Autorita’ portuale, né truffa né peculato: assolti ex segretario e dirigente

Premi per 450mila euro, il Tribunale riconosce la tesi sostenuta dai difensori Lillo e Valentini. Il pm aveva chiesto la condanna a quattro anni e mezzo, dopo aver escluso artifici e raggiri

BRINDISI – Né truffa perché il fatto non sussiste, né peculato perché non costituisce reato: il Tribunale assolto dalle accuse l’ex segretario generale dell’Autorità portuale di Brindisi, Nicola Del Nobile, e l’ex dirigente dei servizi amministrativi, Vittoria Ligorio, finiti sotto processo in relazione al pagamento di premi e bonus per un totale di 450mila euro.

Aula Metrangolo tribunale Brindisi 5-2

La sentenza

La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio di ieri (16 luglio 2018) dal collegio giudicante presieduto da Domenico Cucchiara. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. Il pubblico ministero Francesco Carluccio aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione per peculato, dopo aver escluso la truffa contestata inizialmente dal sostituto Milto Stefano De Nozza (ora passato nel pool Antimafia a Lecce).

Il Tribunale, invece, ha escluso entrambi i capi di imputazione, aderendo quindi alla tesi sostenuta dagli avvocati Gianvito Lillo e Colomba Valentini, quest’ultima per gli aspetti di natura lavoristica collegati al riconoscimento delle premialità.

La difesa

Articolata e complessa l’arringa del penalista Lillo, il quale ieri ha ricostruito l’intera vicenda finita al giudizio del Tribunale, descrivendo i passaggi del dibattimento in relazione alla documentazione acquista dai giudici. Tre anni di udienze, dopo il rinvio al giudizio del 15 giugno 2015,  a conclusione dell’inchiesta delegata ai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria con riferimento alla liquidazione di 450mila euro.

Gianvito Lillo“Nel corso degli anni, l’Autorità portuale di Brindisi ha subìto controlli e ispezioni disposte dal Ministero ed è stata oggetto di costante monitoraggio dei revisori dei conti: nessuno ha mai sollevato obiezioni”, ha detto l’avvocato Lillo (nella foto accanto) nel corso della sua arringa. Corposa la memoria difensiva: 40 pagine, più 80 documenti come allegati, documenti ufficiali dell’Ente, del Ministero e da ultimo la pronuncia della Corte dei Conti di due mesi fa.

La Corte dei Conti

I magistrati contabili hanno disposto l’archiviazione della denuncia sporta da uno dei componenti del comitato portuale, escludendo l’esistenza di qualsiasi presupposto per la contestazione del danno erariale. Tutto regolare, quindi, per la Corte dei Conti, pagamenti legittimi per il Tribunale di Brindisi.

In tal senso ci sono state le testimonianze dell’ammiraglio Salvatore Giuffrè, segretario generale dell’Authority sino a qualche tempo fa. Giuffrè era stato citato in qualità di teste: precisò che le somme furono liquidate dopo che l’Autorità portuale ottenne il via libera dal Ministero e dall’Assoporto, ai quali era stato chiesto un parere. Il teste, inoltre, confermò che la liquidazione dei premi di produzione e delle altre indennità è ripresa di recente, dopo essere stata sospesa in corrispondenza dell’avvio del procedimento penale che ha portato al rinvio al giudizio di Del Nobile e Ligorio.

Le premialità

Autorità Portuale BrindisiNel corso delle udienze, inoltre, è emerso che i premi furono riconosciuti non solo ai due ex dirigenti dell’Ente, ma a 40 persone, tra funzionari e dipendenti, stando a quanto emerge da un elenco prodotto dagli avvocati difensori e  l’acquisiti al fascicolo del dibattimento. Cosa che il presidente del Collegio giudicante ha disposto. Quell’elenco, noto come “allegato numero 16” è stato più volte richiamato dal penalista durante la discussione. Ieri la verità dei due imputati è anche processuale. Con sentenza di primo grado.


 

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