Comune di Brindisi, nuovi debiti fuori bilancio: 60mila euro

Dalle fatture della Tecnomare per escursioni subacquee nel 1989 a quelle recenti della Multiservizi per le europee ed Energeko per lavori straordinari

BRINDISI – Nuova ondata di debiti fuori bilancio per il Comune di Brindisi, costretto a fare i conti da un lato, con sentenze di condanna al pagamento diventate definitive con il trascorrere del tempo come quella ottenuta dalla società Tecnomare per escursioni subacquee organizzate nel 1989, dall’altro con fatture presentate quest’anno dalle sue partecipate, Multiservizi ed Energeko. Nel mezzo, restano i risarcimenti danni in seguito a incidenti stradali.

I debiti fuori bilancio

Complessivamente, l’Amministrazione dovrà pagare la somma di 59.369 euro e 88 centesimi, stando agli atti pervenuti a Palazzo di città, tutti già coperti da pareri di regolarità tecnica e contabile. Le sentenze così come le richieste di liquidazione delle fatture saranno portate all’attenzione del Consiglio comunale, in occasione della prossima seduta.

Fatture Energeko

La somma maggiore è quella che il Comune deve riconoscere alla società Energeko, a breve incorporata per fusione nella Multiservizi: l’importo è pari a 28.429,10 euro ed è relativo a “lavori straordinari” che il personale della partecipata ha svolto nel corso del 2018 in San Giovanni Bosco, in contrada Chiodi, dove sono state sostituite le lampade della pubblica illuminazione, e per il montaggio della linea Lan e del citofono al Nuovo Teatro Verdi.

“Accertato che i lavori sono stati regolarmente effettuati e che l’Ente ne ha tratto un indubbio vantaggio”, non resta altro da fare se non procedere con la liquidazione, impossibile in precedenza per la “mancanza di risorse finanziarie”.

Le escursioni deliberate nel 1989

Risale a 30 anni fa, l’origine del debito nei confronti della società Tecnomare srl, per un totale di 11.515 euro: la Giunta dell’epoca deliberò lo svolgimento di “dieci escursioni subacquee nei fondali brindisini”, destinate ai turisti e approvò la spesa pari a “un milione di lire, oltre Iva, per ogni uscita con un minimo di quattro persone”. Quel giorno in Giunta, era il 26 maggio 1989, c’erano gli assessori: Guglielmo Albano, Salvatore Faldetta, Mario Guadalupi, Antonio Fischetto, Giuseppe Marchionna, Giampiero Pennetta, Paolo Chiantera e Teodoro Aprile.

Il contenzioso legale nacque all’indomani del parere negativo espresso dal Co.re.co L’ultima pronuncia, quella diventata definitiva, è stata della Corte d’Appello di Lecce lo scorso primo febbraio: “in riforma della sentenza del Tribunale di Brindisi, il Comune è stato condannato a pagare”.

Risarcimento danni

Nell’elenco dei debiti fuori bilancio, ci sono due sentenze del giudice di pace, non più impugnabili, che si riferiscono a risarcimenti danni riconosciuti a una donna e a un uomo: la prima ha ottenuto 5.461,97 euro, a titolo di ristoro per le lesioni riportate il 16 giugno 2015 in seguito alla caduta in una buca mentre era al mercato settimanale del rione Sant’Elia, all’altro sono stati riconosciuti 5.778,52 euro per i danni subiti dall’auto finita in un tombino in via provinciale per San Vito, il 12 agosto 2016.

Fatture Multiservizi

A chiudere la lista, ci sono le fatture presentate dalla Multiservizi per lo svolgimento di servizi in occasione delle elezioni europee del 26 maggio 2019: 8.186,20 euro per il trasporto, il montaggio e il successivo smontaggio delle cabine elettorali. In questo caso, l’Amministrazione ha riconosciuto che la determina di affidamento dei lavori alla partecipata “si è bloccata durante l’iter di lavorazione a causa di un disguido del sistema informatico e, pertanto, non è stata acquisita dai servizi finanziari”. L’intoppo ha portato alla mancata copertura della spesa. Vero è – sostiene il Comune – che i servizi sono stati “regolarmente svolti e che l’Ente avvalendosi di quelle prestazioni, ha tratto un indubbio arricchimento”.

Corte dei Conti

In tutti i casi, l’Amministrazione invierà gli atti alla Corte dei Conti per valutare se ci siano o meno state “responsabilità dei soggetti che hanno determinato o concorso a determinare l’eventuale danno erariale, anche solo in termini di colpevole omissione o ritardo, con maturazione di interessi o maggiori spese a carico dell’Ente”.

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