.M.Guadalupi”, l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente e l’assessore comunale allo stesso ramo Tonino Bruno, attraverso un incontro organizzato dall’associazione “Sviluppo e Lavoro”, hanno avuto nel pomeriggio un confronto con i proprietari delle villette tuttora sotto sequestro.

L’IPOTESI - E alla fine dell’incontro, è emerso che la strada maggiormente seguita dal Comune sarà quella di una sanatoria con l’inserimento del caso Acque Chiare nel nuovo Pug. “Avevamo pensato anche ad un consorzio – ha detto Bruno –, ma vediamo che esiste una certa difficoltà nel metterlo in piedi”. In effetti, sono stati gli stessi proprietari a bocciare subito questa soluzione, soprattutto quando la Barbanente ha parlato di “altri cinque anni di sacrifici”, necessari per il ripristino della finalità turistico-alberghiera. “E i cinque anni – ha chiarito l’assessore regionale – partirebbero dall’inizio dell’attività turistica”. “Non potete ancora chiederci sacrifici, dopo tutti quelli che stiamo continuando a fare”, hanno replicato i proprietari.

LE ALTRE SOLUZIONI - Su qualsiasi altra strada, Bruno è stato perentorio: “Chiunque vi suggerisce altri percorsi, vi sta ingannando, e vuole solo alimentare confusione”, ha detto rivolto ai proprietari. “E’ facile chiedere una variante. Già, ma avvalendomi di quale legge in materia urbanistica? Ditemela, e io procedo. Ma nessuno saprebbe suggerirmene una”.

E’ stato fatto anche l’accostamento con Lama Balice, con il Comune di Bari che ha approvato un adeguamento al piano paesaggistico. L’esempio è servito per indicare zone d’Italia in cui “le Amministrazioni non aspettano passivamente di conoscere le posizioni della magistratura, che deve necessariamente compiere un proprio percorso”. La Barbanente però è stata chiara: “Conosco bene il caso di Lama Balice, ma ad Acque Chiare non c’è stata una violazione di vincolo paesaggistico, qui si parla di un’attività produttiva che non è mai partita”.

GLI AVVISI – Quanto alle responsabilità sui mancati controlli, è stata Franca Sergio ad intervenire facendo notare che se tutti i professionisti finiti nella bufera continuano ad esercitare le loro attività, “solo i proprietari delle villette continuano a pagare per quanto è accaduto. E qui, va ricordato, sono mancati anche i controlli di Comune e Regione. La Commissione di vigilanza è sorta solo nel 2007, quando ormai era troppo tardi”. La Sergio ha anche fatto riferimento agli avvisi di conclusione indagine inviati a tutti i proprietari per concorso in lottizzazione abusiva: “E’ stato l’ultimo regalo che ha voluto farci la magistratura”, ha detto.

IL FUTURO – Essendo impraticabile qualsiasi ipotesi legata a nuove destinazioni d’uso, il Comune sembra quindi orientato a perseguire la strada di una sanatoria che passi attraverso il Pug. La Regione ne ha preso atto, e valuterà al momento il Piano per come verrà definito. “Acque Chiare è un caso senza precedenti in tutta Italia - ha concluso la Barbanente -, magari ce ne fossero, la soluzione sarebbe stata adottata anche prima”.

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