Banditi al mini-casinò: bottino misero

CEGLIE MESSAPICA - “Fermi tutti questa è una rapina”, in rigoroso accento straniero. Momenti di terrore, verso l'ora di chiusura nella sala giochi-casinò “Play Golden Lounge Life” di Ceglie Messapica. E il secondo colpo nell'arco di dieci giorni ai danni dell'attività del 35enne Giorgio Ardone, è servito. Sono le 21 circa quando due banditi a volto coperto, uno dei quali armato di pistola, fanno irruzione nel locale di via Canonico Vito Palazzo 52, all'interno ci sono pochi clienti. I rapinatori intimano sotto la minaccia dell'arma di consegnare il denaro contenuto nelle casse, ma queste, essendo a tempo non possono essere aperte, perciò i banditi prendono di mira i clienti cercando di fare bottino con i portafogli dei presenti.

Il mini casinò rapinato la sera del 26 dicembre a Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA - “Fermi tutti questa è una rapina”, frase pronunciata con evidente accento straniero. Momenti di terrore, verso l'ora di chiusura nella sala giochi-casinò “Play Golden Lounge Life” di Ceglie Messapica. E il secondo colpo nell'arco di dieci giorni ai danni dell'attività del 35enne Giorgio Ardone, è servito. Sono le 21 circa quando due banditi a volto coperto, uno dei quali armato di pistola, fanno irruzione nel locale di via Canonico Vito Palazzo 52, all'interno ci sono pochi clienti. I rapinatori intimano sotto la minaccia dell'arma di consegnare il denaro contenuto nelle casse, ma queste, essendo a tempo non possono essere aperte, perciò i banditi  prendono di mira i clienti cercando di fare bottino con i portafogli dei presenti.

Ma hanno appena il tempo di arraffare la borsa di una donna, la 43enne Helena Stefan, di origine rumena ma residente a Grottaglie. All'interno della borsa circa 150 euro, e con questo bottino minimo i malviventi si sono dati alla fuga. Sulle loro tracce ci sono i carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Sante Convertini e quelli della compagnia di San Vito dei Normanni. L'ultimo colpo alla sala giochi-casinò la sera del 17 dicembre, quando sempre in due ma armati di fucile, si fecero consegnare l'incasso della serata prima di sparire nel buio. Resta da vedere se si tratti davvero di stranieri, o meno.

La zona è periferica, il locale si trova al piano terra di un normale condominio. Facile per i rapinatori muoversi subito dopo l'azione criminosa, avendo a disposizione varie vie di fuga dalla città. Non si può escludere neppure che tra la prima e la seconda rapina vi possa essere un collegamento: forse stessa banda, ma esecutori materiali alternatisi tra il primo e il secondo episodio. E comunque dilettanti in piena regola: nessuna informazione e pianificazione prima dell'azione, come dimostra il particolare tutt'altro che secondario della mancata informazione sulla presenza di casse a tempo. Gli investigatori non per questo sottovalutano i due fatti: è quel genere di rapinatore che può provocare un epilogo grave.

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